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STAGIONE DI SAGRE: DURO ATTACCO DELLA CONFCOMMERCIO DI TERNI

“Le sagre non volorizzano tradizioni e prodotti locali”. Inizia così la nota inviata agli organi di stampa dalla Confcommercio di Terni e che ripropone in tutta la sua “durezza” la polemica mai sopita tra gli organizzatori di Sagre e la massima organizzazione sindacale del Commercio che reclama tutela per gli iscritti e sopratutto per la categoria dei Ristoratori.

Ecco il testo:

“Nel pieno della stagione delle sagre la Confcommercio locale torna ad esprimere le proprie forti perplessità rispetto a manifestazioni che troppo spesso servono solo a finanziare soggetti privati, non svolgendo affatto una funzione di valorizzazione delle tradizioni e dei prodotti locali oltretutto con molti dubbi sul rispetto dei regolamenti igienico-sanitari, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sui rapporti di lavoro con il personale utilizzato. Mentre le attività di ristorazione regolarmente autorizzate e che assicurano il servizio tutto l'anno sono soggette ai giusti controlli di, ASL, NAS, INPS, INAIL, Direzione Lavoro, Vigili Urbani, Imposte Dirette e Finanza, che tuttavia in qualche caso addirittura si sovrappongono, le sagre “mordono e fuggono” nei due o tre mesi in cui si può fare business, spesso inventandosi improbabili celebrazioni di prodotti che nulla hanno a che vedere e ben poco caratterizzano il nostro territorio. Ogni ristoratore onesto ha il diritto di chiedere che la stessa solerzia con cui egli viene costantemente controllato da almeno una decina di diversi Organi di vigilanza sia applicata anche nelle verifiche alle tante sagre e gli stessi consumatori hanno altrettanto diritto a sapere come viene conservato, preparato e somministrato ciò che gli viene servito anche nell'ambito di questi eventi. Infine Confcommercio non può non tornare a sottolineare -a maggior ragione in questi tempi di crisi- come sia particolarmente disdicevole e quindi da combattere, una eventuale concorrenza sleale che si avvalga di lavoro nero anche minorile, di assenza di misure di prevenzione per la sicurezza di consumatori ed addetti e che non si avvale -perché costosi- di strumenti e procedure igienico sanitarie idonee a garantire la salubrità dei prodotti”.