TERNI, IL SINDACO DI GIROLAMO INTERVIENE SUI TEMI PER IL FUTURO DELLA CITTA' - Tuttoggi.info

TERNI, IL SINDACO DI GIROLAMO INTERVIENE SUI TEMI PER IL FUTURO DELLA CITTA'

Redazione

TERNI, IL SINDACO DI GIROLAMO INTERVIENE SUI TEMI PER IL FUTURO DELLA CITTA'

Mer, 19/01/2011 - 15:52

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In occasione del lancio del rinnovato sito del comune di Terni il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha inteso affrontare alcuni temi, più di altri, all'ordine del giorno della città e dell'attività dell'amministrazione comunale.Il 2011“Dopo le difficoltà del 2010, il 2011 si annuncia durissimo a causa degli ulteriori pesanti tagli ai trasferimenti decisi dal governo. Il bilancio comunale, comunque, verrà redatto non nella logica governativa dei tagli indiscriminati. Ci guiderà la convinzione che su alcuni settori come lo sviluppo economico, la cultura, l'innovazione, le infrastrutture, i servizi essenziali per le famiglie, ad iniziare da quelli scolastici, occorre investire, o comunque mettere in rete quelle risorse che possono provenire sia dagli altri soggetti pubblici, come la regione, che da soggetti privati. Una formula, ad esempio, adottata sia per il mercato di Largo Manni che per il rifacimento delle piscine di viale dello Stadio. Evitare, dunque, che la crisi si cronicizzi. Dare ulteriori prospettive alla città. Non siamo assolutamente rassegnati a confrontarci solo con l'ordinaria amministrazione. Giocheremo con ancora più slancio il nostro ruolo di amministratori della città, un ruolo politico e di sintonia con la città nella sua interezza. In una logica di cooperazione e di dialogo con tutte le realtà sociali ed economiche della città. Terni è una città plurale, complessa. Ha delle prospettive concrete che vanno coltivate ed incentivate”.La città in cammino”Terni è una città attiva e laboriosa. Capace anche di rinnovarsi. Al suo solido tessuto produttivo incentrato sull'Ast, si è affiancato negli ultimi anni un tessuto che fa leva sull'innovazione e una rete di ricerca e di alta formazione che può dare frutti concreti e prospettive. Il 2010 è stato un anno molto duro, per la crisi mondiale, per i tagli, oggettivamente è stato anche un anno ricco di germogli e di nuove piante. Si è delineata e rafforzata una rete di laboratori e centri di ricerca che in campo medico è tra i più avanzati d'Italia. A Terni vengono portati avanti studi all'avanguardia nel campo delle neuroscienze, della medicina di altissima specializzazione con ricadute in campo internazionale come, ad esempio, solo per citarne uno, gli studi sulle malattie che si trasmettono tramite zanzara. A Terni si è delineata un'industria di tipo innovativo che sulla cosiddetta chimica verde, sull'energia da fonti rinnovabili, ha raggiunto traguardi appena un anno fa inimmaginabili. Molto è merito delle singole aziende, importante è comunque il contesto produttivo di qualità, il buon funzionamento della sinergia tra pubblico e privato. Non possiamo comunque tirare i remi in barca, la crisi ci deve portare a intensificare le sinergie, a moltiplicare le grandi e piccole occasioni di sviluppo e di ripresa. Segnali di inversione di tendenze vengono anche da realtà come quella dell'ex Cmm, che ha ripreso l'utilizzo di alcuni spazi produttivi, altri possono arrivare presto da altre realtà pubbliche, come gli studios cinematografici di Papigno”. L'università, le infrastrutture”Veniamo da mesi di tensione sull'università e in particolare sul polo didattico ternano. Tensioni dovute a una riforma che sembra dettata più dall'intento di ridurre ulteriormente i fondi da destinare alla formazione pubblica che di introdurre reali elementi di qualità e di preparazione al mondo del lavoro e delle formazioni. Abbiamo comunque ribadito che a Terni non ci troviamo di fronte a un semplice decentramento universitario ma che l'università e parte integrante del progetto di rilancio del tessuto produttivo di questo distretto industriale che, nel