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TERREMOTO IN UMBRIA DENTRO PRC: DA PERUGIA A TERNI ECCO CHI STA PER USCIRE. DEBACLE PER VINTI E GRANOCCHIA?

La scissione che Nichi Vendola ha sancito a Chianciano da Prc è destinata a creare un terremoto anche in Umbria. Sono in tanti ad esser pronti ad aderire al nuovo movimento che per il momento va sotto la sigla Rps, Rifondazione per la Sinistra. Da Perugia a Terni, da Orvieto a Città d Castello i vendoliani sono già con le valigie in mano. A Perugia, dopo l’uscita dal Partito della capogruppo consigliare Maria Rita Manfroni avvenuta due settimane orsono, sarebbero pronti il presidente del consiglio regionale Mauro Tippolotti e il collega consigliere Pavilio Lupini. A Foligno uscita in blocco del gruppo in Consiglio comunale (Mario Gammarota e Ivano Bruschi) ma anche dell’assessore Giovanni Carnevali. Fuori anche il sindaco di Campello Paolo Pacifici (in una foto di archivio con Vendola). E ancora il segretario della federazione di Terni Alberto Sabatini e con ogni probabilità anche il vice presidente del consiglio provinciale di Terni Battistoni. Uscita in blocco anche ad Orvieto. Insomma se i nomi saranno confermati la maggior parte dei dirigenti e rappresentanti politici di Prc andranno a costituire il nuovo movimento che si propone di “costruire una forza unitaria della sinistra e non un nuovo partito. Un soggetto nuovo – dicono a Tuttoggi.info – plurale, unitario in grado di riformare radicalmente i quadri dirigenti attuali e di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini”. Al nuovo movimento dovrebbe aderire anche Fabio Faina del Pdci. Che non a caso era presente (insieme all’onorevole Katia Bellillo) alla conferenza stampa con la quale la Manfroni ha annunciato la sua uscita dal gruppo Prc.

Restano al loro posto il segretario Della Vecchia, il consigliere regonale Stefano Vinti e l’assessore Granocchia, tanto per i nomi degli esponenti più autorevoli del Partito. Con loro restano, fra gli altri, gli iscritti di Spoleto guidati da Mura Coltorti. Solo nei prossimi giorni comunque si saprà quanto la scissione ha veramente influito sui numeri di Rifondazione Comunista.