Terni, bagarre in Seconda Commissione su Casa Delle Donne | Consigliere Brizi ‘assediato’

Terni, bagarre in Seconda Commissione su Casa Delle Donne | Consigliere Brizi ‘assediato’

Bocciato l’atto di Gentiletti, Brizi alza il badge e se ne va

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Aggiornamento ore 16.10 – Mentre in questi minuti è in corso il consiglio comunale il consigliere Michele Rossi ha inviato una nota nella quale cerca di spiegare quanto accaduto questa mattina in Commissione, perdendo però di vista il nodo cruciale della questione, cioè aver ‘consigliato’ un consigliere a rinunciare ed esrpimere un proprio voto.

Il consigliere se la prende con l’opposizione che, secondo Rossi: “si impunta nel voler votare propri atti di indirizzo ad ogni costo solo per guadagnarsi visibilità e ingraziarsi facilmente la benevolenza dei vari auditi. Di fronte a questo continuo atteggiamento stamattina non ho resistito ed ho sbottato. Si voleva votare a tutti i costi un atto scritto frettolosamente seduta stante per poi rivendicarne politicamente la primogenitura, che impegnava un assessore ancora prima di averlo ascoltato sull’argomento.
Quindi non solo una situazione di scorrettezza politica ma completamente inutile ai fini del confronto sul problema. La maggioranza ha ritenuto importante invece dover ascoltare sull’argomento l’assessore competente nella prossima riunione di commissione alla presenza, si sono rese nuovamente disponibili, del direttivo dell’associazione TerniDonne”.

Il consigliere, dunque, ammette che di fatto l’atto sarebbe necessario, ma ne fa una questione di ‘primogenitura’, ‘dimenticando’ di spiegare per quale motivo si trovasse nel capannello che ha indotto il consigliere Brizi a rinunciare ad esprimere il suo voto favorevole.


Una richiesta di confronto con l’assessore al Welfare, Marco Celestino Cecconi, da parte delle rappresentanti dell’associazione della “Casa Delle Donne” si è trasformata in un ‘caso’ politico. Nella mattina di oggi era in programma la seduta della Seconda Commissione, nell’ambito della quale si sarebbe dovuto votare un atto del consigliere di Senso Civico, Alessandro Gentiletti (l’atto riguardava il fatto che le procedure di bando devono essere avviate dopo un confronto e che di questi incontri ci sia verbale e venga notiziato il consiglio e la commissione) a supporto delle associazioni raggiunte dalla lettera arrivata dall’assessorato al Welfare che invita a lasciare gli spazi comunali che andranno a bando.

La convenzione tra la “casa Delle Donne” e il Comune scadrà il prossimo anno e l’intenzione delle rappresentanti, ascoltate oggi a Palazzo Spada, era quella di cercare un confronto con l’amministrazione per garantire la continuità dei preziosi servizi sociali svolti dall’associazione stessa. “Se dobbiamo pagare un affitto e non si trova un confronto, sceglieremo noi a chi pagarlo” – sostengono le rappresentanti che sono state supportate dall’atto di Gentiletti.

“Abbiamo chiesto questa audizione perché vogliamo far conoscere al Consiglio Comunale le finalità della nostra associazione e le attività che da ormai 5 anni vengono svolte alla Casa delle Donne per le socie e per le cittadine e i cittadini della città. Questa richiesta  di audizione si rende necessaria – riferisce l’associazione – in quanto preoccupate per la mancanza di interessamento, da parte dell’attuale Amministrazione, nei confronti delle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza maschile sulle donne e per l’assenza di un confronto su questi temi, comprese le pari opportunità e la promozione dei diritti delle donne. Ci sembra anzi che l’Amministrazione si stia concentrando sul trovare il modo di smantellare quanto di buono costruito dal tessuto associativo vivo e solidale di questa città come la Casa delle Donne alla quale è stata già data una scadenza”.

Al momento della votazione dell’atto ci sono stati attimi di tensione, visto che i voti erano pari (3 favorevoli e 3 contrari) e quello dell’ex consigliere di Forza Italia (passato al Gruppo Misto), Federico Brizi, sarebbe stato decisivo per l’approvazione del documento. Durante la votazione, i consiglieri leghisti e Michele Rossi hanno circondato il consigliere Brizi che avrebbe voluto votare a favore perché riteneva che un confronto con l’assessore sarebbe stato possibile. Ma, alle pressioni piuttosto insistenti dei ‘colleghi’ di maggioranza, Brizi ha infine deciso di togliere il badge e abbandonare l’aula, determinando la bocciatura dell’atto.

Non un buon esempio di democrazia da parte dei consiglieri di maggioranza che hanno ‘premuto’ perché il consigliere del Gruppo Misto non potesse esprimere serenamente il suo parere; circostanza che renderà il consiglio comunale di oggi particolarmente acceso.

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