Le arti contemporanee si sono incontrate ieri sul palco del Teatro Nuovo di Spoleto. Scultura, musica, danza, in una suggestiva fusione sono state infatti, in prima assoluta, le protagoniste dello spettacolo-performance “WITHIN THE METAL GRAIN / TRA SCHEGGE DI METALLO”, ideato da ContemporaneaMente Gruppodanza di Spoleto, in collaborazione con Susan Sentler e il Laban di Londra, e con l'artista Claudio Palmieri autore delle quindici sculture sonore attorno alle quali si è sviluppato l'evento con la partecipazione del jazzista Maurizio Giammarco (attualmente direttore della Parco della Musica Jazz Orchestra) e del percussionista israeliano Ronen Kozokaro (Trinity Laban – Londra).
Inserita nel cartellone degli Eventi di fine anno 2008 del Comune di Spoleto, “Tra schegge di metallo” si è articolato in due momenti.
Nella prima parte Maurizio Giammarco (sassofoni e manipolazioni elettroniche) e Claudio Palmieri (eclettico artista autore ma anche “suonatore” delle proprie sculture) hanno ripreso il filo di un loro personalissimo dialogo, basato essenzialmente sull'improvvisazione, iniziato alcuni anni fa col nome di Hardware.
Nella seconda parte, ContemporaneaMente Gruppodanza, in collaborazione con il Laban di Londra, ha presentato per la prima volta al pubblico “Within the metal grain / Tra schegge di metallo”, un lavoro in cui l'onirico paesaggio delle sculture sonore di Palmieri si intreccia con le coreografie di Susan Sentler e le musiche del percussionista israeliano Ronen Kozokaro: un esperimento che ha esplorato risposte musicali e corporee inedite, seguendo una struttura improvvisata. I costumi sono stati creati dal Dipartimento Costume del Laban.
Il pubblico, tra il quale sedevano critici d'arte e professori di accademie e di diverse università italiane arrivati appositamente a Spoleto per assistere alla performance, si è lasciato rapire per più di un'ora dal potere ipnotico dei suoni e dei movimenti delle gigantesche figure create da Claudio Palmieri, artefice di gesti percussivi capaci di sottrarre al loro statico destino tridimensionale le sculture, animandole di una propria identità sonora.
Dal buio e dal silenzio, bagliori dorati e suoni che, a poco a poco, hanno preso forma fondendosi con quelli dei sassofoni di Maurizio Giammarco. Un percorso avventuroso e affascinante che conduce dolcemente lo spettatore in una dimensione inesplorata. Quindici sculture che si ergono sul palco come giganti in armatura e che, nella seconda parte dello spettacolo, diventano foresta incantata dentro la quale si sublimano, per le coreografie di Susan Sentler, i movimenti di quattro intense danzatrici (Arianna De Angelis, Sara Libori, Chiara Montalbani, Emma Redding) accompagnate dalle percussioni ed elaborazioni elettroniche dell'israeliano Ronen Kozokaro.
L'evento artistico, al quale hanno partecipato Maurizio Giammarco (sassofono), Claudio Palmieri (sculture sonore), Susan Sentler (coreografia), Ronen Kozokaro (percussioni) e le danzatrici Arianna De Angelis, Sara Libori, Chiara Montalbani, Emma Redding, è il risultato di rapporti internazionali maturati nel tempo dal ContemporaneaMente Gruppodanza di Spoleto in una ricerca costante di interazione tra danza, musica, pittura, scultura, fotografia, teatro, videoart. Nei prossimi mesi la performance verrà riproposta in Inghilterra con il patrocinio del “Laban centre for movement and dance” di Londra.
Il Laban centre for movement and dance di Londra, appositamente creato per la formazione dei danzatori, è la scuola di danza contemporanea più grande e meglio fornita d'Europa, caratteristiche alle quali si affianca una pluriennale esperienza nell'ambito della sperimentazione e della formazione. Situato nel cuore della prospera comunità di artisti della Londra sud-orientale, il Laban convoglia studenti, coreografi, designer, scrittori, artisti e ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo.
ContemporaneaMente Gruppodanza nasce nel 2002 a Spoleto (Pg) per iniziativa di due danzatrici, Sara Libori e Arianna De Angelis Marocco, provenienti da esperienze comuni nello sport, nella danza, nel teatro-danza e da studi pedagogici, per diffondere la conoscenza della danza contemporanea come linguaggio espressivo trasversale ai linguaggi formativi, stimolare la consapevolezza corporea e la chiarezza del gesto per arricchire la coscienza di sé e la relazione con il mondo esterno. Tra i numerosi progetti sviluppati, l'”Attesa” è stato vincitore della 'Settimana Internazionale della Danza 2008' con la direzione artistica di Alberto Testa. La performance (coreografia ed esecuzione di Arianna De Angelis Marocco e Sara Libori) è stata poi presentata a Spoleto, (Teatro Romano 3 Agosto 2008 SpoletoEstate e all'Auditorium della Stella – 7 settembre 2008 – AlterMundi) ed a Terni, Palazzo Primavera, I edizione di “Esporsi”, sezione del festival “Es.Terni”, 26 settembre 2008. L'associazione ContemporaneaMente Gruppodanza svolge la sua attività presso l'albergo Museo di Arte Contemporanea Albornoz Palace Hotel di Spoleto, nei cui locali è stata accolta allo scopo di interagire con gli artisti presenti nella struttura, per creare e sviluppare la propria ricerca coreografica, culminata nell'incontro con Susan Sentler, docente di tecnica Graham e direttrice tecnica del Laban di Londra.
Claudio Palmieri ha studiato al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nella sua fase iniziale si ispira al post-burrismo internazionale: il suo lavoro è caratterizzato dall'uso simultaneo di materiali differenti in linea con una tendenza che dai neodadaisti americani risale fino al dadaismo vero e proprio.
Nella ricerca di Palmieri pittura e scultura vivono di pari passo con accenti sempre nuovi: due anime percorse da uno stesso acceso sperimentalismo che dagli anno '90 lo portano alla fusione tra suoni e scultura, creando una performance di quindici sculture di metallo, suonate dallo stesso Palmieri, in un originale intreccio espressivo insieme al sax di Maurizio Giammarco, sassofonista, compositore e arrangiatore attivo dalla fine degli anni '60, e oggi direttore musicale della PMJO, Parco della Musica Jazz Orchestra di Roma. Leader di gruppi storici come i Lingomania (pluridecorata band degli anni ‘80), Giammarco porta avanti vari progetti fra i quali il quintetto Megatones (dove spicca il suo originale lavoro di scrittura), Tricycles, il quartetto con Phil Markowitz, (espressione di un jazz contemporaneo e raffinato), oltre alle performance in solo o in duo con Claudio Palmieri. Ha collaborato con jazzisti di fama internazionale (Chet Baker, Lester Bowie, Dave Liebman, Phil Markowitz, Miroslav Vitous, solo per citare i principali) come con quasi tutti i musicisti italiani più noti. E' autore di un libro su Sonny Rollins e direttore artistico del festival Jazz Podium, di Termoli. Compare nella “Biographical Encyclopedia Of Jazz” (di Ira Gitler) e in oltre sessanta dischi di jazz.