Stangata Tari, oltre 100 cittadini ricorrono al Tar | Ma il ricorso è tardivo e irricevibile

Stangata Tari, oltre 100 cittadini ricorrono al Tar | Ma il ricorso è tardivo e irricevibile

La scorsa primavera la sollevazione popolare dei cittadini di Montecastrilli contro la decisione del Comune di far pagare i costi amministrativi sulla Tari ai cittadini, ora la sentenza del Tar | Cittadini costretti anche a pagare le spese legali

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Oltre 100 cittadini ricorrono al Tar contro la stangata Tari decisa nei mesi scorsi dal Comune. Ma i giudici non possono discutere nel merito se il ricorso è giusto o meno perché è stato presentato troppo tardi. Il caso era esploso a Montecastrilli nella scorsa primavera, quando ai contribuenti erano arrivate le bollette sulla tassa dei rifiuti, con aumenti in media del 30%.

Ne era nata una vera e propria sollevazione popolare, culminata con la nascita di un comitato cittadino spontaneo, ed un sit in di protesta fuori dal palazzo comunale.


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Visto il tema caldo, il sindaco Fabio Angelucci a fine maggio aveva convocato un’assemblea pubblica a cui avevano partecipato centinaia di persone. Chi aveva sperato in un passo indietro dell’amministrazione comunale, però, era rimasto deluso. Così contro gli aumenti Tari era stato deciso di ricorrere al Tar dell’Umbria.

E’ quanto effettivamente è stato fatto, con il ricorso depositato il 22 giugno scorso e su cui i giudici si sono pronunciati con una sentenza che è stata depositata ieri. Più di 100 i cittadini di Montecastrilli che hanno firmato l’atto e che sono stati rappresentati davanti al tribunale amministrativo regionale dall’avvocato Maria Di Paolo. Nel mirino c’era in particolar modo la deliberazione del Comune di Montecastrilli n. 9 del 26.3.2018, di approvazione del piano economico finanziario (Pef) per l’applicazione della Tari anno 2018, “nella parte in cui ricomprende nella voce ‘integrazione costi di competenza del Comune di Montecastrilli’ la somma di euro 140.000,00 denominata CARC, o Costi amministrativi di accertamento e riscossione, ponendoli a carico dei cittadini, a quanto si comprende aggiungendoli a quelli di cui al PEF, pur non facendo parte di questo”. 

A far lievitare le bollette Tari, infatti, era stata proprio la decisione del Comune di far pagare ai contribuenti, rispetto al passato, anche le spese amministrative. Ma il ricorso è stato presentato oltre i 60 giorni dalla pubblicazione degli atti all’Albo pretorio comunale ed è stato quindi dichiarato irricevibile dal Tar, come chiesto dall’amministrazione comunale, costituitasi attraverso l’avvocato Umberto Segarelli. I giudici hanno anche condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio (2.200 euro) oltre agli oneri ed accessori come per legge. Per i cittadini, quindi, una doppia batosta.

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