(Aggiornamento)- Come nella migliore tradizione storica del maggiore partito della sinistra, dopo le prime incomprensioni e polemiche arriva il contrordine e tutto si placa, con la speranza che anche il peccato si redima, sempre che qualcuno si sia confessato prima ed abbia fatta l'autocritica. Nella posta di redazione arriva il comunicato congiunto del Segretario Provinciale, Dante Andrea Rossie e del Segretario cittadino, Andrea Bartocci, che dichiarano “fugati tutti i malintesi” tra Rossi e l'Avv. Gentili. Non sfugge la riga in cui Rossi si dichiara nobilmente “soddisfatto”, come nei duelli ottocenteschi. Rimane da capire se il duello si sarebbe tenuto all'arma bianca o con le più efficaci pistolone.
Tant'è, come si legge nel seguente comunicato:
“Dopo i fatti accaduti ieri, nel corso della conferenza stampa indetta dal Segretario del PD di Spoleto Andrea Bartocci, sono state chiarite le posizioni e sono stati fugati tutti i malintesi tra il segretario provinciale del PD Dante Andrea Rossi e l'Avv. Fabrizio Gentili. Il Partito Democratico di Spoleto ribadisce la sua linea politica, riaffermando la separazione dei ruoli tra il livello politico e quello dell'Amministrazione. Il segretario provinciale del PD Dante Andrea Rossi si è dichiarato soddisfatto del chiarimento, ribadendo il valore della ricerca dell'unitarietà nel confronto per il Partito Democratico. F.to Dante Andrea Rossi, Segretario Provinciale PD Perugia; Andrea Bartocci, Segretario Comunale PD Spoleto”
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Il piddì spoletino resta al centro del vortice. Non è bastata neanche la conferenza stampa di ieri di presentazione della nuova segreteria per riportare quella quiete che da sempre segue ogni tempesta. Il bollettino metereologico cittadino resta quindi puntato su ‘burrasca’. Dicono che il neosegretario Bartocci abbia anche provato a sostituire il barometro, ma senza successo: la lancetta non promette niente di buono.
Ad innescare l’ultima polemica, per certi versi devastante, è l’avvocato Fabrizio Gentili – un passato di dirigente nelle file della Margherita e fino a qualche tempo fa fra gli iscritti più attivi del Partito democratico, impegnato a sostenere ora quel candidato, ora un altro, mostrando poca coerenza quanto a 'correnti' interne al Pd – autore di una lettera aperta destinata a provocare un pandemonio.
Il nodo del contendere stavolta è la decisione del segretario provinciale Dante Andrea Rossi che ieri non ha ammesso ‘estranei’ alla conferenza stampa. Forse perchè la presenza di Gentili, che recentemente non ha lesinato critiche al vetriolo sui quotidiani on line, è apparsa una vera e propria provocazione. Troppo alto il rischio che finisse in ‘caciara’, come pare confermare lo stesso autore della missiva. “Nessuno degli iscritti presenti si sarebbe mai azzardato a formulare domande o lanciare provocazioni” scrive l’avvocato, salvo poi aggiungere che il “mio interesse era quello di avere chiarimenti del complicato quadro politico cittadino, fatto di appelli, dimissioni, minacce, lettere aperte, apparse sulla stampa”.
La decisione di Rossi, comunque, è stata per così dire equa: e così ad abbandonare l’aula è stato anche Amedeo Marcelli, membro della segreteria regionale e fedelissimo di Rossi. Unico ammesso il sindaco Daniele Benedetti, visto che la conferenza avrebbe toccato anche il rimpasto di Giunta formalizzato domenica scorsa.
La lettera di Gentili è stata spedita all’ufficio di presidenza della Marini (e più precisamente al suo braccio destro Valentino Valentini), al segretario regionale Lamberto Bottini, allo stesso Rossi e al segretario comunale spoletino Andrea Bartocci.
L’avvocato non le manda certo a dire, definendo i comportamenti del segretario provinciale “degni del più bieco oscurantismo di matrice sovietica”.
Ma è un passaggio della lettera in particolare che rischia di creare più di un imbarazzo nella stessa segreteria e non solo in questa. Una vera e propria accusa nei confronti di Rossi (fino a novembre scorso segretario cittadino del piddì), che potrebbe avere anche ripercussioni penali. Quando Gentili si domanda come possa Rossi “stigmatizzare e censurare l’ambizione di quegli iscritti che mirano all’affermazione di meri interessi privati, quando lo stesso ha sino ad oggi contribuito in modo determinante alla spartizione di cariche politiche, incarichi, consulenze ai soliti noti del partito, ratificandoli anche in accordi scritti e firmati dagli stessi attori e beneficiari del…“trattamento di favore””.
Ora, che l’affidamento di cariche e incarichi politici passi dalle segreterie dei Partiti è cosa non solo nota ma anche attuata più o meno alla luce del sole: si può pensare che alla formazione di una Giunta come di un Consiglio dei Ministri, non partecipino anche i segretari delle coalizioni che vincono le elezioni?
Ma quello di “aver ratificato consulenze” francamente è una accusa pesantissima.
“Non conosco ancora il testo della lettera che credo mi sia stata inviata questa – dice Rossi, contattato telefonicamente da TO® – ma è evidente, stando così le cose, che anche questo atto di Gentili sarà sottoposto al Collegio di garanzia. Se poi ravviserò altri estremi mi riservo di proseguire l’azione in altre sedi. Mi fa piacere di ribadire quanto espresso ieri in conferenza stampa: chi pensa di entrare a far parte degli organi dirigenziali del Pd per tutelare i propri interessi personali non avrà mai spazio”.
Amareggiato anche il segretario Bartocci che ammette di aver ricevuto la missiva: “credo che non rimanga altro che informare il Collegio di garanzia di questa lettera”.
