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Torna il Festival del Ciarlatano a Cerreto di Spoleto

Redazione

Torna il Festival del Ciarlatano a Cerreto di Spoleto

Mar, 08/09/2020 - 09:30

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Torna il Festival del Ciarlatano a Cerreto di Spoleto

Nella Terra dei Ciarlatani è in arrivo un evento speciale: a Cerreto di Spoleto, sabato 12 e domenica 13 settembre ci sarà il Festival del Ciarlatano, un week end ricco di spettacoli, musica, arte, cultura, eccellenze gastronomiche per promuovere una figura antica, diventata eterna.

Il termine “ciarlatano” è usato comunemente per indicare ogni tipo di impostore e ingannatore, ma la diretta derivazione della parola “Ciarlatano” si deve alla fusione fra “Ciarla” (riferita al parlare a vanvera) e “Cerretano” (abitante del comune di Cerreto di Spoleto).

La parola Ciarlatano trae origine quindi da questo bellissimo borgo della Valnerina: da semplice denominativo per indicarne gli abitanti è stato poi associato alla professione di questuante scelta dai Cerretani stessi in epoca medievale.

Da questuanti tramutati nel tempo in ingannatori, i Ciarlatani misero in atto vere e proprie rappresentazioni teatrali di alto ingegno meravigliando i popolani nelle piazze di tutta Europa.

Quest’ultimo aspetto è alla base del Festival del Ciarlatano.

Il programma

Ad inaugurare l’edizione del 2020 sarà il convegno “I cammini dei Cerretani”, in programma sabato ore 10.30 presso il Teatro Comunale, per fare il punto sul patrimonio di informazioni e di conoscenze raccolto negli anni sulla figura storica del Ciarlatano, in vista di una pubblicazione unitaria.

Saranno tanti gli spettacoli a cui si potrà assistere nei due giorni del Festival con la direzione artistica e organizzativa di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale.

Tra musica, teatro, artisti di strada, magia e burattini, il centro storico di Cerreto diventerà la cornice ideale per un’invasione gioiosa di arte e divertimento, con tanti appuntamenti diversi che si ripeteranno a ciclo continuo.

Sabato 12, a partire dalle 16 fino alle 19.30 si alterneranno: Giulio Lanzafame in “Tra le scatole”, spettacolo di circo, giocoleria e acrobatica; Peppino Marabita in “Malleabile”, spettacolo che mescola le arti circensi della giocoleria e dell’equilibrismo con il teatro e la comicità; Marco Lucci con “Torsolo”, spettacolo di burattini; Mauro Silvestrini con le sue “Variazioni sul ciarlatano”, un’azione teatrale tra storie vere e meno vere, per svelare i segreti dell’arte del Ciarlatano.

Molto atteso lo spettacolo di sabato sera ore 21.15: il palco di Piazza Pontano ospiterà infatti Francesco Scimemi con lo spettacolo di magia comica “Magicomio Classic”. Un “animale da palcoscenico” che travolge il pubblico con strabilianti giochi di prestigio, Scimemi è stato protagonista in 76 trasmissioni televisive (tra cui Zelig e Domenica in) e in centinaia di repliche nei teatri italiani ed europei.

Domenica 13 si ricomincia dalle 15.30 fino al tramonto: ritroveremo il teatro di strada con Peppino Marabita in “Malleabile” e il trapezista Riccardo Strano in “Qualcosa di strano”, mentre il ciarlatano Mauro Silvestrini racconterà nuove storie.

Sul palco centrale risuonerà invece la voce potente di Sara Marini accompagnata da quattro musicisti: “Torrendeadomo – Tornando a casa” è un progetto di musica popolare con brani originali e tradizionali sardi e umbri, con cui il gruppo è arrivato finalista al prestigioso Premio Tenco.

Si chiude con lo spettacolo teatrale “La voce della Sibilla” di Fontemaggiore. Un lavoro che parte dal mito della leggendaria profetessa appenninica per arrivare al presente di questa terra e della sua gente. Lo spettacolo è una produzione originale creata all’interno del progetto “Arriva il teatro… nei territori del cratere” .

