Teatro Stabile, "record di spettatori in Umbria" | Ruggeri, "pochi fondi" - Tuttoggi

Teatro Stabile, “record di spettatori in Umbria” | Ruggeri, “pochi fondi”

Alessia Chiriatti

Teatro Stabile, “record di spettatori in Umbria” | Ruggeri, “pochi fondi”

Positiva la presenza giovanile, male sono a Marsciano | Da bilancio Regione Umbria fondi per lo Stabile
Gio, 21/04/2016 - 16:18

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Teatro Stabile, “record di spettatori in Umbria” | Ruggeri, “pochi fondi”

Numeri importanti quelli gestiti dal Teatro Stabile dell’Umbria: a farli presente, questa mattina al Teatro Morlacchi di Perugia, il direttore Franco Ruggeri. Al suo fianco, l’assessore alla cultura e al turismo del capoluogo umbro, Teresa Severini. “Record di spettatori nei 16 teatri della regione”: questo il messaggio forte e chiaro che Ruggeri ha voluto lanciare.
In totale nei teatri umbri gestiti dallo Stabile si è infatti passati, in base ai numeri forniti dallo stesso Teatro, da 62.115 spettatori della passata stagione a 75.323 dell’attuale, registrando un aumento del 21%.

Snocciolando dato per dato, a Perugia c’è un  +14% di spettatori, un +20% di abbonamenti. Nel capoluogo è stato dunque superato il numero già particolarmente elevato di abbonamenti dello scorso anno: 4.264 gli abbonati, un dato dunque storico. E ancora: a Terni si registra il +3,5% di spettatori, a Spoleto il +25%, a Foligno il +78%, a Narni il +5%, a Gubbio il +13%. Va molto bene anche per i comuni circuito: a Città di Castello c’è un +20% di spettatori, a Todi +9% di abbonamenti (anche se  gli spettatori diminuiscono dell’1,75%); Amelia registra +71% di spettatori a recita, Gualdo Tadino un +60%, Corciano il +29%, Magione il +22%; Panicale il +19%, Tuoro il +44% degli abbonamenti. Unico dato negativo è quello di Marsciano, dove si parla di un -14% di spettatoti e di un -35% di abbonamenti.

Ma il direttore Ruggeri non si è limitato a parlare solo di dati quantitativi, evidenziando l’importanza della presenza giovanile tra il pubblico. Grande spazio anche all’aspetto qualitativo, perché oramai, ha detto, ci sono “altri dati e caratteristiche confortanti” da sottolineare visto che “si è creata in Umbria una civiltà e cultura teatrale molto avanzata”. Qui, in punta di fioretto, lo stesso direttore ha voluto lanciare un leggero affondo alla questione fondi pubblici, sottolineando come siano necessari “per crescere“, non potendosi accontentare degli “incassi, non sufficienti a coprire le spese, senza intervento pubblico“. Fondi che comunque arrivano anche dalla Regione Umbria, che nel bilancio di previsione di quest’anno ha stanziato 100mila euro per il circuito dello Stabile.

Il riferimento ai fondi pubblici resta valido, nelle parole di Ruggeri, nei confronti del Comune di Perugia, con il quale comunque, e soprattutto con l’assessore Severini presente, mantiene i toni pacati. “Nel 2015, Palazzo dei Priori ha tagliato il suo contributo allo Stabile del 15%. Inoltre siamo ben contenti di ospitare al Morlacchi, di cui gestiamo anche tutte le spese, festival come quello del Giornalismo o Umbria Jazz, che usufruiscono di una convenzione per l’affitto delle sale con il Comune. Questo vuol dire che le spese sono in capo a noi dello Stabile. Si tratta di costi che con difficoltà riusciremo a coprire in futuro“. Una questione alla quale anche Severini ha fatto riferimento, precisando tuttavia che “le disponibilità nelle mani del Comune non sono più le stesse”, ma che “ci si sta impegnando per risolvere la situazione”.

©Riproduzione riservata

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