Come vengono spesi i soldi della tassa di soggiorno a Città di Castello? A fare chiarezza è stato l’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli, rispondendo in Consiglio Comunale ad un’interrogazione del capogruppo di Forza Italia Tommaso Campagni. Un confronto che ha permesso di tracciare la rotta degli investimenti turistici della città, tra promozione internazionale, segnaletica e grandi eventi.
Mariangeli, “Nessuna improvvisazione”
L’assessore ha difeso con forza le modalità di introduzione del tributo, entrato in vigore nel luglio 2024 (tra 0,50 e 2,50 euro a notte a seconda della tipologia di struttura). “Non è stata una scelta improvvisata, ma partecipata” ha chiarito Mariangeli, sottolineando il ruolo del tavolo di monitoraggio con gli operatori del settore, trasformato in una vera e propria “cabina di regia” convocata mediamente ogni 6 mesi. L’assessore ha inoltre ricordato che per il primo semestre è stata applicata una clausola di salvaguardia per non gravare sulle prenotazioni già effettuate.
I numeri degli investimenti
Mariangeli ha fornito un rendiconto dettagliato delle risorse: circa 70 mila euro nel 2024 e un incremento a 160 mila euro per il 2025. Ma dove sono finiti questi fondi?
Nel 2024 spiccano:
- Promozione all’aeroporto di Perugia (10.736 euro).
- Valorizzazione del centro storico per il Natale (28.000 euro).
- Sostegno ad Altrocioccolato (10.000 euro).
- Gestione dei musei (8.169 euro).
Per il 2025 il piano si amplia:
- Confermati l’aeroporto e Altrocioccolato.
- Spinta sul cicloturismo (Umbria & Bike) con 15.860 euro.
- Progettazione della nuova segnaletica turistica (9.150 euro).
- Gestione del polo museale (oltre 71.000 euro totali tra concessione e proroghe).
Tra le novità annunciate, l’amministrazione sta lavorando ad una revisione delle sanzioni e a una semplificazione burocratica per agevolare il compito dei gestori delle strutture ricettive.
L’opposizione, “Più coraggio e nuove progettualità”
Il consigliere Campagni (FI) ha preso atto con soddisfazione del coinvolgimento degli stakeholder, pur auspicando un maggior ruolo del Consiglio nelle decisioni strategiche. Pur riconoscendo la validità dei dati, l’esponente della minoranza ha sollevato una questione di metodo: “Le risorse della tassa di soggiorno dovrebbero essere destinate a nuove progettualità capaci di attrarre flussi, piuttosto che limitarsi a finanziare eventi ordinari già programmati”.
L’obiettivo comune, emerso dal dibattito, resta quello di combattere il turismo “mordi e fuggi”, trasformando Città di Castello in una meta capace di trattenere i visitatori grazie a servizi migliori e a un’accoglienza più strutturata.