ROMA (ITALPRESS) – L’Antitrust accende un faro sul quantum computing, una delle tecnologie più promettenti della nuova economia digitale. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul settore, che potrebbe cambiare in profondità la capacità di gestire problemi complessi rispetto agli standard attuali. Le applicazioni, spiega l’Authority, sono già visibili in ambiti ad alto valore aggiunto: dalla cybersecurity alle biotecnologie, dalla progettazione di nuovi materiali all’ottimizzazione dei processi produttivi, fino al fintech. Il quantum computing è in una fase di forte espansione e di grandi aspettative di crescita. Ma, rispetto all’informatica tradizionale, i confini tra hardware e software risultano meno netti, e il mercato vede convivere grandi gruppi del big tech – spesso attivi anche con servizi cloud – e operatori più piccoli, spesso startup, focalizzati su tecnologie e soluzioni specifiche. In questa fase di sviluppo, l’Antitrust vuole verificare possibili criticità concorrenziali, anche alla luce di dinamiche già emerse con l’intelligenza artificiale: barriere all’ingresso economiche, tecnologiche e di competenze; rischi di “lock-in”, cioè di dipendenza dagli stessi fornitori; e possibili strategie di “pre-emption”, con pochi soggetti in grado di presidiare in anticipo un settore considerato strategico, anche per l’elevato ritmo di brevetti registrati. L’obiettivo è una ricognizione tempestiva di rischi e opportunità, considerando investimenti e aspettative rilevanti per il Sistema-Paese e per l’Unione europea.
gsl
gsl