“Trasimena Aruspicina”, successo dell’iniziativa  sulla cucina etrusca a Castiglione del Lago

“Trasimena Aruspicina”, successo dell’iniziativa sulla cucina etrusca a Castiglione del Lago

L’evento che ha fatto riscoprire la cucina etrusca, fra cibo e sacralità, con aruspici, ceramisti, soldati, danze e banchetti

Si è svolto lo scorso 30 giugno un originale evento alla Rocca di Castiglione del Lago dal titolo “Trasimena Aruspicina, mangiare per credere in terra etrusca”. L’iniziativa, ideata e organizzata dal consorzio Umbria & Tastes, consorzio di promozione del turismo enogastronomico nel Cuore verde d’Italia, in collaborazione con ArcheoFood, un’associazione culturale che riscopre il senso del gusto per la storia coniugando archeologia e cucina, ha raggiunto pienamente il suo scopo, quello di valorizzare la connessione tra cibo e sacralità nella civiltà etrusca attraverso un percorso rievocativo dove l’ospite è stato “immerso” nella vita quotidiana del tempo, tra aruspici, ceramisti, armati, danze e banchetti.

Più di 200 persone intervenute alla serata che è stata finanziata con il progetto PSR. MIS. 16.3.3 e Camera di Commercio di Perugia e ha avuto come partner Umbria & Tastes, Associazione Archeo Food, Cooperativa Aurora, Associazione Suodales, Comune Castiglione del Lago e Comune di Magione: collaborazione ed integrazione con la Mostra Tarsminas di Magione con visita guidata del curatore della mostra che si è svolta domenica 1° luglio.

L’evento castiglionese si è composto di più momenti e ha integrato sapientemente, in maniera gustosa e attuale persino per i più piccoli, le bellezze del borgo che si affaccia sulle sponde del Trasimeno con l’offerta museale del territorio e con una esperienza enogastronomica unica e originale. È tornata quindi alla vita l’eredità etrusca del Lago Trasimeno, nella suggestiva sede della Fortezza di Castiglione del Lago che sorge proprio sui resti di un’acropoli etrusca, un evento che ha permesso di immergersi in un’atmosfera d’altri tempi che rievoca quel mondo lontano in cui “mangiare era un’attività eminentemente religiosa”.

Partendo dal percorso museale di Palazzo Della Corgna nel pomeriggio, percorrendo il camminamento lungo le mura e con il solo biglietto di ingresso, l’evento era totalmente gratuito per i suoi ospiti, si sono tenuti tre spettacoli di rievocazione storica delle durata di un’ora a cura dell’Associazione Suodales-AnticaeViae che ha ricostruito scene di vita nel territorio etrusco del tardo VI secolo a.C. con particolare attenzione all’arte degli antichi Aruspici, gli indovini specializzati nella lettura delle viscere delle vittime sacrificali.

Infine alle 19, con prenotazione obbligatoria e ingresso riservato nella suggestiva cornice della Fortezza, gli astanti hanno ammirato al tramonto gli aruspici, i ceramisti e gli armati tra danze e banchetti, assaporando cibi antichi a base di interiora e non solo, alla scoperta della sacralità del cibo nella cultura etrusca, realizzati da AuroraGroup. Un menù dai sapori antichi, ma del tutto attuali, con piatti semplici e gustosi a base di prodotti del territorio: un menu interessante e sorprendente, che ha trovato il gradimento degli intervenuti.

Partendo dall'”Antipasto di erbe” (tratto dalle opere di Marco Gavio Apicio), al “Fegato ingrassato con i fichi” (tratto dalle opere di Marco Gavio Apicio), passando per il “Così cuocerai il fegato di capretto e d’agnello in salsa acida di vino” (sempre tratto dalle opere di Apicio), assaggiando il “Libum Catone” (tratto dal “De Agricoltura, LXXV” di Marco Porcio Catone 234-149 a.C.), un gustoso impasto di farina di farro, ricotta e uova che, sempre Catone suggerisce di cuocere in una pagnotta unica, fino alle “Fave con guanciale, polpa e bieta” tutto accompagnato dalla “Puls Punica”, anch’essa di catoniana memoria, antesignana del pane e che somiglia molto alla nostra odierna torta al testo. Il tutto accompagnato da un vino rosso speziato e con aggiunta di miele: le spezie e il miele venivano usate degli etruschi e poi dai romani per conservare il vino che tendeva a diventare subito aceto.

«Aurora Group, dopo l’evento del 25 marzo incentrato sull’interconnessione tra la Valdichiana e il Trasimeno, prosegue il suo cammino di scoperta delle radici comuni tra il lago e la vicina Toscana – spiega Simone Sacco responsabile del progetto per Aurora – con un’importante occasione di approfondimento sulla civiltà più affascinante del passato: gli etruschi. Proprio la cultura del cibo al tempo etrusco è stata al centro di una giornata in cui gli ospiti del percorso museale di Castiglione del lago si sono immersi nell’antica Etruria all’interno dell’incantevole cornice della Fortezza attraverso una rievocazione storica teatralizzata. Insieme a partners molto qualificati siamo riusciti nell’intento di produrre un evento di qualità che speriamo possa avere un futuro nei prossimi anni».

«Nel mondo antico – spiegano dall’associazione Archeofood – il consumo della carne prevedeva la condivisione della vittima con gli dei ai quali andavano porzioni delle parti “vitali” degli animali, le interiora, mentre il resto poteva poi essere condiviso tra gli uomini. Anni fa, l’etruscologo Giovanni Colonna ha ipotizzato che la forma del lago Trasimeno ricorderebbe quella di un gigantesco fegato e, per questo, i luoghi di alcune divinità venerate sulle sue sponde trovano corrispondenza con quelle segnate nel “fegato di Piacenza”, il celebre modello di bronzo etrusco con iscrizioni collegabili alla scienza degli aruspici, gli indovini specializzati nella lettura delle viscere delle vittime sacrificali. Proprio partendo da questa suggestiva ipotesi, abbiamo costruito questo evento culturale-gustativo in un suggestivo contesto che rievoca proprio quel mondo lontano in cui “mangiare era un’attività eminentemente religiosa».

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