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Seduta consiliare regionale movimentata dalla protesta delle opposizioni e di alcuni cittadini e rappresentanti istituzionali (tra loro anche il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini) che chiedevano alla Giunta di ritirare la manovra, approvata lo scorso anno, che prevede nel triennio un aumento delle entrate da 184 milioni tra rimodulazione Irpef su stipendi e pensioni e aumento Irap per le imprese.
Una protesta iniziata fuori da Palazzo Cesaroni, con manifestanti che hanno poi assistito alla seduta, con il divieto – ad eccezione dei giornalisti – di effettuare foto e video con i cellulari.
Quando l’urgenza della mozione presentata dalle opposizioni (prima firmataria Eleonora Pace, che ha ironizzato sulla nota della Giunta nella quale è indicato che gli aumenti Irpef saranno mitigati dal taglio di due punti percentuali disposto dal Governo nazionale per la fascia tra 28mila e 50mila euro) è stata respinta e il tema non iscritto all’ordine del giorno per il voto contrario dei consiglieri di maggioranza, è scattato il grido “vergogna”, con vari cartelli che sono stati sollevati, con la scritta “la sinistra tassa gli umbri: +184 milioni dalle tasche dei cittadini”.
Cartelli che i messi dell’Aula hanno provveduto a rimuovere.
Le opposizioni accusano: “Hanno tentato di silenziare il dissenso”, accusando il tentativo di non far entrare i cittadini che manifestavano pacificamente all’estero e di aver introdotto un divieto, quello di fare foto e video, che “non è previsto in alcun modo dal regolamento dell’Assemblea”.
La maggioranza parla di “presidio flop in piazza Italia” e di “teatrino mortificante che non rispetta le Istituzioni” rispetto a ciò che è poi avvenuto all’interno di Palazzo Cesaroni.