Terremoto

Terremoto e risposta sismica degli edifici, a Spoleto 130 geologi a confronto

Come reagiscono i terreni – e quindi gli edifici che vi vengono costruiti – al terremoto? Le conoscenze scientifiche e le tecnologie ci sono ma non vengono utilizzate adeguatamente. Quella che tecnicamente si chiama risposta sismica locale, infatti, viene richiesta soltanto in caso di edifici strategici (ospedali, scuole, caserme, sedi di enti locali…). E l’attuale classificazione dei terreni, in base alle vigenti normative, porta in molti casi a sottostimare le accelerazioni e gli effetti di sito. Mentre risposte molto precise potrebbero arrivare dalle indagini geofisiche unite all’analisi della risposta sismica locale.

Del tema, molto attuale alla luce delle scosse di terremoto che hanno devastato il centro Italia negli ultimi mesi, si è discusso per due giorni all’hotel Albornoz di Spoleto. Ben 130 geologi provenienti da tutta Italia si sono infatti incontrati per discutere di geofisica. Il convegno, dal titolo “Caratterizzazione dei suoli con varie tecniche attive e passive”,  originariamente previsto per il 3 e 4 novembre a Palazzo Mauri, è stato spostato di un mese e nella nuova location per motivi di sicurezza in seguito al terremoto del 30 ottobre.

Il corso di formazione è stato organizzato nell’ambito della convenzione tra il Comune di Spoleto (in questo all’avanguardia in Umbria) e l’Ordine dei geologi della regione Umbria ed ha visto, durante il pomeriggio di venerdì, una simulazione di indagini geofisiche al parco Chico Mendes. Ad aprire i lavori, venerdì mattina, è stato il saluto dell’assessore all’ambiente Vincenza Campagnani. Prima di entrare nel vivo delle tematiche tecniche affrontate, sono state proiettate numerose fotografie dei danni registrati a Norcia in seguito al terremoto, evidenziando appunto che, se fossero state applicate le conoscenze attualmente disponibili in merito alla risposta sismica, gli effetti avuti sul territorio non sarebbero stati sottostimati.

Il convegno – fortemente voluto dal geologo spoletino Massimiliano Bacchi, in stretta collaborazione con il presidente dell’Ordine dei geologi Filippo Guidobaldi ed il sindaco Fabrizio Cardarelli che dal primo momento ha creduto  in questo importante evento, oltre al supporto logistico della ConSpoleto – è servito ad analizzare le tecniche geofisiche utilizzate per lo studio delle interazioni tra il terreno e le strutture in fase sismica, argomento di stringente attualità. “Il convegno avrebbe potuto svolgersi in tempi migliori, – evidenziano gli organizzatori – ma si è voluto dare un segnale forte di partecipazione e solidarietà alla tragedia che ha investito i nostri territori”. Durante le due giornate, quindi, sono state illustrate le nuove conoscenze e tecnologie da utilizzare per la caratterizzazione dei suoli anche in base alle nuove osservazioni fatte in seguito alla recente crisi sismica.

Le relazioni tecniche sono state tenute dal perito industriale Mauro Mariotti della Sara electronic instruments srl (azienda che ha sponsorizzato l’evento), ed i geologi Lando Umberto Pacini, Francesco Fiera e Francesco Stragapede.