di Giulia Argenti
Quale sarà per gli imprenditori agricoli umbri l’impatto del testo unico sull’agricoltura, dopo la nuova programmazione economica 2014-2020? Per fare chiarezza su tale quesito, si è tenuto alcuni giorni fa un convegno organizzato da Confagricoltura Umbria al quale hanno preso parte il presidente della sezione territoriale di Terni di Confagricoltura Umbria, Giuseppe Malvetani e Raffaele Nevi, membro della seconda commissione consiliare attività produttive. Assenti per impegni dell’ultimo minuto gli assessori regionali all’Agricoltura Fernanda Cecchini e al Commercio Fabio Paparelli.
Dall’incontro è emerso chiaramente che se il testo unico ha rappresentato un traguardo importante dal punto di vista della semplificazione rispetto alla giungla normativa con cui gli imprenditori dovevano fino ad oggi confrontarsi, molto c’è ancora da fare. “Si tratta di un punto di partenza piuttosto che di arrivo, il testo unico è frutto di un lavoro essenzialmente compilativo, poco o nulla di nuovo è stato aggiunto” ha riassunto Malvetani.
Secondo Nevi, oltre ad una normativa adeguata e più semplice, in grado di rispondere al meglio alle esigenze degli agricoltori umbri (come il testo unico), necessario è anche garantire un maggiore dialogo tra imprese e pubblica amministrazione. “La pubblica amministrazione – ha chiarito Nevi- ha il compito di ascoltare i cittadini e non di appesantire una situazione già abbastanza complessa che poi rischia di portare a tensioni come quelle a cui abbiamo assistito in questi giorni e di cui si rischia di incolpare ingiustamente la Regione”.
Nevi non ha risparmiato un affondo a Comuni e associazioni di categoria, “ci sono casi in cui le leggi pur esistendo non vengono applicate dai Comuni, i quali mostrano talvolta un atteggiamento di resistenza ad esse. Di questa situazione sono responsabili anche le associazioni di categoria che mostrando spesso una conoscenza superficiale delle normative, finiscono per soggiacere alle direttive sbagliate dei Comuni. La nostra regione ha bisogno prima di tutto di professionisti competenti”.
Assenti per motiv