Il Museo del Ciarlatano ospiterà la mostra d’arte contemporanea “Centro Universale della sanità Mentale” del Maestro Bernhard Gillessen esponendo opere tematicamente corrispettive al drammatico periodo storico in cui viviamo.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero

IL CIARLATANO

Un termine noto nel mondo di cui tutti ne conoscono il significato, ma pochi ne conoscono l’etimo. Genericamente il vocabolo è usato per indicare ogni tipo di impostore e ingannatore ma, come è stato attestato, la diretta derivazione della parola “Ciarlatano” si deve alla fusione fra “Ciarla” (riferita al parlare a vanvera) e “Cerretano” (abitante del comune di Cerreto di Spoleto).

Il percorso di questa parola, quindi, trae la sua origine dal nome proprio del piccolo borgo della Valnerina che, da semplice denominativo per indicarne gli abitanti, è stato poi associato alla professione di questuante scelta dai Cerretani stessi in epoca medievale.

Quando le grandi Istituzioni ospedaliere dell’epoca, al fine di sostenere le loro attività, furono autorizzate dalla Curia romana a ricorrere all’intervento caritativo dei fedeli attraverso denaro, beni o animali, i Cerretani ebbero cosi un ruolo di alto rilievo nella diffusione del mercato delle indulgenze, tanto che l’appellativo “Cerretano” divenne sinonimo di “questuante”.

Dal XV secolo l’espansione di questo fenomeno denigrò in comportamenti lucrativi sulle indulgenze da parte dei questuanti che, infatti, non esitavano a falsificare attestati e documenti per aumentare i propri guadagni. Da questo periodo il ruolo di questuante mutò ad ingannatore e lo snaturamento della missione caritativa fu imputata ai Cerretani che rivelarono grandi abilità e capacità nell’arte della seduzione.

I Ciarlatani misero in atto vere e proprie rappresentazioni teatrali di alto ingegno attirando l’interesse dei popolani travolti dalla meraviglia e dallo stupore. Quest’ultimo aspetto è alla base del Festival del Ciarlatano, manifestazione culturale intenta ad evidenziare la grande intelligenza dei Ciarlatani che solcarono tutta l’Europa, meravigliando intere piazze e popoli diversi.

Questi personaggi riuscirono a dimostrare come la gente di umile origine e in un certo senso “disgraziata”… come potevano essere gli abitanti di Cerreto all’epoca, sia stata abile nell’arte di reinventarsi, creando una vera e propria scienza della ciarlataneria.

Due giorni all’insegna del divertimento e della cultura fra arte, musica e teatro, animeranno la Madre Terra dei Ciarlatani promuovendo una figura antica, diventata eterna ed oggi molto attuale in una realtà dove forse i Ciarlatani hanno mutato veste e maschera… ma non hanno perso le loro peculiari abilità.

IL CONVEGNO

Ad inaugurare l’edizione del 2020 sarà “I cammini dei Cerretani”, necessario convegno per provvedere alla pubblicazione dei materiali raccolti per non disperdere il patrimonio di informazioni e di conoscenze offerto dai contributi presentati in continui incontri, svolti nel corso degli anni, di assoluto valore per la qualità dei relatori coinvolti, e che è opportuno ricomporre in un unico testo associando il rigore scientifico al carattere divulgativo, così da rivolgersi non solo agli studiosi, ma soprattutto alla popolazione, in particolare quella locale, con l’intento di documentare un complesso fenomeno che ha preso avvio dal castello di Cerreto di Spoleto nel XIII secolo e che si è diffuso in varie forme in tutta Europa.

Al convegno interverranno:

• Alessandro Menghini, già docente di Botanica farmaceutica all’Università di Perugia

• Sergio Palagiano, Archivio della Curia Generalizia della Compagnia di Gesù di Roma

• Andreas Rehberg, Istituto Storico Germanico di Roma

• Raffaela Villamena, Archivista

• Luciano Giacchè, Valnerinologo

• Agostino Lucidi, Rappresentante Cedrav

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