Terni, il 'miracolo' di San Valentino per i malati di sclerosi multipla nel protocollo "Seventostand" - Tuttoggi

Terni, il ‘miracolo’ di San Valentino per i malati di sclerosi multipla nel protocollo “Seventostand”

Luca Biribanti

Terni, il ‘miracolo’ di San Valentino per i malati di sclerosi multipla nel protocollo “Seventostand”

Polemica tra organizzatori dell'evento e diocesi di Terni che si tira fuori
sabato, 20/02/2016 - 15:39

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Terni, il ‘miracolo’ di San Valentino per i malati di sclerosi multipla nel protocollo “Seventostand”

Sta assumendo i contorni di un vero e proprio giallo la polemica tra gli organizzatori degli eventi al “Seventostand San Valentino”, la tensostruttura montata vicino alla basilica del Santo Patrono di Terni, e la Diocesi di Terni.

Dopo la conferenza stampa di presentazione degli eventi si era acceso un aspro dibattito su costi e gestione del teatro temporaneo, che, secondo quanto affermato dagli organizzatori avrebbe anche il patrocinio della Diocesi di Terni (oltre a quello del Comune, con tanto di logo su locandine e cortometraggio di introduzione agli spettacoli), ma che la Diocesi stessa ha già smentito per ben due volte. In una nota di oggi si legge “In merito al Palaseventostand San Valentino, allestito nello spazio adiacente la basilica di San Valentino e alle manifestazioni che in esso si svolgeranno, la Diocesi precisa di non essere a conoscenza dell’iniziativa avviata da alcuni privati e di non aver dato nessun patrocinio alla stessa o contributi di altro tipo”.

Secondo quanto riferito, dunque, la Diocesi avrebbe partecipato neanche con la concessione gratuita del terreno dove è stato allestito il tendone, che, invece, a detta degli organizzatori, sarebbe stato consegnato gratuitamente. Qualcosa non torna.

Tralasciando le polemiche, cerchiamo ora di capire il progetto “Palaseventostand” – Facendo una banale traduzione dall’inglese, potremmo dire “7 settimane per alzarsi”; sarebbe infatti questo il tempo necessario per attuare un rivoluzionario protocollo, migliorativo e non curativo, per i malati di sclerosi multipla che è stato messo a punto dal torinese Fabrizio De Silvestri e dal dott. Pierluigi Proietti.

A margine dello spettacolo teatrale “Miserere” di ieri sera, proprio De Silvestri ha voluto spiegare al pubblico di cosa si tratta il protocollo: “Quasi per caso ho conosciuto persone che mi hanno parlato di San Valentino e ho scoperto il santo curava malattie neurologiche. Nel 2013 ho fatto un sogno, una formula che conteneva dei farmaci che, combinati insieme, fanno il ‘miracolo’. Non lo saprei chiamare in altro modo. Quando ha applicato la cura su di me e ho visto che potevo alzarmi con le mie gambe ho deciso di condividerla con i miei amici che soffrivano della stessa malattia. La condivisione è una delle forze motrici più forti al mondo. Ho parlato di questa scoperto al dottor Pierluigi Proietti che, dopo aver studiato la mia ricerca, l’ha trovata condivisibile. È nato così il protocollo Seventostand”.

Il dottor Proietti ha spiegato poi in modo più dettagliato il protocollo – “Ho trovato la ricerca dell’avv. De Silvestri molto valida, facendola mia. È nata poi l’idea di applicare clinicamente questo protocollo migliorativo, che non è sperimentale. Si utilizzano farmaci già esistenti da molti anni. Il protocollo si divide in tre parti, la prima consiste in alcune indicazioni alimentari, la seconda consiste nella prescrizione dei farmaci sotto forma di capsule per 45 giorni, e la terza fase consiste nel cercare il recupero della funzione muscolare. Quello che più mi ha gratificato è stato di aver creato una terapia per dare a questi malati la forza di reagire e di convivere con una malattia come la sclerosi multipla”.

L’avvocato Fabrizio De Silvestri e il prof. Proietti sono stati dunque premiati con il riconoscimento “San Valentino un gesto d’amore”, che è stato consegnato anche a Giulio Base, Claudia Koll e al presidente del Coni Terni, Stefano Lupi: “Per noi lo sport non è il raggiungimento della medaglia – ha dichiarato Lupi – ma creare giovani con valori. Lavoriamo per un spirito di emulazione positivo per gli altri. La nostra ambizione è quella di creare i cittadini e le cittadine del futuro, non campionissimi”.

 

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