Perugia

Studentessa caduta a scuola, interviene anche il sindacato

Anche il sindacato interviene sulla vicenda della studentessa rimasta ferita dopo essere caduta da una finestra del “Giordano Bruno” di Perugia. La UIL Scuola Rua Umbria, dopo aver espresso “profonda partecipazione e sincera vicinanza alla studentessa”, rivolgendole “l’augurio più affettuoso di una pronta e completa guarigione”, piena solidarietà ai suoi familiari, ai compagni di classe, all’intera comunità scolastica “in questo momento di grande apprensione”, punta l’indice contro la carenza di personale ATA e sui tagli che hanno portato ad un incremento del numero degli studenti per classe.

La segretaria generale regionale della UIL Scuola Umbria, Loretta D’Aprile, scrive: “Non possiamo tacere sulle condizioni di estrema precarietà in cui il personale è costretto a operare. La sicurezza degli alunni non è un concetto astratto, ma si poggia sulla presenza fisica e costante di chi deve vigilare. Purtroppo, i continui tagli al personale ATA hanno ridotto il numero di collaboratori scolastici a livelli d’emergenza: oggi è tecnicamente impossibile garantire un presidio efficace in ogni ala e in ogni piano degli edifici scolastici”.

E ancora: “Con classi sempre più numerose e un organico docente ridotto all’osso, il rapporto educativo viene sacrificato sull’altare del risparmio”.

Secondo la segretaria della UIL Scuola Umbria, la soluzione richiede un cambio di rotta immediato a livello ministeriale: “La scuola deve tornare a essere il luogo piùsicuro della società, ma questo non accadrà finché essa sarà considerata un costo e non un investimento”. Da qui la richiesta di investire sul personale nell’interesse prioritario dei ragazzi, garantendo adeguato personale ATA e riducendo il numero di alunni per class. “Non si può gestire l’istruzione – conclude – con una logica puramente ragionieristica: la sicurezza dei nostri figli deve venire prima di ogni bilancio”.