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Terni, profumi “falso d'autore” sequestrati dalla GdF – Denunciate 5 persone

Redazione

Terni, profumi “falso d'autore” sequestrati dalla GdF – Denunciate 5 persone

Gio, 07/03/2013 - 14:33

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Terni, profumi “falso d'autore” sequestrati dalla GdF – Denunciate 5 persone

La contraffazione di capi di abbigliamento è un fenomeno piuttosto noto al pubblico dei consumatori. Meno conosciuto è invece la pratica di riprodurre ed immettere sul mercato profumi contraffatti. E’ quanto hanno scoperto i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Terni nel corso di una serie di servizi mirati a colpire l’illecito commercio di prodotti falsi.
In totale sono stati sequestrati circa 500 prodotti, di cui quasi 250 profumi falsi riproducenti noti marchi del calibro di DIOR, DOLCE & GABBANA, BULGARI ED ARMANI e 230 articoli di abbigliamento (jeans, giubbotti, borse, scarpe, maglie) tra cui spiccano marchi, ovviamente falsi, delle note case di moda ARMANI, GUCCI, FENDI, HOGAN, FAY, BURBERRY, RALPH LAUREN, LOUIS VUITTON, MONCLER, SIVIGLIA, JECKERSON.

I profumi sono stati sequestrati nel mercato di Terni, mentre i capi di abbigliamento sono stati rinvenuti all’interno di una autovettura parcheggiata in zona Borgo Rivo con funzione di deposito.
5 persone, di cui 2 italiani e 3 senegalesi sono state denunciate a piede libero all’Autorità Giudiziaria e la merce sottoposta a sequestro. Interessante la particolarità per la quale alcuni prodotti riproducevano a fianco del marchio contraffatto la scritta “falso d’autore”. Un accorgimento, come stabilito da una recente sentenza della Cassazione Penale, che non salva, tuttavia, da una denuncia per contraffazione.
Per altro il fenomeno sembra registrare segnali di incremento nella Provincia di Terni rispetto ad un recente passato. Probabilmente il periodo di crisi economica ha fatto lievitare la domanda li dove al marchio alla moda non si rinuncia, sia esso associato ad una sciarpa, un jeans, o persino un profumo e così, per contenere i costi, si cerca l’alternativa. Quella del falso-vero o del “falso d’autore”, spingendo l’utente all’acquisto di prodotti con marchi falsi anche se la contraffazione è, di fatto, evidente o addirittura dichiarata.


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