Tre Stati e tre Zecche ma un progetto unico per celebrare San Francesco, patrono d’Italia, nell’ottocentenario della sua morte, e il Cantico delle Creature, uno dei testi più celebri della tradizione spirituale e letteraria europea. Presentato questa mattina ad Assisi – di fronte ad oltre duecento persone tra studenti, istituzioni civili, religiose e culturali – le tre monete in rame coniate da Repubblica Italiana, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.
Il trittico di monete in rame dal valore nominale di 0,75 euro ciascuna è concepito come un unico racconto in tre capitoli dedicato all’opera composta da San Francesco d’Assisi. Il Cantico viene infatti come un percorso simbolico che attraversa tre temi centrali del pensiero francescano: la fraternità cosmica (affidata all’Italia), la connessione con il mondo naturale (San Marino) e la gratitudine verso Dio (Vaticano). Emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dalla Repubblica di San Marino, dalla Zecca dello Stato della Città del Vaticano e realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stat, le tre monete sono state realizzate dall’incisore Marta Bonifacio e coniato nelle Officine della Zecca dello Stato e propongono così una lettura completa del Cantico delle Creature, trasformando in linguaggio numismatico una delle più alte espressioni della spiritualità medievale: un inno alla vita, alla natura e alla fraternità universale tra tutte le creature.
Su questo ultimo tema ha posto l’accento suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sottolineando come “la visione francescana della pace abbraccia l’intero Creato e questa è una intuizione urgente, tanto più nel nostro tempo”. Matteo Taglienti dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha sottolineato la “forte collaborazione tra i tre Stati” – non solo su queste monete – e la scelta del rame e di una moneta da 0.75 euro anche per “accordarsi” allo spirito Francescano. Infine, il direttore generale di Poste San Marino, Gian Luca Amici, ha definito “un grande onore, dal valore ben oltre l’aspetto numismatico, il conio della moneta. Ad aprire i lavori i saluti del custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, dettosi felice di ospitare la presentazione, e del vescovo monsignor Felice Accrocca, che ha posto l’accento sul doppio senso di “rimettere i peccati” e “rimettere il debito, soprattutto quello che strozza i paesi più poveri”; presenti anche la presidente della Regione Stefania Proietti e il sindaco Valter Stoppini.
Le tre monete condividono lo stesso dritto, dedicato alla figura di San Francesco. Al centro, in primo piano, è raffigurato il Santo accompagnato da tre colombe, simbolo di pace e beatitudine. Sullo sfondo compare una stilizzazione del Monte Subasio e dei territori umbri che ospitano San Damiano ad Assisi, luogo in cui Francesco compose il suo celebre cantico. Sulla destra è presente un ulivo, da cui prende avvio una rappresentazione stilizzata dei sentieri percorsi dal Santo durante la sua vita.
Il rovescio della moneta della Repubblica Italiana richiama l’incipit del Cantico, in cui San Francesco loda Dio attraverso le creature del cielo. Sullo sfondo sono rappresentati il sole con i suoi raggi, la luna e le stelle, mentre al centro domina la croce TAU, simbolo francescano per eccellenza. Ai lati della composizione sono riportati due celebri passaggi dell’opera: quello dedicato a “Frate Sole” e quello rivolto a “Sora Luna e le stelle”.
La moneta emessa dalla Repubblica di San Marino sviluppa invece il tema della Connessione con il mondo naturale, richiamando le strofe dedicate ai quattro elementi fondamentali – Frate Vento, Sora Acqua, Messer Fuoco e Madre Terra – attraverso elementi stilizzati e dettagli incisi, tra cui una raffinata microscrittura.
La moneta dello Stato della Città del Vaticano conclude il percorso con il tema della Gratitudine verso Dio, ispirato alle ultime strofe del Cantico dedicate all’uomo, alla misericordia e alla “Sorella Morte corporale”. La scena simbolica rappresenta l’incenso che brucia, accompagnato da uccelli in volo e foglie, allegorie dell’umiltà e della beatitudine.