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Terremoto alla “Spoleto”: Antonini verso sfiducia, giovedì Cda. E lui convoca i Soci. Relazione Bankit su tavolo Holding

Più che la sede della controllante di Bps, la Spoleto Credito e Servizi sembra diventata il set cinematografico di un ‘giallo’ dove i colpi di scena si susseguono a raffica. La nuova battaglia vede ancora contrapposti da una parte l’ex dominus Giovannino Antonini con i fedelissimi Marco Bellingacci e Michelangelo Zuccari; dall’altra la maggioranza del Cda Scs (Cucchetto, Protasi, Raggi e Solfaroli). Proviamo a ricostruire le ultime puntate di questa telenovela dai contorni non ancora del tutto chiari, facendo attenzione alle date, che risultano di qualche importanza per comprendere appunto il 'giallo'.

Erano stati i 4 membri del board, lo scorso 27 ottobre, a chiedere un Cda urgente con all’ordine del giorno la sfiducia di Antonini e Bellingacci, sia per le notizie trapelate circa la pesantissima Relazione presentata dagli ispettori di Palazzo Koch, sia per l’inerzia di Antonini che ormai dal 16 settembre non convocava più, a dispetto dello Statuto, il Cda (a parte una seduta dei primi di ottobre che ha registrato l'assenza di alcuni membri). Lo stesso Antonini, a microfoni spenti, avevano però annunciato la convocazione per il successivo 7 novembre. Ma di quella convocazione non c'è stata traccia. Indubbiamente aveva in mente un’altra strategia che in qualche maniera sembra coinvolgere (il condizionale è d’obbligo) anche 2 dei 3 revisori dei conti (Cerbella e Mallardo). Si arriva così al 7 di questo mese, giorno cruciale per le sorti di Scs. Il vicepresidente vicario, Danilo Solfaroli, alla luce del silenzio di Antonini decide di sostituirglisi convocando per la mattina seguente il Consiglio. Il documento viene impugnato d'urgenza dal presidente che si presenta in Tribunale ottenendo nel giro di due ore la sospensione del Cda. E’ qui che entra in ballo un sito on line, ritenuto vicinissimo ad Antonini, che annuncia il provvedimento del giudice sostenendo che il 'fermo' è stata concesso in quanto solo Antonini può convocare il Cda a meno di sua malattia o assenza.
Il giudice ha decretato in verità qualcosa di diverso (non fosse che lo Statuto prevede espressamente che il Cda venga convocato una volta al mese), e cioè che la convocazione diramata da Solfaroli prevedeva tempi troppo ristretti. In pratica, le 24 ore concesse non avrebbero consentito a tutti i membri del board di potersi preparare ai lavori o partecipare agli stessi.
La decisione del Tribunale viene spifferata a momenti prima al sito on line che ai 4 consiglieri, che si erano già ritrovati a Palazzo Pianciani per dar corso al Consiglio. La sera stessa del 7 novembre, sul sito Scs, compare la notizia che il collegio sindacale (contrario il presidente Rossi) ha deciso di convocare l’Assemblea dei soci. E’ la strategia di Antonini che, un po’ come la politica quando si vede in brutte acque, preferisce ritornare alle urne piuttosto che accettare il ribaltone. E sì che lui di ribaltoni ne ha fatti due: il primo sotto le feste di Natale 2008 defenestrando il professor Cardarelli, l’ultimo lo scorso febbraio quando, defenestrato da Bankit, gli “occorreva” la poltrona di Protasi. Fin qui la cronaca della scorsa settimana.
Nuova convocazione – da ieri sera circola in città la notizia che Solfaroli, alla luce del dispositivo giudiziario, venerdì scorso abbia riconvocato il Cda per giovedì 17 novembre. Concedendo stavolta ben 6 giorni al Cda, uno in più di quanto prevede lo Statuto per la convocazione di un Cda ordinario.
La Relazione di Bankit – ma non è l’unica novità. Nei giorni scorsi uno dei 19mila soci Scs avrebbe ricevuto un plico anonimo contenente la Relazione originale redatta dalla Vigilanza e, visti i contenuti, si sarebbe affrettato a recapitarla al board e al collegio sindacale. Sì perché, a quanto si mormora da tempo, Scs non ha mai ricevuto quel documento, neanche dalla sua stessa controllata, la Banca Popolare di Spoleto. E’ il famoso documento che Tuttoggi.info, come pure il Sole 24 Ore e MF, aveva anticipato lo scorso settembre (clicca qui) e che rappresenta una vera e propria spada di Damocle sul capo di Antonini (ma anche di Bellingacci). La consegna del documento da parte del socio, un libero professionista di Spoleto a sentir i bene informati, è stata dettata proprio dalla volontà di informare Cda e Collegio dei revisori dei conti. Che a questo punto non possono più non sapere.
La ‘risposta’ di Antonini – non si è fatta attendere la nuova mossa del presidentissimo, per nulla disposto a fare quel passo indietro che gli viene chiesto da più parti. Sul sito della Scs compare la convocazione dell’Assemblea dei Soci, fissata per il prossimo 17 dicembre. Tutto si può dire tranne che Antonini e Solfaroli siano superstiziosi. Il documento destinato al popolo di Scs reca la data del 7 novembre scorso – lo stesso giorno in cui i revisori hanno avanzato la richiesta di assemblea – anche se sulla home page istituzionale è comparso solo nelle ultime ore (non resta che attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana). Insomma il n. 1 di Scs in due mesi non è stato capace di convocare il Cda ma di fronte all’ipotesi delle urne ci ha impiegato qualche ora. Sarà che può contare su un nutrito gruppo di fedelissimi, come annunciava entusiasta oggi il fedele sito spoletino. Che ogni volta che c’è da dare una buona notizia (per gli amici) è sempre sveglio, salvo cadere in trance di fronte a quelle poco gradite.

3 i punti all’ordine del giorno che saranno sottoposti all’approvazione dei soci; leggiamoli: “Comunicazioni del Collegio sindacale in ordine all’Organo amministrativo, 2. Determinazioni in merito alla permanenza o meno della fiducia sugli attuali membri del Cda, delibere conseguenti, 3. Eventuale nomina di nuovi membri del Cda previa eventuale determinazione del loro numero”. Un dettaglio che, stando al codice civile, debba essere il Collegio sindacale a convocare i soci e nessun altro.
La palla di vetro – ci vorrebbe la sfera magica per capire come andrà a finire lo scontro. Se il Cda avrà luogo giovedì prossimo è quasi certo che Antonini e Bellingacci verranno sfiduciati e, conseguentemente, si procederà a verificare le modalità con cui è stata indetta l’Assemblea la cui convocazione naturale è fissata per il prossimo mese di aprile. Sempre che non intervenga un nuovo dispositivo del Tribunale, al quale è più che probabile che l’attuale presidenza Scs si appellerà nuovamente per cercare di annullare la convocazione del board. Un impasse che sta generando non pochi problemi anche alla controllata Bps, dove il presidente Nazzareno D’Atanasio continua l’opera di risanare i conti negativi lasciati dalla gestione decennale di Antonini.

(Carlo Ceraso)

Aggiornato alle 23.49
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