Traffico droga dalla Spagna, maxi condanna per il pusher di Spoleto

Traffico droga dalla Spagna, maxi condanna per il pusher spoletino

Sara Minciaroni

Traffico droga dalla Spagna, maxi condanna per il pusher spoletino

Tutto il denaro confiscato andrà all'Erario, la droga verrà distrutta
Sab, 16/12/2017 - 06:38

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Traffico droga dalla Spagna, maxi condanna per il pusher spoletino

Condanne pesanti. Ieri mattina, 15 dicembre, il Gip Lidia Brutti, nell’ambito del processo che su richiesta degli imputati si è celebrato con il rito abbreviato, ha emesso le condanne nei confronti di Francesco Conti e degli altri imputati per la vicenda di droga che nel maggio del 2016 vide un maxi sequestro di hashish rivenuto nel doppio fondo di una Renault Megane proveniente della Spagna.

Se pur considerato lo sconto di un terzo della pena per la scelta del rito, Conti è stato condannato a sei anni di reclusione e al pagamento di una multa da 30mila euro. L’allora fidanzata (ora moglie dopo il matrimonio avvenuto in carcere in questi mesi) a due anni e otto mesi di carcere più 12 mila euro di multa. Stessa condanna anche per Giulio Ercolanoni e Alessandro Mandas. Assolti lo spoletino Rocco Venturi e la colombiana Libreros Galindo Yuri Alexandra difesi dall’avvocato Daniela Paccoi. Due anni di reclusione (con pena sospesa) e 8mila euro di multa per Lorenzo Rosati.


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Amine Boudouch Al Bakkali e Mohamed Azzouzi (considerati il gancio per la droga in Spagna che avrebbero provveduto all’occultamento e alla detenzione dell’hashish) sono stati condannati rispettivamente a 6 anni e 40 mila euro di multa, l’altro a 4 anni e 30 mila euro. Per Conti e Al Bakkali c’è anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Inoltre è stata disposta la confisca e la distruzione di tutta la droga recuperata nell’operazione. La confisca e l’acquisizione all’Erario di tutto il denaro sequestrato e la confisca della Megane sottoposta a sequestro giudiziale. Tra i legali degli imputati gli avvocati Francesco Mattiangeli.


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Le richieste di condanna da parte del sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Petrazzini erano state dai 4 ai 15 anni di reclusione. Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo umbro avrebbe smistato fiumi di hashish e di cocaina, utilizzando un garage a Perugia, in via delle Caravelle, come deposito, facendo arrivare i carichi dalla Spagna. Un giro vorticoso, stroncato proprio con l’indagine che portò anche al recupero dei circa 25 chili durante una consegna a Ponte San Giovanni. Abbastanza droga per immettere sul mercato circa 315mila dosi droganti. Un affare, emerse dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, da centinaia di migliaia di euro. “Gliel’ho detto questo, se vende, gli ho fatto alla fine ogni settimana so 20,22 gli ho fatto… ha fatto 3mila euro al giorno”, disse in una conversazione Conti.

[Articolo modificato il 28 gennaio 2020]

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