Perugia

Suicidio nel carcere di Perugia, il Sappe denuncia: “Un solo agente per vigilare due sezioni aperte”

Un detenuto del carcere di Capanne a Perugia si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella. Il 30enne italiano era originario della provincia del capoluogo umbro sarebbe dovuto uscire a breve.

Un agente della polizia penitenziaria lo ha soccorso ma inutilmente. Successivamente i detenuti avrebbero chiesto di incontrare l’avvocato Giuseppe Caforio il Garante della Regione, che si è recato nel carcere. Secondo le ricostruzioni del drammatico episodio che continua ad essere sempre più un allarme all’interno delle carceri italiane, l’uomo aveva da poco concluso un colloquio video con la madre. Una volta rientrato nella cella ha aspettato che il compagno scendesse ai passeggi per compiere il gesto. 

Il sindacato del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha denunciato il suicidio insieme alla carenza strutturale e organizzativa del carcere. In particolare qui è stata segnalata la presenza di un solo agente per vigilare su entrambe le sezioni aperte. “E’ necessario un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del provveditorato” ha ribadito il sindacato.