Minuzioso e particolareggiato, si, ma senza alcuna anomalia. Sono stati prontamente fugati i dubbi sull’eccessiva durata dell’autopsia svolta dal dottor Massimo Lancia sul corpo di Andrea Cerquiglini, il bimbo di 3 anni morto sabato scorso a Montecchio di Giano dell’Umbria per un colpo di pistola che egli stesso ha esploso. I protocolli europei, infatti, prevedono che durante gli esami autoptici venga eseguito il maggior numero di accertamenti possibile, affinché nulla sia lasciato al caso. Niente di strano, quindi, se sono serviti due giorni per completare l’esame.
Stando a quanto trapela, inoltre, ci sarebbe assoluta compatibilità tra la ricostruzione della tragedia fin ora descritta dai testimoni agli inquirenti e gli accertamenti svolti dal medico legale. Andrea avrebbe effettivamente fatto tutto da solo, maneggiando la pistola fino a rivolgere la canna contro il suo stesso viso, premendo il grilletto. Un colpo solo, che non gli ha lasciato scampo.
La comunità di Giano dell’Umbria, ancora sconvolta da questa immane tragedia, ha messo in campo una vera e propria “macchina della solidarietà” in favore della famiglia Cerquiglini. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è andata in scena oggi pomeriggio in consiglio comunale, dove tutti i consiglieri hanno donato il loro gettone di presenza. Resta ancora incerta la data dei funerali, che non potranno avere luogo fin quando la salma non sarà dissequestrata e restituita al papà e alla mamma del piccolo angelo. (Jac. Bru.)
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