Categorie: Istituzioni Perugia

STESSA EVASIONE MA PIU' CONTROLLO IN UMBRIA, IL BILANCIO 2010 DELLA GUARDIA DI FINANZA

(FDA)- Nessun aumento dell'evasione fiscale nel 2010 in Umbria, ma un significativo aumento del contrasto all'economia sommersa da parte della Guardia di Finanza, con alcuni casi più eclatanti venuti a galla grazie alle rivelazioni delle celebri liste Falciani e Pessina.

E' questo il bilancio dell'anno appena passato presentato stamattina dal comandante regionale della Guardia di Finanza Fabrizio Cuneo, in un incontro con gli organi di informazione a Perugia.

“Nel 2010 non abbiamo avuto un aumento dell'evasione fiscale, ma un incremento dell'azione di contrasto, grazie all'affinamento delle metodologie di selezione per individuare gli evasori”, ha detto Cuneo. Nel commentare l'aumento del 23 per cento rispetto all'anno precedente dei casi di evasione scoperta, il comandante ha sottolineato come il maggiore successo sia dovuto ad una nuova strategia di indagine, che vede l'utilizzo delle banche dati incrociato al controllo capillare del territorio. “Dobbiamo conoscere quanto meglio possibile le singole realtà economico-finanziarie del territorio regionale per poter agire a ragion veduta”, ha spiegato Cuneo, che ha sottolineato l'importanza di un'azione coordinata con le altre forze dell'ordine.

Tra i motivi del successo del 2010 dei controlli sui grandi evasori che trasferivano denaro all'estero, il comandante ha ricordato l'importanza delle liste Falciani e Pessina, i celebri elenchi di nomi di correntisti di banche svizzere , che hanno permesdei “furbi” che esportavano di nascosto denaro all'estero.Secondo il comandante Cuneo, queste liste hanno permesso l'individuazione di 13 casi di grandi evasori, di cui 10 singole persone e 3 ditte, che per sfuggire al fisco esportavano all'estero anche cifre imponenti. Tra questi, particolarmente emblematico il caso di un imprenditore, titolare di un'azienda di pubblicità umbra, che aveva un “conto segreto” in Svizzera con la bellezza di 4 milioni di euro evasi al fisco. Secondo Cuneo, i controlli sulla base di queste liste “non sono ancora stati ultimati”, e potrebbero portare a nuovi casi nel 2011.

Il comandante ha poi sottolineato come la lotta all'evasione nel 2010 sia passata anche per un maggiore impegno nel contrastare a contraffazione di merce, un fenomeno in grado di “turbare il normale equilibrio del mercato” e che non riguarda tanto il piccolo venditore ambulante di merce contraffatta, quanto un vero e proprio mercato sommerso, le cui redini sono saldamente nelle mani della criminalità organizzata internazionale.

L'incontro ha poi affrontato il rischio attuale, proveniente principalemente da comunità straniere, rappresentato dalle imprese comprate o avviate con grandi quantitativi di denaro liquido. Questo genere di attività è infatti estremamente esposto a fenomeni di evasione, dal rischio riciclaggio per i contanti utilizzati, al modello di imprese con partite iva “apri e chiudi”, ovvero utilizzate per fare incassi e chiuse prima di corrispondere i dovuti oneri fiscali, al problema del lavoro nero. Secondo Cuneo, però, nonostante su questo fronte sia massima l'attenzione della Finanza, il fenomeno resta “marginale” in Umbria, con alcune aree del tutto “libere” e altre con una presenza minore rispetto al resto del territorio nazionale.

Infine Cuneo ha sottolineato l'incremento anche delle azioni contro la droga e il lavoro sommerso, quest'ultimo che ha visto raddoppiare il numero di casi rilevati rispetto al 2009, grazie soprattutto a una maxi operazione dello scorso anno a Terni, che ha scoperto ben 850 operatori irregolari che lavoravano presso uno stesso call center.