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TORNA ROCKIN'UMBRIA DAL 19 AL 24 LUGLIO. MARTEDI' LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA, CON VERDENA E GIOVANNI LINDO FERRETTI

Con il meglio della scena musicale italiana e straniera, dal 19 al 24 luglio prossimi torna Rockin'Umbria. Lo storico festival, già manifestazione dal passato glorioso e dal 1984 arricchito dalla presenza di grandi artisti, si conferma un evento dal presente intrigante che lo fa entrare di diritto, anche in occasione sua 21esima edizione, tra gli appuntamenti estivi di punta.

Durante la conferenza stampa, che si terrà martedì 5 luglio alle ore 10 e 30 a Perugia presso l'Auditorium di San Francesco al Prato, verrà presentato il cartellone e saranno illustrati tutti gli appuntamenti in programma che si svolgeranno nelle storiche sedi di Umbertide e Perugia, con molte novità anche dal punto di vista delle location.

Prima della presentazione di Rockin'Umbria, alla quale interverranno Fabrizio Bracco (assessore alla cultura della Regione Umbria), Wladimiro Boccali (sindaco di Perugia), Giampiero Giulietti (sindaco di Umbertide) e i direttori artistici Sergio Piazzoli (Musical Box Eventi) e Fabrizio Croce, saranno mostrati con una visita guidata anche i lavori realizzati all'Auditorium San Francesco di Perugia, che con la sua nuova “veste”, dopo il restauro, inaugurerà proprio in occasione del festival con l'esibizione di Marianne Faithfull, uno dei primi nominoti del cartellone 2011.

LE ANTICIPAZIONI Interessanti nomi nella headline della manifestazione umbra trapelano in attesa della presentazione del programma definitivo. Due grandi donne dal panorama internazionale, una giovane e più che promettente, la pluristrumentista e cantautrice Joan As Police Woman, ed una, di lungo corso ma per nulla invecchiata artisticamente parlando, la carismatica Marianne Faithfull.

A Rockin'Umbria prenderanno parte poi due realtà della scena italiana, anche in questo molto più che emergenti, i Verdena e il “padre putativo” del Rock alternativo italiano, l’uomo perennemente in controtendenza, Giovanni Lindo Ferretti.

Infine, ma non ultimi per qualità e spessore, quella sorta di circo musicale multietnico che risponde al nome di Kulturshock, in nome ed in difesa della indiscutibile ecletticità del Festival, ed un’ampia panoramica sul Rock emergente del nostro territorio.