corso degli anni, ha subito ridimensionamenti e riqualificazioni. Certo, l'università di Perugia in primo luogo deve fare la sua parte. Nonostante tutti gli elementi critici, soprattutto in relazione alle risorse, la riforma, almeno in questo, può essere un aiuto in termini di riorganizzazione della didattica e di assetto della governance interna. Sulle infrastrutture molto è stato fatto in questi anni, con il comune di Terni che è stato uno dei massimi investitori pubblici di questa regione. Ci sono ancora carenze da coprire, in tema di mobilità alternativa, di parcheggi di attestamento, di collegamenti viari atti a decongestionare alcuni quartieri cittadini. Per questo nel bilancio del 2010, nonostante una situazione economica già pesante, abbiamo previsto quasi 15 milioni di euro di opere pubbliche, una cifra che, a causa delle misure del governo, sarà impossibile confermare nel 2011. Ma alcune importanti opere le faremo. Porteremo avanti gli interventi del grande parcheggio a ridosso della stazione, di ulteriori consolidamenti per la Cascata delle Marmore e delle pendici di Cesi, della bretella di via Urbinati, della prima tranche del restauro del Teatro Verdi “.Lo spirito civico“La crisi non si supera con i proclami o le buone intenzioni, uno spirito propositivo è però importante. In tutti noi Ternani ci deve essere la consapevolezza che Terni non è seconda a nessuno e che anzi è una delle città più importanti, per rilevanza demografica, per il suo tessuto economico, per la qualità della vita, del Centro Nord. La nostra città è accogliente, gradevole, nel complesso ben tenuta, capace anche di profondi rinnovamenti e trasformazioni sia urbane che economiche. Non dico questo per uno spot utile all'amministrazione comunale, dico questo perchè ci deve spingere ad avere fiducia sia nel presente che nel futuro, nella convinzione che ogni ternano può dare il suo apporto”. Il piano strategico“E' essenziale affrontare la fase che ci attende, in uno spirito di collaborazione e di condivisione tra tutte le realtà vive della città: imprese, associazioni, scuole, comunità religiose, organizzazioni politiche, governo locale, famiglie, e così via. La città ha una sua vitalità che deve essere accompagnata e fatta crescere, non ingabbiata. E' questo il senso che vorrei dare ad un lavoro già avviato dall'inizio del mio mandato e che vorrei si consolidasse nei prossimi mesi. Penso al piano strategico della città che deve essere il frutto di un lavoro molto ampio e di una partecipazione larga e efficace. Il piano strategico è una visione condivisa del futuro di Terni che ci impegna da subito a comportamenti ed azioni di collaborazione, che ci indica un modo per fare insieme le cose che sono al servizio di tutti, quelle che costituiscono veri e propri beni collettivi. Una visione condivisa, poi a ciascuno il suo ruolo, ovviamente. Ma la città ha bisogno, proprio perché plurale e composita, di un impegno forte per mettere a fuoco le sue potenzialità di crescita, le scelte fondamentali che ci attendono, ciò che dobbiamo conservare della nostra storia e ciò che dobbiamo cambiare, per innovare e riprendere slancio. Il lavoro che abbiamo iniziato ci indica alcune di queste scelte: il nuovo ruolo territoriale di Terni; l'investimento sulla cultura come nuovo nome dello sviluppo; la cura dei livelli di sostenibilità sociale e ambientale della crescita. Si usa spesso una parola difficile per dire tutto questo: una città poliarchica. Ecco, penso che poliarchia significhi riconoscere il pluralismo orizzontale della città e fondare ogni ragionamento sulla crescita di Terni sulla dinamica creativa di questo pluralismo. Naturalmente non tutto dipende da noi. Il piano strategico della città non può coltivare uno sterile localismo. Ma penso che tutte le realtà vive della città si trovino di fronte a questa sfida. Una sfida che può essere vinta solo insieme. La crisi economica non ci aiuta ma non possiamo stare fermi”.


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