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TERREMOTO BANKITALIA SU POPOLARE SPOLETO, CHIESTE DIMISSIONI PRESIDENTE ANTONINI. PDL INTERROGA TREMONTI

di Carlo Ceraso

La Banca d’Italia ha chiesto le dimissioni di Giovannino Antonini dalla carica di presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Spoleto. La notizia, clamorosa, trova solo in queste ore conferme a dir poco autorevoli. Dunque l’annunciato tsunami che da più giorni circolava nei palazzi della città del festival, ma anche di Perugia e Siena, starebbe per abbattersi sull’istituto di credito umbro.

Non trova ancora invece conferma ufficiale che Bankitalia avrebbe chiesto le dimissioni anche del vicepresidente vicario, l’avvocato Marco Bellingacci.

Sembrano così spiegate, almeno in parte, le forti tensioni (anticipate da Tuttoggi.info) che da giorni interessano il vertice della Bps e della sua controllante, la Spoleto Credito e Servizi del presidente Fausto Protasi, tornata anche ieri a riunirsi dopo il cda di mercoledì scorso.

Dunque sarebbe in atto un vero e proprio braccio di ferro tutto interno alle due società e che starebbe coinvolgendo la stessa direzione generale Bps guidata da Alfredo Pallini sul quale nelle ultime ore si è concentrata l'attenzione dei due cda ma anche del centro destra.

La ‘resa dei conti’, potrebbe arrivare già domani mattina quando si riunirà in seduta straordinaria il Cda della Banca Popolare, che già registra la defezione del presidente della Coop Centro Italia, Giorgio Raggi, dimessosi dalla carica lunedì scorso. Ufficialmente Raggi si era dimesso in quanto “non vi erano più le condizioni per la realizzazione del progetto impostato dalla Coop” rispetto al Piano industriale discusso lunedì scorso; ma a questo punto è lecito ipotizzare che abbia voluto sfilarsi anche dal pressing imposto da Bankitalia. Difficile sapere come andrà a finire domani, anche perché all’orizzonte si intravede una nuova gatta da pelare. I quattro membri del consiglio in quota al Monte dei Paschi potrebbero anche non partecipare alla riunione, come anticipato stamani dall’autorevole Milano Finanza che allo “tsunami” Bps ha dedicato una intera pagina.

Le ultime ore hanno registrato i primi interventi della politica, rimasta finora, solo apparentemente, in un cantuccio. Ma partiamo dall’ultima, clamorosa, notizia che arriva dal Pdl e che in qualche modo spiega cosa stia avvenendo in questi momenti.

Almeno 25 parlamentari del Pdl (ma c’è chi fa trapelare che potrebbero apporre la propria firma anche deputati del centrosinistra), già dal 1 febbraio scorso, hanno presentato una interrogazione al ministro Tremonti sulla vicenda. Un documento che in parte trapela dal sito dell’onorevole Luciano Rossi (clicca qui), coordinatore umbro del Pdl, e primo firmatario dell’interrogazione. “A seguito di segnalazioni relative ad alcuni episodi all’interno della Amministrazione della Vigilanza della Banca d’Italia – scrive a premessa il deputato – nonché all’attuazione d’imposizioni di politica aziendale distruttive nei confronti delle banche vigilate, è stata presentata un’interpellanza al Ministro dell’economia e delle Finanze, a firma di 24 deputati”. Subito dopo il riferimento alla banca umbra: “L’interpellanza è stata rivolta in riferimento ad accertamenti ispettivi nei confronti della Bps, con conseguente valutazione sfavorevole delle strategie di politica aziendale adottate, e richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio di Amministrazione, ma non del Direttore Generale”. Ecco forse spiegato lo scontro interno alla Bps (anche interno al cda) fra presidenza e d.g., il quale da un paio di giorni risulta assente dalla sede di Piazza Pianciani. L’onorevole Rossi conclude la propria nota chiedendo al ministro Tremonti – e qui l’attacco alla stessa Bankitalia – di “adottare, in sinergia con il Governo, provvedimenti per impedire che operazioni poco trasparenti possano portare la Banca Popolare di Spoleto a subire provvedimenti da parte della Vigilanza, dando avvio alla revisione della governance aziendale e alla ristrutturazione dell’impresa bancaria”. Il testo della interpellanza dovrebbe a breve essere immesso in rete, come confermato a TO® dallo stesso deputato del Pdl.

