Si è aperta all’insegna del successo di pubblico e della critica la mostra d’arte contemporanea degli artisti Loredana Bucchi e Alberto Tardioli a Campello sul Clitunno (ingresso gratuito nei soli week end fino a domenica 26 luglio), proprio davanti alle Fonti tanto amate dai Grandi di ogni tempo come Plinio il Giovane, Giosè Carducci, Ezra Pound, Lord Byron, la regina Margherita di Savoia, Suor Maria corrispondente di Gandhi, la Contessa Guiccioli, il padre del futurismo Marinetti, solo per citarne alcuni.
La stessa location, in viale Fonti del Clitunno al civico 22, è un simbolo delle antistanti acque dove anche l’imperatore Caligola soleva traversare quando il fiume, prima di un devastante terremoto del ‘400, era ancora navigabile in direzione Foligno per poi immettersi nel Tevere e raggiungere l’isola Tiberina: si tratta infatti della prima casa realizzata alla fine del XIX secolo, dove in molti si sono fermati per trovare ristoro o solo ammirare “dall’alto” le Fonti.
Se per Loredana Bucchi si tratta di un ritorno ad esporre le proprie opere, per Alberto Tardioli è una Prima nell’arte contemporanea, da sempre sperimentata ma mai mostrata se non in famiglia. E che famiglia, visto che Alberto è il papà di Fanny, vice regina di Miss Italia 2026, e di Junior, azzurro dell’atletica leggera che fa sognare per i risultati conquistati nei 100 e 200 metri (10ì33” e 20’96”). Alla domanda di cosa pensano i figli della sua creatività, Alberto risponde che “Fanny è contenta e mi incoraggia, Junior approva ma non si sbilancia in giudizi”.
E sì che lo stesso Alberto, artigiano di grande talento (a lui si deve la realizzazione del contro-rosone della Basilica di San Benedetto a Norcia devastata dal terribile terremoto del 2016 ma anche interventi su sculture di artisti famosi), dal carattere estremamente riservato, nella poliedrica e dinamica vita è stato anche attore professionista, lavorando in teatro con nomi del calibro di Ermanno Stel, Walter Cerquetti Lippi e collaborando con Alberto Moravia.
Ma torniamo al civico 22, già sede dell’Associazione contemporanea della Bucchi che preferisce definirsi una “assemblatrice eclettica”, mentre Tardioli preferisce indicare la sua arte come “primitiva” per il bisogno di “raffigurare e tramandare tutto ciò che vedo, un artigiano dell’intrattenimento“.
LE OPERE DI LOREDANA BUCCHI
Non facile e non sarebbe neanche giusto per la curiosità del visitatore, elencare tutte le opere in mostra che l’artista di Campello ha realizzato utilizzando materie varie, organiche e non. Si va da “Molla l’osso” (scultura in osso di cavallo e osso di bocca di squalo), alla provocante “Non mettere mai un uccello in gabbia”, “Radici d’acciaio” (fungo antico di pioppo, ferro e dischi freno di recupero),, “La scatola dei desideri proibiti” (legno, scatole in miniatura e ferro), Le chiavi dei paradiso non funzionano (chiavi d’epoca e stelo di lampadario vintage), “Cambio d’abito” e “La rosa non sfiorirà mai” (sculture in ferro).
I QUADRI DI ALBERTO TARDIOLI
Non meno importante la produzione in mostra di Alberto Tardioli che per suoi quadri non usa solo i classici materiali come acrilico, tempere, e pastelli ma anche prodotti della natura come curcuma e zafferano. Ecco quindi che si possono visionare “Geronimo Apache il sognatore”, “Ti guardo”, “Ulivo della Tunisia” (matita, curcuma, curry, zafferano, farina di moringa su carta), “Le donne dell’Aurora I” (pastello su carta), “Ospedale riflesso su palazzo di vetro” (fotografia su carta dipinta), Airone (tempera su carta), “La sfinge del Clitumno” (pastello su carta), “San Giuda” (matita, tempera e acrilico su carta) e “Un amore impossibile” (pastello su carta). Presenti anche alcuni recenti dipinti dedicati ai figli, “Fanny nel deserto peruviano” (pastello su carta), “Ciuccio Jfulmine” (pastello su carta), “La tana di Fanny” (tempera su legno).
L’AUDIORACCONTO “I SEGRETI DEL CLITUNNO”
Al visitatore i due artisti hanno voluto donare qualcosa in più della loro arte. Durante la visita è infatti possibile sedersi comodamente e ascoltare l’inedito audio-racconto, magistralmente interpretato dalla voce di Tardioli, sulla storia e i segreti del Clitunno. Un viaggio da Plinio il Giovane a Sorella Maria (al secolo Valeria Pignetti, fondatrice dell’Eremo delle Allodole) che intratteneva profondi scambi epistolari con Gandhi, don Mazzolari e Ernesto Buonaiuti. Dalle figure femminili che hanno protetto le acque del Clitunno (la Guccioli, Margherita di Savoia con la nuora Elena, le poetesse Vittoria Aganoor Pompili e Assunta Pieralli) a quelle degli uomini che, armati di taccuini, pennelli o scalpelli (Carducci, Leonardo Bistolfi, Pound e Marinetti, solo per citarne alcuni), lasciarono ai posteri il fascino dei luoghi che circondano il fiume e il Tempietto longobardo (tutelato dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità).
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