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Terni, economia in ripresa | 22mila i disoccupati, 27 le imprese fallite

Redazione

Terni, economia in ripresa | 22mila i disoccupati, 27 le imprese fallite

Dom, 13/03/2022 - 07:26

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In provincia di Terni crescono le aziende che operano nelle attività di altri servizi, orientati a famiglie e imprese con maggiori le possibilità

Nel primo semestre 2021 l’andamento dell’economia nella provincia di Terni mostra segni di ripresa rispetto agli effetti negativi prodotti dalla pandemia del Coronavirus nel semestre precedente.

E’ quanto emerge dal rapporto semestrale dell’Osservatorio provinciale istituito in Prefettura.

Indicatori dell’economia

Il numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali aumenta con un tasso di crescita superiore agli anni precedenti. L’incremento riguarda sia il comparto delle costruzioni, sia quello dei servizi a imprese e famiglie. Il flusso delle importazioni e delle esportazioni cresce in quasi tutti i settori di attività, in particolare nel settore della metallurgia. Aumentano gli avviamenti al lavoro, in misura minore anche le cessazioni. Il numero dei disoccupati registra una leggera flessione, più consistente per la componente maschile Il ricorso alla cassa integrazione guadagni registra una diminuzione delle ore autorizzate ordinarie, anche se i valori sono ancora molto alti rispetto agli anni precedenti.

Il credito

Secondo i dati, con riferimento al credito, si registra una crescita dell’ammontare dei prestiti a favore delle imprese e delle famiglie, ma peggiora la qualità del credito. Il numero dei protesti aumenta sia come consistenza che come valore. Indicazioni positive provengono, infine, anche dal settore turistico, caratterizzato da un incremento degli arrivi e delle presenze, determinato soprattutto dai clienti italiani.

I dati sulle imprese

In base ai dati del registro imprese della Camera di commercio di Terni, nei primi due trimestri del 2021 il numero delle imprese attive è, rispettivamente, di 18.702 e 18.834 unità. Rispetto agli stessi periodi del 2020, esso è aumentato, con un incremento pari, rispettivamente, a 220 e 214 unità (+1,2 per cento e +1,1 per cento) (Figura 1.1). La consistenza delle imprese continua a crescere dopo la contrazione del 2017, dovuta principalmente a operazioni di riallineamento del registro camerale, con un ritmo superiore rispetto a quello dell’anno precedente. Nei due trimestri presi in esame le imprese impegnate nell’attività manifatturiera mostrano una sostanziale stabilità mentre quelle attive nel campo delle costruzioni registrano una più decisa crescita (+3,3 per cento). Crescono le imprese che operano nelle attività di altri servizi, orientati a famiglie e imprese, dove sono maggiori le possibilità di avviare attività che intercettino una domanda crescente o nuova.

Altri servizi

I servizi di informazione e comunicazione (+3,4 per cento e +4,3 per cento), le attività finanziarie e assicurative (+4,0 per cento e +2,7 per cento), quelle immobiliari (+3,5 per cento e +4,0 per cento), quelle professionali, scientifiche e tecniche (+2,8 per cento e +2,2 per cento) e quelle di sanità e assistenza sociale (+1,1 per cento e +4,3 per cento). I principali settori dove si registra una contrazione del numero di imprese sono quello dell’estrazione di minerali (nulla nel primo trimestre e -16,7 per cento nel secondo) e quello del commercio (-0,2 per cento e -0,4 per cento).

Fallimenti imprese

Nel corso del primo semestre 2021, nella provincia di Terni si registrano 27 fallimenti di imprese, valore che risulta in linea rispetto alla media dei periodi precedenti, ma in aumento rispetto al primo semestre 2020 quando la sospensione delle attività prodotta della pandemia di Covid-19 ha avuto ripercussioni anche nell’espletamento delle procedure di fallimento.

Import-export delle imprese di Terni

In base ai dati Istat, tra il 1° semestre 2020 e il 1° semestre 2021 il valore delle importazioni delle imprese ternane è aumentato del 41,0 per cento mentre quello delle esportazioni ha registrato un aumento del 22,6 per cento . Una riduzione delle importazioni interessa solo alcuni settori come quello dei prodotti dell’editoria e audiovisivi (-37,7 per cento) farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-24,8%), dei computer e elettronica (-10,9 per cento).

