Thailandia, imposta legge marziale al confine con la Cambogia: oltre 130mila evacuati - Tuttoggi.info

Thailandia, imposta legge marziale al confine con la Cambogia: oltre 130mila evacuati

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Thailandia, imposta legge marziale al confine con la Cambogia: oltre 130mila evacuati

Ven, 25/07/2025 - 16:03

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(Adnkronos) – In Thailandia è stata imposta la legge marziale in otto distretti al confine con la Cambogia, dopo l’escalation degli ultimi giorni. A comunicarlo è Apichart Sapprasert, comandante dell’esercito thailandese nelle province interessate, quella di Chanthaburi (dove la legge marziale è in vigore in sette distretti) e quella di Trat (dove è coinvolto un solo distretto).  

Oggi il primo ministro ad interim della Thailandia, Phumtham Wechayachai, ha lanciato l’allarme: gli scontri transfrontalieri con la Cambogia “potrebbero sfociare in una guerra”, a causa degli attacchi mortali che per il secondo giorno i due Paesi si stanno scambiando. “Se dovesse degenerare, la situazione potrebbe sfociare in una guerra, anche se per ora si limita agli scontri”, ha detto ai giornalisti a Bangkok. 

Meth Meas Pheakdey all’Afp, portavoce della provincia di confine di Oddar Meanchey, riferisce all’Afp che negli attacchi transfrontalieri da parte della Thailandia, un civile cambogiano di 70 anni è rimasto ucciso e cinque sono rimasti feriti.  

La Thailandia nel frattempo ha fatto sapere che il numero di civili evacuati dal confine con la Cambogia è salito a oltre 138.000, mentre continuano gli scontri fra i due Paesi. Il Ministero della Salute thailandese ha aggiunto in un comunicato anche 428 pazienti ospedalieri sono stati evacuati dalla regione di confine. 

Le ultime tensioni nascono da quelle di maggio, ricostruisce la Cnn. Allora un soldato cambogiano morì in uno scontro, all’apparenza circoscritto, fra truppe dei due Paesi in una zona di confine contesa nel cosiddetto ‘Triangolo di Smeraldo’, al confine tra Cambogia, Laos e Thailandia. Subito fu scambio di accuse tra Phnom Penh e Bangkok (appartenenti entrambi all’Asean) e da allora, evidenzia la rete americana, entrambi i Paesi hanno rafforzato la presenza di truppe al confine. 

La Thailandia ha preso il controllo di posti di confine, imposto restrizioni sui transiti e minacciato blackout, anche di Internet, per le città cambogiane al confine. Phnom Penh ha deciso per lo stop alle importazioni di frutta e verdura dalla Thailandia e messo al bando i film thailandesi. I due Paesi hanno richiamato il rispettivo staff diplomatico dopo l’esplosione di mine.  

E l’ultima escalation arriva anche sullo sfondo, ma non troppo, del ‘caso Paetongtarn Shinawatra’. La premier della Thailandia, che è anche ministro della Cultura, è stata sospesa dall’incarico di primo ministro su decisione della Corte Costituzionale dopo che è trapelata una controversa telefonata di giugno con il potente capo del Senato cambogiano Hun Sen, in cui è sembrata contestare l’operato dell’esercito thailandese nella disputa. Ieri, riporta il Bangkok Post, ha “condannato” la Cambogia, accusandola di aver innescato l’escalation e confermando pieno sostegno a governo e militari. 

Ieri poco dopo le 7.30 ora di Bangkok, quando in Italia era notte, secondo un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Thailandia, i militari della Cambogia hanno impiegato droni per un’attività di monitoraggio delle truppe thailandesi dispiegate nei pressi del confine e successivamente unità militari della Cambogia, con Rpg al seguito, si sono ammassate lungo la frontiera. 

La ricostruzione di Bangkok parla di tentativi di negoziati da parte dei soldati sul lato thailandese del confine che non hanno avuto successo. E il portavoce ha accusato i soldati della Cambogia di aver aperto il fuoco intorno alle 8.20, costringendo i militari thailandesi a rispondere. Bangkok ha denunciato il dispiegamento di armi pesanti, anche lanciarazzi Bm-21, danni in abitazioni private e strutture pubbliche lungo il confine. E la morte di 12 persone, 11 civili (compresi due minori) e un militare, nelle province di Surin, Ubon Ratchathani e Srisaket. La Thailandia ha quindi chiuso il confine con la Cambogia. 

Per la Cambogia, l’escalation è responsabilità dei soldati della Thailandia, accusati di aver tentato, intorno alle 6.30, di violare un precedente accordo avanzando verso un tempio nei pressi del confine e posizionando filo spinato. Stando a un portavoce del ministero della Difesa di Phnom Penh, i soldati thailandesi hanno poi dispiegato un drone poco dopo le 7.30 ed esploso colpi “in aria” circa un’ora dopo. Alle 8.46, ha detto il portavoce Maly Socheata, i soldati thailandesi hanno aperto “preventivamente” il fuoco contro le truppe cambogiane, che sono passate all’esercizio dell’autodifesa, secondo Phnom Penh Post. L’accusa alla Thailandia è di aver dispiegato un numero eccessivo di truppe, di aver impiegato armi pesanti ed effettuato raid aerei contro il territorio della Cambogia. 

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