Il giudice Alberto Avenoso ha sciolto questa mattina la riserva sulle parti civili da ammettere al processo per la tragedia della Umbria Olii di Campello sul Clitunno, l’azienda olearia in cui tre anni orsono morirono quattro operai della ditta Manili, fra cui lo stesso titolare. Saranno però 12 e non 17 le Parti ammesse al procedimento giudiziario: il Tribunale infatti ha rigettato la richiesta dei sindacati confederali in quanto le vittime non erano iscritte ad alcuna organizzazione sindacale né gli avvocati hanno dimostrato che avessero mai fatto alcun tipo di attività sindacale nella azienda. Ammesso invece l’Inail al quale il giudice ha accolto la richiesta di chiamare in causa, sotto il profilo civile, anche la Gestoil, la società che è nel frattempo subentrata alla Umbria Olii. Ecco quindi le Parti civili ammesse: Sandra Manili (assistitta dall’avvocato Sandro Parroni), Gianfranco Manili (avv. Roberto Romani), Morena Sabatini (avv. Dino Parroni), Juri Manili (avv. Sandro Parroni), Antonio Coletti e Rita Sacchi per il loro figlio minore (avv. Giovanni Cerquetti), Gertrude Renzini (avv. Giovanni Bellini), Claudio Demiri (l’unico sopravvisuto all’esplosione assistito dall’avvocato Attilio Biancifiori), Alessandro Bazzucchi e Lorena Coletti per il figlio minore (avv. Alessandro Ferri), il Ministero dell’Ambiente (avv. Giampaolo Gonzi), la Regione dell’Umbria (avv. Giovanni Picuti) il Comune di Campello (avv. Massimo Marcucci) e l’Inail (avv.to Bruno d’Elia).
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