L’importanza della metallurgia

Negli stessi rami si osserva l’aumento più consistente delle esportazioni: prodotti chimico-farmaceutici (1.395,4 per cento), prodotti dell’editoria e attività televisive (479,5 per cento), computer e elettronica (150,3 per cento); l’aumento è, peraltro, generalizzato in quasi tutti i settori di attività. Nel settore di maggiore peso, quello della metallurgia, importazioni ed esportazioni aumentano, rispettivamente, del 28,3 per cento e del 34,5 per cento. La crescita degli scambi risulta costante in entrambi i trimestri, i volumi segnano i livelli massimi nel periodo considerato (Figura 1.4). Nel 1° semestre del 2021 il saldo degli scambi con l’estero è positivo per una cifra pari a quasi 78 milioni di euro; tale cifra risulta pari a poco più della metà di quello, registrato, nello stesso periodo del 2020.

Occupazione e disoccupazione

Al 30 giugno 2021 le persone disoccupate iscritte ai Centri per l’impiego della provincia di Terni sono 22.006, di cui 12.449 femmine (56,6%). Rispetto al 30 giugno 2020 si rileva una leggera flessione del numero degli iscritti pari al -1,3%. La diminuzione riguarda ambedue i sessi, con una accentuazione maggiore per la componente maschile (-2,5%). Per quanto riguarda il territorio, la flessione del numero degli iscritti è più marcata nel Cpi di Terni (-1,4%).

Cassa integrazione

Nel primo semestre 2021, le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni ammontano a oltre 3,4 milioni, e diminuiscono del 19,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. Le variazioni per tipo di intervento indicano un incremento del 672,4 per cento delle ore di cassa integrazione straordinaria mentre la cassa ordinaria diminuisce del 46,1 per cento. Nel primo semestre 2021, le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria continuano a diminuire ma registrano ancora i valori più alti di sempre mentre quelle di cassa in deroga si attestano sui livelli già toccati durante la crisi finanziaria nel 2011-2012. Manifattura e costruzioni sono i principali settori economici di destinazione degli interventi ordinari: il primo con oltre 800 mila ore di cassa integrazione autorizzate e il secondo con oltre 500 mila. Insieme raccolgono l’86,4 per cento delle ore autorizzate di cassa ordinaria. Le ore di cassa in deroga sono distribuite in prevalenza nel settore alberghi e ristoranti (46%) e in quello altri servizi (24,6%) e commercio (22%).

Lavoro in nero

Nel primo semestre 2021, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Terni-Rieti sede di Terni ha rilevato 248 casi di lavoro irregolare nei settori dell’industria, dell’edilizia e del terziario, di cui il 6,9 per cento riferiti al lavoro sommerso (con prevalenza nel settore terziario), mentre la restante parte, pari al 93,1 per cento si riferisce alle altre forme di irregolarità, quali fenomeni interpositori, riqualificazione dei rapporti di lavoro, violazioni in materia di orario di lavoro, sicurezza e violazioni per la copertura delle quote disabili, ecc.. Quasi un terzo dei casi di sommerso è riferito al settore agricolo.

Reddito di cittadinanza

Con l’approvazione della legge n. 26/2019, dal marzo 2019 è stato introdotto il Reddito di Cittadinanza (RdC), un sostegno economico a integrazione dei redditi familiari finalizzato al contrasto alla povertà e al reinserimento lavorativo e sociale. Il beneficio assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza (PdC) se il nucleo familiare è composto esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni. A giugno 2021, nella provincia di Terni, i nuclei percettori sono 3.798 costituiti da 7.291 componenti (pari a 33 percettori ogni 1.000 residenti). L’87,8 per cento dei nuclei, composti dal 92,9 per cento dei percettori, usufruisce del Reddito di Cittadinanza; il restante 12,2 per cento dei nuclei (corrispondente al 7,1 per cento dei componenti) percepisce la pensione di cittadinanza (Tavola 2.5). Gli importi medi delle due misure sono pari, rispettivamente, a 544,01 euro e 259,65 euro.

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