L'Ave Maria di Schubert ha accompagnato l'ultimo saluto a Maria Elena Petruccioli, all'interno della chiesa di Santa Maria del Carmine. Troppo piccola la chiesa per contenere la folla di persone che, sfidando pioggia e nevischio, hanno voluto rendere omaggio al feretro di Maria Elena. Sono le parole di Giulia, la sorellina, a commuovere tutti: “Sono stata fortunata ad averti vicino. Ora chi mi terrà la mano?”.
La commozione si mischia alla rabbia, allo sdegno. Qualcuno ha parole di vendetta verso gli assassini di questa 25enne, vittima innocente del caso.
Ma i sentimenti di vendetta contrastano con le parole del prete che ha officiato il rito funebre: “Tutti oggi abbiamo un motivo per piangere. Non dobbiamo però lasciarci andare a sentimenti di vendetta, ma perseverare nel perdono”.
Omicidio aggravato – Nel frattempo la Procura di Spoleto, nella persona della dottoressa Mara Pucci che coordina le indagini, sta procedendo nei confronti del 21enne alla guida dell’auto che ha travolto quella di Maria Elena per il reato di omicidio aggravato dal dolo eventuale, poiché questi voleva scampare all’arresto lanciando l’auto ad oltre 120 km/h in un tratto stradale che non consente nemmeno di avvicinarsi a quelle velocità. La dottoressa Pucci ha chiesto la convalida del suo arresto – sul quale dovrà esprimersi a breve il giudice Augusto Fornaci – mentre il giovane si trova ancora nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Spoleto. Dovrebbe riprendersi, ma c’è molta cautela. Per questo i medici non hanno ancora sciolto la prognosi.
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