Foligno

Traffico di cocaina, dall’inchiesta su Coresi altri 6 arresti. Si facevano pure scudo del figlio | Video

Sei arresti per traffico di cocaina in un’inchiesta nata da quella che un anno e mezzo fa aveva portato all’arresto del ristoratore di Foligno Giampaolo Coresi, dopo che nel suo locale, in casa e nel garage erano stati trovati ben 65 kg di droga. Per lui è in corso il processo con rito abbreviato.

I 6 nuovi arresti si aggiungono a quelli di altre 7 persone finite in manette a febbraio di quest’anno, mentre un’altra inchiesta ha interessato anche un’avvocatessa perugina (che respinge ogni addebito), il fratello del ristoratore folignate e un uomo albanese, raggiunti da avviso di conclusione delle indagini un anno fa per concorso in traffico di cocaina.

Nelle ultime ore, dunque, i finanzieri del Comando provinciale di Perugia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip presso il Tribunale perugino nei confronti di sei persone indiziate di far parte di un’associazione dedita al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

“Le indagini, dirette dalla Procura, – ricostruisce il procuratore facente funzione Gennaro Iannarone – scaturiscono da uno stralcio di una pregressa attività investigativa che nel gennaio 2025 aveva consentito il sequestro di 65 kg di cocaina a Foligno, portando poi a disarticolare un’associazione criminale composta da sette albanesi e un italiano. Nel contesto odierno, invece, i militari della Sezione G.O.A. del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno dato esecuzione a ulteriori sei misure cautelari, di cui quattro in carcere e due ai domiciliari, quest’ultime nei confronti di madri di prole avente età inferiore ai dieci anni. Gli indagati sono tutti cittadini di origine albanese, quattro residenti in provincia di Perugia e due in quella di Firenze.

Le indagini sono state condotte mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché con l’utilizzo di sistemi di localizzazione satellitare che, unitamente ai più tradizionali servizi di appostamento, osservazione e pedinamento, hanno permesso di delineare gravi indizi sull’operatività nell’area perugina di un sodalizio criminale dedito al traffico, anche internazionale, di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente (cocaina).

L’associazione è risultata avere base operativa a Foligno, ramificazioni in diverse regioni d’Italia e contatti con altri soggetti sia di nazionalità albanese che italiana, stanziati a Perugia, oltre che nelle province di Roma, Bari e Napoli, dove sono stati riscontrati rapporti con clan di spicco della Camorra”.

Gli inquirenti hanno ricostruito che il promotore dell’associazione avrebbe organizzato per conto dei vertici del sodalizio, di stanza a Dubai ed in Albania, il trasporto di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, che suddivideva a più cellule attive su gran parte del territorio nazionale.

“I soggetti ritenuti comporre l’organizzazione, al fine di rendere difficoltoso l’accertamento degli illeciti perpetrati, – evidenzia la Procura- intrattenevano contatti esclusivamente per il tramite di cosiddetti “criptofonini” (dispositivi telefonici non intercettabili, i cui dati transitano su server allocati all’estero e sono controllabili da remoto, in particolare con la possibilità di “resettare” il dispositivo in caso di tentativo di accesso da parte di soggetti non previamente abilitati). Proprio la sistematica e scrupolosa adozione delle sofisticate cautele comunicative, volte ad impedire ogni possibili attività intercettiva da parte delle Forze di polizia, ha reso ancora più difficoltose le investigazioni.

Il principale indagato in occasione dei viaggi finalizzati al trasporto di ingenti partite di cocaina era spesso accompagnato dal coniuge e dal figlio minore. Durante le delicate operazioni di carico e scarico dello stupefacente, che tendenzialmente avvenivano, in pieno giorno, all’interno delle aree di parcheggio di affollati centri commerciali, questi ordinava alla moglie di dedicarsi alle cure del minore così da dare l’impressione di una normale famiglia intenta a fare spesa”.

Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti e documentati circa 40 episodi connessi alla movimentazione di stupefacenti, per un quantitativo stimato di almeno 200 kg di cocaina. In flagranza di reato è stata arrestata una persona perché trovata in possesso di quasi 25 kg di cocaina, in parte nascosti in un doppio fondo creato sotto il pianale posteriore dell’auto e accessibile solo con una combinazione predefinita di tasti situati sul cruscotto e sotto il sedile dell’auto. Nello stesso contesto sono stati trovati 55mila euro in contanti, una pistola rubata a un familiare di un appartenente alle forze dell’ordine e 9 telefoni cellulari, di cui 2 criptati. Attività di inchiesta che hanno portato all’emissione della misura cautelare da parte del gip, eseguita dalle fiamme gialle.