Con l’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del chiostro di San Domenico e della Ex Chiesa della Carità la comunità di Città di Castello si riappropria di un tesoro architettonico, artistico e culturale che parla della sua identità e storia.
Un luogo che tornerà a disposizione della collettività per essere vissuto, studiato ma anche semplicemente ammirato. Una opportunità da non perdere fin da subito – dopo l’inaugurazione di oggi pomeriggio (18 marzo) -, anche in occasione delle aperture al pubblico a ingresso libero di domenica 22 e domenica 29 marzo, dalle ore 15 alle 18.
Parte di un antichissimo convento già dei Padri Domenicani nel XVII secolo, la cui struttura originaria risale al XII secolo, il complesso architettonico è stato restituito a uno splendore assolutamente straordinario dall’intervento da 2.520.000 euro (finanziato dal PNRR per 2.350.000 euro e cofinanziato dal Comune con 170.000 euro), progettato dall’architetto Valerio Borzacchini ed eseguito, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza attraverso il funzionario Giovanni Luca Delogu, dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) costituito dalla ditta C.E.S.A. di Falcini Enzo Srl e dalla ditta Estia Srl.
I lavori hanno trasformato la struttura in un polo culturale moderno, sicuro e finalmente accessibile a tutti grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’installazione di nuovi impianti tecnologici e illuminotecnici. Il cuore del recupero artistico riguarda il magnifico loggiato del XVII secolo, dove è tornato a splendere il ciclo pittorico di 32 lunette dedicato alla Beata Margherita della Metola, opera di Giovan Battista Pacetti, detto lo Sguazzino, e Salvi Castellucci. Accanto al chiostro, l’ex Chiesa della Carità continua a incantare con i suoi affreschi e le sue origini leggendarie legate all’Ordine dei Cavalieri Templari, offrendo ai visitatori un’atmosfera mistica che culmina nella splendida raffigurazione dell’Ultima Cena.
Soddisfatto il sindaco Luca Secondi, che – durante il sopralluogo odierno con tutta la giunta – ha definito l’opera “un paradigma dell’impegno dell’amministrazione per rendere la città più accogliente e proiettata nel futuro”, sottolineando come “il recupero di palazzi e piazze sia una scelta politica precisa volta a restituire la bellezza storica nelle mani dei cittadini”.