Il testo dell’interpellanza è ora all’esame dell’ufficio di presidenza di Gianfranco Fini che dovrà valutare la sua eventuale pubblicazione “visto che si tratta di un argomento mai affrontato finora e che coinvolge l’attività di Enti importanti qual è appunto la Banca d’Italia” dice l’onorevole Rossi, raggiunto telefonicamente da TO®.

“Spazziamo via subito il campo – continua il parlamentare – questa interrogazione non è fatta per prendere le difese di una parte o dell’altra, ma con l’unico scopo di salvaguardare la Banca Popolare di Spoleto che è nel cuore di tutti gli umbri”.

Nel pomeriggio di ieri c’erano stati altri due interventi, il primo da parte del consigliere regionale Smacchi (Pd), il secondo di Ronconi (Udc).

“Non esprimo ovviamente giudizi sulle vicende che in questi giorni stanno interessando la Popolare – scrive Smacchi – ma queste mettono in risalto l'urgenza con la quale la nostra comunità regionale deve affrontare il grande tema del credito. E’ auspicabile la nascita di una Banca regionale per lo sviluppo, nella quale far confluire risorse pubbliche e private da impiegare in qualità e innovazione dell'economia umbra, in modo da aggredire con risorse importanti i gravi problemi di cui l'economia regionale soffre, per lavorare ad un nuovo modello di sviluppo”. “La Banca regionale per lo sviluppo – conclude Smacchi – dovrà rappresentare un punto di riferimento per tutti quei giovani che rappresentano la vera risorsa di questa Regione e che, troppo spesso, sono costretti a emigrare per poter realizzare le proprie idee ed i propri progetti d'impresa oltre che di vita”.

Giovannino Antonini negli ultimi giorni ha accuratamente evitato ogni contatto con i media: risulta così difficile conoscere quale strategia difensiva voglia attuare anche se l'atto parlamentare del PDL sembra proprio sostenere la sua posizione.

La situazione sta preoccupando e non poco anche i 700 dipendenti dell’istituto di credito che vanta 104 sportelli fra Umbria, Marche, Abruzzo, Toscana e Lazio. Di ieri l’altro la richiesta delle organizzazioni sindacali di un urgente incontro alla direzione generale, appuntamento che è stato calendarizzato per martedì prossimo. Quando si spera che lo tsunami sarà passato.

Ironica e dura l’immediata replica di Maurizio Ronconi (Udc) “Anche il Pd ha capito che vuole una banca regionale. Stupisce però il silenzio dei maggiorenti del PD che preferiscono lasciar manifestare opinioni in merito ad un consigliere regionale neo eletto. Purtroppo però mentre un consigliere del PD manifesta questa volontà, le altissime sfere del PD brigano con cooperative “collaterali” per acquisire un importante istituto di credito locale (la Bps, n.d.r.). Magari per “avere una banca”. Su questioni così importanti e delicate è bene che il PD non faccia il gioco dei tre bicchieri oppure avverta i suoi consiglieri regionali del contrordine”.

Restano da conoscere quali critiche e addebiti abbia mosso l’Autorità presieduta da Mario Draghi alla presidenza della Bps che, a detta degli osservatori economici-finanziari, vanta un Tier del 9.27% che la mette al riparo da un eventuale commissariamento.

Una curiosità. Su tutto il comprensorio spoletino già da questa mattina presto non si trovava più una copia di MF. “Ma che succede oggi che lo vogliono tutti MF?” ha chiesto una edicolante della prima periferia della città. “Alle 11 è venuto un signore a chiederne una copia ma quando gli ho detto che erano finite mi ha risposto ‘peccato, gliele avrei comprate tutte’”.

(ha collaborato Sara Cipriani)

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