Perugia

Todi, sindacati contro il convegno su remigrazione: “La comunità tuderte non è razzista”

A pochi giorni dal 25 aprile il convegno del 10 aprile sulla Remigrazione promosso da Casa Pound nella sala del Consiglio comunale di Todi rappresenta uno sfregio alla Carta costituzionale e tutti i cittadini democratici di Todi e non solo”. Questa la posizione espressa da Giorgio Posti, segretario lega Spi-Cgil Media Valle, e Fabrizio Fratini, segretario generale Spi-Cgil provinciale di Perugia.

Il sindaco di Todi deve intervenire e lo Spi-Cgil (delle poche partigiane e partigiani ancora in vita, molti sono iscritte/i al sindacato) farà di tutto per non fare interrompere il filo della memoria, fondamentale per non fare riscrivere la storia da chi è stato condannato per l’assalto alla sede della Cgil nazionale  del 9 ottobre 2021 con la sentenza della quinta sezione penale della Corte di Cassazione” hanno spiegato Fratini e Posti. “Lo Spi Cgil condivide la proposta di mobilitazione della sezione Anpi di Todi contro questa iniziativa, nel rispetto della Costituzione, per un’integrazione vera e fattiva tra uomini e popoli, in un’ottica di solidarietà e vicinanza alle persone più deboli e fragili e ci opporremo, come fa la Cgil a tutti i livelli, alla proposta di legge, che in realtà si basa sulla deportazione” hanno aggiunto i sindacalisti.

La comunità tuderte non ha nel dna il razzismo, la xenofobia e ha dato un contributo alla lotta contro il nazifascismo, basti pensare all’assassinio del partigiano Carlo Barbieri nel 1943 e le uccisioni a Pontecuti nel giugno del 1944. La proposta di Legge ‘Remigrazione’, presentata falsamente come un freno ai fenomeni migratori, si basa su ideologie sconfitte dalla storia, cavallo di battaglia dell’internazionale nera di destra che, creando ad arte la figura del nemico e del diverso, attenta ai diritti costituzionali, alla Dichiarazione universale dei diritti dei diritti umani, e immagina una società  respingente, chiusa, egoista”. “Si finge di non vedere che interi nostri settori economici e sociali sono retti dal lavoro degli immigrati” chiosano Posti e Fratini.