Sono state un successo oltre le aspettative le visite guidate, in occasione delle Giornate di primavera del Fai (Fondo ambiente italiano), che hanno visto protagonisti gli studenti e le studentesse delle classi I A e I B della scuola secondaria “Melanzio” di Montefalco.
Gli alunni, aderenti al progetto Classi Amiche FAI, con il coordinamento delle insegnanti Maria Caterina Speranza e Elfrida Emanuela Gubbini, hanno guidato i visitatori alla scoperta della Chiesa e del Convento di San Fortunato. Un’iniziativa che ha visto il supporto ovviamente della dirigente scolastica Maria Cristina Rosi e la collaborazione della Pro loco di Montefalco. Indispensabile la collaborazione del Fai e in particolar modo della delegazione di Foligno guidata da Maurizio Tozzi, che lunedì mattina ha consegnato agli studenti i meritati attestati di partecipazione.
I ragazzi hanno vestito i panni di “apprendisti Ciceroni”, raccontando la storia e le curiosità di questo luogo significativo del territorio, con l’obiettivo di valorizzarlo e rafforzarne l’importanza culturale. E ci sono riusciti in pieno, come hanno evidenziato le circa 1300 persone che hanno partecipato all’evento, la visita più partecipata in Umbria, con tantissimi elogi per la preparazione degli studenti.
La scelta del complesso di San Fortunato è legata alla sua identità francescana: il convento ospita infatti i frati dell’Ordine dei Frati Minori, fondato da San Francesco d’Assisi. L’iniziativa ha rappresentato anche un momento commemorativo in vista degli 800 anni dalla morte del santo, sottolineandone l’eredità fatta di valori universali come la semplicità, la pace e il rispetto per la natura.
A circa un chilometro dal centro storico di Montefalco, in posizione panoramica sulla valle, sorge il complesso di San Fortunato, immerso tra ulivi e lecci. Il luogo è legato alla figura di San Fortunato, evangelizzatore vissuto tra IV e V secolo, noto per la sua vita semplice e per l’impegno verso i più poveri, oltre che per episodi leggendari tramandati dalla tradizione. Dopo la sua morte, avvenuta intorno al V secolo, fu sepolto in un piccolo campo e, nel 422, il suo corpo venne deposto in una basilica fatta costruire dal comandante romano Severo. Di quell’edificio restano oggi alcune epigrafi e colonne romane, riutilizzate nel chiostro.
Nel Medioevo l’area fu anche sede di un castello, appartenuto prima ai Longobardi del Ducato di Spoleto e poi alla Chiesa. Dopo varie vicende e la distruzione nel 1439, nel 1442 sorse il convento dei Frati Minori.
La chiesa attuale, di origine romanica e risalente in parte al XII secolo, presenta una sola navata e un quadriportico con colonne romane di reimpiego. Per secoli fu uno dei principali centri religiosi della diocesi di Spoleto. Notevoli le opere di Benozzo Gozzoli e di Tiberio d’Assisi, che gli studenti hanno illustrato magistralmente.
La visita in occasione delle Giornate di primavera del Fai si è conclusa alle cosiddette “Grotte di San Fortunato”, nel bosco di lecci vicino al convento: ambienti scavati in un banco di breccia e argilla probabilmente usati in origine per riti pagani legati al culto di Mitra e poi come oratorio paleocristiano e luogo di ritiro e preghiera di San Fortunato.
Gli studenti hanno partecipato con grande impegno e passione, raccontando con padronanza e naturalezza i luoghi e le opere d’arte. Le docenti li hanno accompagnati con attenzione e competenza, sostenendoli in ogni fase del lavoro. Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante conoscere e valorizzare il patrimonio, coinvolgendo in modo attivo e consapevole le nuove generazioni.