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SUCCESSO PER LA PRESENTAZIONE DI “MAFIA EXPORT” DI FRANCESCO FORGIONE

E’ stata un’iniziativa che ha raccolto “un ampio consenso” quella organizzata dalla Biblioteca Comunale “Dante Alighieri” del Comune di Foligno, svoltasi sabato 30 Ottobre nella Sala Conferenze di Palazzo Trinci per la presentazione del libro di Francesco Forgione: “Mafia export. Come ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra hanno colonizzato il mondo”. Lo sottolinea in una nota l’Assessore alla Cultura, Elisabetta Piccolotti.

Dopo il saluto del Sindaco di Foligno, Nando Mismetti, sono intervenuti l’autore del libro, Francesco Forgione, già Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia; Mauro Volpi, consigliere uscente CSM e professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato dell’Università di Perugia e Fausto Cardella, Procuratore della Repubblica di Terni. L’Assessore Piccolotti ha spiegato come “questo sia il primo appuntamento di un percorso che l’assessorato vuole portare avanti al fine di sviluppare una coscienza unitaria fra i cittadini e le Amministrazioni sul tema delle politiche antimafia. A questo proposito è stato importante comprendere, attraverso gli studi di Forgione, come la mafia non sia più solo un problema del Mezzogiorno d’Italia, ma un problema dell’intero Paese e, più in generale, una questione internazionale che molto ha a che fare con la globalizzazione dei capitali avvenuta negli ultimi venti anni. La pubblicazione di Forgione rappresenta la prima trattazione globale del made in Italy mafioso, completa delle mappe della diffusione delle mafie italiane nel mondo e delle rotte della droga. Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita. Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ‘ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori “coccolati” in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell’ “industria mafiosa” – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate? A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle “famiglie”, fotografa lo stato attuale della “globalizzazione occulta” delle tre mafie italiane. Uno strumento unico per capire le dimensioni di quell’“economia canaglia” che intossica il mondo, più di quanto possiamo immaginare”.