Ecco di seguito il testo integrale della lettera aperta:
“E’ con grande amarezza che mi trovo a commentare, ancor prima come cittadino, che come iscrittoal PD, un grave fatto accaduto in occasione della conferenza stampa tenutasi il 12 gennaio presso lasede del PD spoletino, che ha visto coinvolto il sottoscritto ed altri iscritti al partito. Orbene, prima di iniziare il suo intervento, il Coordinatore Provinciale del PD, Dante Andrea Rossi, ha preteso, con sorpresa di tutti i presenti, compreso il Coordinatore Comunale Andrea Bartocci, l’allontanamento dalla sala degli iscritti, ad eccezione del solo Sindaco. Mi chiedo, francamente, come una simile azione possa essere tollerata in seno ad un partito che si professa come DEMOCRATICO, e per di più, da parte di un soggetto, come il Coordinatore Provinciale, che aspira a ricoprire un ruolo di primo piano nel panorama politico regionale. Se non si riconosce la libertà, non dico di ogni cittadino, ma almeno degli iscritti, di sentire dalla viva voce degli organi dirigenti l’andamento delle vicende che riguardano la vita e le problematiche politiche del proprio partito di appartenenza, non comprendo, in tutta onestà, a quali valori il Sig. Rossi si ispiri. Che senso ha parlare di partecipazione dal basso, coinvolgimento della base, partito aperto, quando da parte di alcuni organi dirigenti si mettono in atto pratiche degne del più bieco oscurantismo di matrice sovietica? Tanto più se la conferenza stampa è stata pubblicamente annunciata. Spero che il comportamento del Signor Rossi sia stato dettato da una, peraltro non corrisposta, antipatia o risentimento del tutto personali, considerato che è anche stato votato dal sottoscritto alle comunali, e non da mere e contingenti ragioni partitiche. La non condivisione di una linea politica, ed anche la più aspra critica, infatti, non possono giustificare una simile acrimonia, che si trascina ormai da alcuni mesi, con reiterate minacce di espulsione, ed è, infine, esplosa con la pretesa di allontanamento dalla sala. Nessuno degli iscritti presenti si sarebbe mai azzardato a formulare domande o lanciare provocazioni, ma l’interesse, almeno del sottoscritto, era quello di avere chiarimenti del complicato quadro politico cittadino, fatto di appelli, dimissioni, minacce, lettere aperte, apparsequotidianamente sulla stampa. Ma la circostanza ancora più detestabile è che la censura è stata messa in atto non dal Segretario Comunale, effettivo padrone di casa, ma dal Segretario Provinciale, mero ospite in casa altrui, che, peraltro, in ogni suo intervento non fa che professare volontà di inclusione.Mi piacerebbe vedere se il Signor Rossi avrebbe avuto lo stesso ardore anche presso altre segreteriedella provincia, allontanando, magari un iscritto del Circolo di Foligno o di Perugia! Mi chiedo, allora, come possa il Coordinatore Provinciale porre in essere comportamenti che di fatto tradiscono ogni valore cui il PD si ispira. Mi chiedo, inoltre, come possa Egli stigmatizzare e censurare l’ambizione di quegli iscritti che mirano all’affermazione di meri interessi privati, quando lo stesso ha sino ad oggi contribuito in modo determinante alla spartizione di cariche politiche, incarichi, consulenze ai soliti noti del partito, ratificandoli anche in accordi scritti e firmati dagli stessi attori e beneficiari del…“trattamento di favore”.Per mera decenza, e per rispetto dell’altrui dignità, mi astengo dall’elencare quanti e quali sono statigli “unti dal Signore” della Sua gestione, ma basta prendere ad esempio la modalità con cui è statoportato a termine il “rimpasto” di Giunta per capire il modo in cui è stato gestito sino ad ora l’interopartito. Non è un caso, quindi, che sotto la reggenza del Sig. Rossi il PD spoletino abbia raggiunto il livello più basso di consensi delle coalizioni di centro sinistra che Spoleto ricordi, e che il partito continui a perdere pezzi importanti, con un vertiginoso calo di autorevolezza nei confronti dei verticiregionali. Con il Suo comportamento, Sig. Rossi, ha recato offesa non solo agli iscritti arbitrariamente da Lei allontanati, ed a quanti, fuori dalla sala, non è stato possibile accedere alla conferenza stampa, ma ha violato ogni più elementare norma di democrazia, tradendo i principi contenuti nello Statuto enel Codice Etico del Partito Democratico. Mi permetta di ricordare, principalmente a me stesso, quanto previsto dall’art. 2 del Codice Etico: “Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi” 1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno. Al tempo stesso, concepiscono lapolitica come aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie,non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione. 2.Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgonoil confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise….Contrastano ogni forma didiscriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale…..4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e,per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato. Promuovono lecapacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti, del lavoro svolto edell’esperienza acquisita, così come il rinnovamento dei gruppi dirigenti, diano qualità all’azionepolitica. Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezzadi espressione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa”, ricercando cioè unareale interlocuzione. Favoriscono la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazionedemocratica nelle forme più inclusive. 5. Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano ilproprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto,senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale pertrarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio opressioni indebite”. E’ per questo motivo che mi sono sentito in dovere di informare dell’accaduto esponenti dell’Ufficio di Gabinetto della Presidente della Regione ed è mia ferma volontà denunciare l’accaduto ai competenti Organi di Garanzia. Ringrazio per la solidarietà manifestata dal Coordinatore Comunale Andrea Bartocci e quanti, informati dell’accaduto, hanno censurato il comportamento del Coordinatore Regionale. Fabrizio Gentili”
(Pubblicato alle 14.09 del 13 gennaio 2011)
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