Trasimeno

Trasimeno, FdI ancora all’attacco: “Vent’anni di incuria, a pagare il conto cittadini, imprese e turisti” | VIDEO

“Dopo i chironomidi, il blocco dei collegamenti con l’Isola Polvese e le immagini trasmesse dal TG5, il Trasimeno non può più essere gestito con interventi tampone. Servono una strategia permanente e una governance dedicata. Le immagini trasmesse dal TG5, che hanno mostrato a tutta Italia un lago in sofferenza e la sospensione dei collegamenti con l’Isola Polvese, rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme di una crisi che denunciamo da tempo. Non dobbiamo prendercela con chi racconta la realtà, ma con chi per troppi anni ha consentito che questa diventasse l’immagine del Trasimeno.” Lo dichiarano Alessandro Moio, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Perugia e consigliere comunale di Passignano sul Trasimeno, e Jacopo Barbarito, capogruppo di Fratelli d’Italia in Provincia di Perugia. Sul tema era già intervenuto anche il consigliere regionale Gianbartolomei.

“Il Trasimeno paga almeno vent’anni di assenza di programmazione. Ogni estate assistiamo allo stesso copione: livello dell’acqua insufficiente, invasione dei chironomidi, difficoltà per la navigazione e operatori economici lasciati soli. Le istituzioni intervengono soltanto quando la stagione turistica è già compromessa.”

Secondo Moio, anche la vicenda dei chironomidi dimostra la mancanza di prevenzione. “Non è un fenomeno imprevedibile. Negli anni scorsi venivano effettuati monitoraggi e campagne di trattamento larvicida biologico con il supporto scientifico dell’Università di Perugia. Oggi chiediamo alla Regione di chiarire quali interventi siano stati realmente effettuati, con quali risorse e con quali risultati. Serve una task force permanente che coinvolga Regione, Comuni, Provincia, ARPA, USL e Università, capace di programmare gli interventi prima che l’emergenza esploda.”

Sul livello del lago, Moio ricorda inoltre che “il percorso per l’adduzione delle acque da Montedoglio è stato avviato dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra, coinvolgendo il Commissario nazionale per la siccità. Oggi, però, è necessario accelerare e rendere pubblico un cronoprogramma con tempi certi. Montedoglio è una parte della soluzione, ma deve inserirsi in una strategia complessiva di gestione delle risorse idriche.”

Barbarito richiama invece l’attenzione sulla navigazione. “È gravissimo che proprio all’inizio della stagione turistica siano stati sospesi i collegamenti ordinari con l’Isola Polvese. Il servizio sostitutivo rappresenta una soluzione temporanea, ma non cancella il danno arrecato all’immagine del lago. Da anni sosteniamo la necessità di rinnovare la flotta con battelli moderni, a pescaggio ridotto e a basso impatto ambientale, capaci di garantire il servizio anche in condizioni idrometriche difficili.”

Per Fratelli d’Italia occorre inoltre affrontare definitivamente il problema della governance. “Oggi le competenze sono disperse tra Regione, Provincia, Unione dei Comuni, Comuni, enti ambientali e soggetti gestori. Quando tutto è competenza di tutti, alla fine nessuno risponde realmente dei risultati. Serve un soggetto tecnico dedicato esclusivamente al Lago Trasimeno, con personale qualificato, risorse certe e capacità di programmare manutenzione, gestione delle acque, navigazione, tutela ambientale e sviluppo turistico.”

“Il Trasimeno non può continuare a vivere di emergenze estive, conferenze stampa e passerelle istituzionali. Servono prevenzione, manutenzione ordinaria, investimenti e una visione di lungo periodo. Dopo vent’anni di ritardi, non possono continuare a pagare il prezzo dell’inefficienza cittadini, imprese e operatori turistici” concludono Moio e Barbarito.