Telefona al padre della moglie: "Ammazzo tua figlia", arrestato

Telefona al padre della moglie: “Ammazzo tua figlia”, arrestato

Redazione

Telefona al padre della moglie: “Ammazzo tua figlia”, arrestato

Il marito violento era stato scarcerato per motivi di salute
Sab, 20/06/2020 - 13:12

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Ha addirittura telefonato al padre della moglie, dicendogli: “Ammazzo tua figlia”. Minaccia che è stata più volte ripetuta alla donna, inseguita a casa e al lavoro una volta uscito dal carcere per motivi di salute. E nonostante il divieto di avvicinarsi alla donna.

L’uomo, a seguito della denuncia della donna, terrorizzata, è tornato in carcere a Capanne.

I poliziotti della Squadra mobile della, diretta dal vice questore Carmelo Alba, ha dato esecuzione al ripristino di un’ordinanza cautelare in carcere a carico di cittadino albanese di 42 anni, a causa dei reiterati comportamenti intimidatori che l’uomo ha posto in essere a danno della propria moglie, una cittadina albanese di 31 anni.

Violenze e minacce alla moglie da due anni

Il provvedimento eseguito origina dall’attività investigativa condotta dagli uomini della 3^ Sezione – Reati contro la persona, su minori e sessuali – della Squadra Mobile, ha seguito delle indagini sulle gravi condotte di violenza e minacce denunciate dalla vittima e commessi dall’uomo sin dal 2018.

La scarcerazione

Già condannato per i reati precorsi alla pena di 2 anni di reclusione, all’uomo veniva, per motivi di salute, veniva sostituita, dalla Corte di Appello di Perugia, la misura cautelare in carcere con il divieto di avvicinamento al luogo di residenza e di lavoro della donna.

Nuove minacce di morte

Tuttavia l’uomo riprendeva immediatamente a minacciare di morte la vittima, incombendo spesso sul luogo di lavoro, seguendola continuamente, sino a scoprire l’attuale dimora riservata della donna rendendola facile bersaglio delle sue minacce di morte, degli insulti e delle offese anche intorno alla propria abitazione.

La telefonata al padre: “Ammazzo tua figlia”

La povera vittima, in preda ad un costante e quotidiano stato di ansia, avvalorato anche dal fatto che il suo aggressore riusciva a contattare anche la sua famiglia, residente in Albania, avvertendo il padre che l’avrebbe uccisa, riusciva trovare la forza di chiedere aiuto alla Polizia denunciando i fatti.

Arrestato di nuovo

L’immediatezza delle indagini condotte e la raccolta delle prove dimostranti i gravi atti di violenza dell’uomo ha permesso all’autorità di giudiziaria di disporre il ripristino della misura della custodia cautelare in carcere a carico dell’uomo per il quale si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Perugia-Capanne.

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