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Studenti insieme per la mobilità: chiesta estensione pass Tpl agli studenti medi

Le organizzazioni Altrascuola – Rete degli Studenti Medi, Sinistra Universitaria – UdU Perugia e il Circolo Arci Il Porco Rosso tornano a rilanciare una proposta che da anni portano avanti insieme: l’introduzione di un abbonamento unico regionale al Trasporto Pubblico Locale al costo di 60 euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, sulla scia di quanto già previsto per la comunità studentesca universitaria.

“È una battaglia storica che come studenti medi portiamo avanti da tempo – afferma Lorenzo Ferranti, coordinatore regionale di Altrascuola – perché nasce da un bisogno concreto che riguarda migliaia di studentesse e studenti. Negli ultimi anni il costo della vita scolastica è aumentato in modo significativo: libri di testo, contributi, materiale didattico, attività e viaggi d’istruzione pesano sempre di più sui bilanci delle famiglie. In questo quadro il costo degli abbonamenti al trasporto pubblico rappresenta una spesa strutturale, indispensabile per poter frequentare la scuola”.

Secondo Ferranti, il sistema attuale produce anche forti disuguaglianze territoriali. “A seconda di dove si vive e della distanza dalla scuola, il prezzo degli abbonamenti può variare molto. Chi abita nelle città o nelle zone meglio collegate spesso paga meno rispetto a chi vive nelle periferie o nelle aree interne, dove le distanze sono maggiori e il servizio più frammentato. Questo significa che la possibilità di scegliere liberamente il proprio percorso di studi rischia di essere condizionata anche dal costo necessario per raggiungere la scuola”.

Per questo le organizzazioni propongono l’introduzione di un abbonamento unico regionale a prezzo calmierato, valido su tutta la rete del Trasporto Pubblico Locale. Una misura che, spiegano, permetterebbe di ridurre il peso economico che l’istruzione fa gravare sulle famiglie e di superare le disparità sociali presenti tra i diversi territori della regione.

“Per noi universitari questo tema non è nuovo – aggiunge Mattia Branca dell’UdU Perugia – Negli anni abbiamo lavorato molto per ottenere l’introduzione dell’abbonamento unico regionale per gli studenti universitari e sappiamo quanto una misura di questo tipo possa incidere concretamente sulla vita quotidiana degli studenti. Proprio per questo riteniamo fondamentale che venga estesa anche agli studenti delle scuole superiori”.

“Il diritto alla mobilità – continua – è parte integrante del diritto allo studio. In un territorio come il nostro, dove molti studenti devono spostarsi ogni giorno tra comuni diversi per frequentare l’università o la scuola, rendere il trasporto pubblico accessibile è una condizione essenziale per garantire pari opportunità. È una battaglia che studenti medi e universitari portano avanti insieme, perché riguarda l’intero percorso formativo delle nuove generazioni”.

Secondo le associazioni, rendere davvero accessibile il trasporto pubblico significa anche ampliare le opportunità sociali e culturali degli studenti. “La mobilità – sottolinea Orsola Basile del Circolo Arci Il Porco Rosso – non riguarda soltanto il tragitto casa-scuola. Significa poter vivere il proprio territorio, partecipare ad attività culturali, incontrarsi e costruire spazi di socialità. Per molti giovani, soprattutto per chi vive nelle periferie o nei comuni più piccoli, spesso sprovvisti di questi ambienti di socialità, il costo degli spostamenti rappresenta un limite anche alla possibilità di vivere la città. Luoghi come il nostro circolo nascono proprio per offrire spazi di incontro, cultura e partecipazione inclusiva. Ma perché questi spazi siano davvero accessibili è necessario che gli studenti possano muoversi liberamente e a costi sostenibili. Investire nella mobilità significa rafforzare il tessuto sociale e culturale del territorio”.

Le organizzazioni sottolineano inoltre come una misura di questo tipo avrebbe effetti positivi anche dal punto di vista collettivo e ambientale. Incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico tra i più giovani contribuirebbe a ridurre l’uso del mezzo privato, decongestionare il traffico e migliorare la qualità dell’aria e della vita nelle città, rafforzando al tempo stesso la coesione tra i diversi territori della regione.

“Garantire un abbonamento unico regionale a 60 euro per gli studenti delle scuole superiori – concludono le organizzazioni – significa compiere una scelta concreta a favore dell’istruzione, dell’uguaglianza delle opportunità e di un modello di mobilità più sostenibile. Il diritto allo studio deve essere reale e accessibile a tutti: la possibilità di muoversi è una delle condizioni fondamentali per renderlo tale”.