Nella giornata di domani 27 gennaio è prevista l’udienza (le sentenza è prevista tra febbraio e marzo) per la nota vicenda dello stadio-clinica, approdata al Tar dopo l’impugnazione da parte della Regione Umbria della Determina del Comune di Terni del 23 luglio 2025 con la quale si dava via libera alla realizzazione della struttura sanitaria privata legata alla ristrutturazione dello stadio Liberati. La partita è un nodo cruciale, perché si gioca su tre fronti: quello politico, con lo scontro Comune-Regione; quello sanitario, per l’intreccio degli interessi privati, possibili conflitti di interesse e costruzione di un nuovo ospedale pubblico per Terni; quello sportivo, perché la famiglia Rizzo, proprietaria della Ternana Calcio, ha legato i suoi impegni alla possibilità di realizzare la clinica privata promessa da Bandecchi. Ricordiamo che la Ternana Calcio, tramite l’avvocato Manlio Morcella, ha già formalizzato un ricorso incidentale, depositato il 28 novembre 2025.
Lo scontro Bandecchi-Proietti passerà attraverso una corte di avvocati ingente: la Regione Umbria sarà rappresentata dagli avvocati Anna Rita Gobbo e Luca Benci, il Comune dagli avvocati Paolo Gennari e Francesco Silvi, Carmine Andrea Silvestri per Stadium Spa e Giovanni Ranalli per Ternana Women srl e Ternana Calcio srl. Come noto l’avvocatura regionale ritiene illegittima la determina del 23 luglio del Comune di Terni, con la quale, tramite il Rup Piero Giorgini, al punto 6, si stabilisce che il combinato Regione (l’atto del 4 novembre 2022 che riguarda la confere4nza decisoria) e Comune (la stessa determina dell’Ente del 23 luglio) costituiscano “titolo abilitativo efficace per la realizzazione della struttura sanitaria”. Questo sarà uno dei codici da decifrare da parte dei giudici del Tribunale Amministrativo, che dovranno valutare le istanze formalizzate dalla schiera di avvocati pronti a darsi battaglia.
Secondo quanto aveva già spiegato l’avvocatura della Regione, le motivazioni che hanno spinto ad impugnare la Determina del 23 luglio 2025 del Comune di Terni, sono sostanzialmente due. Rivediamole: “La Determina Dirigenziale del Comune di Terni impugnata relativa al progetto Stadio Clinica – spiega la Regione – contiene informazioni, motivazioni e conclusioni contrarie a norma di legge e non veritiera in quanto:
1. La Conferenza dei Servizi, conclusa dalla precedente Giunta, è terminata con il rifiuto giuridico assoluto alla costruzione della clinica e alla assurda e impossibile, a norma di legge, assegnazione a tale inesistente struttura i 80 posti accreditati;
2. Identica materia/progetto era stata già esaminata, rigettata e respinta dal TAR dell’Umbria con sentenza dell’anno 2025 su progetto dell’Università Unicusano – Ternana Calcio, con condanna di quest’ultimo alle spese legali a favore della Regione Umbria.
L’erogazione delle prestazioni sanitarie, nei contenuti e nell’erogazione effettiva, verrà pienamente garantita per la provincia di Terni e per tutti gli umbri nella programmazione regionale e nel nuovo piano socio sanitario e certamente non con azioni, come quella avviata dal Comune di Terni, palesemente contrarie alle norme di legge”.
Alla vigilia dell’udienza al Tar, il clima politico è diventato rovente anche per quanto dichiarato dai parlamentari umbri del Pd, Walter Verini e Anna Ascani, che hanno annunciato due nuove interrogazioni nei due rami del Parlamento su come il sindaco Bandecchi stia amministrando la città. Ovviamente viene citato il ‘caso’ stadio clinica, rispetto al quale i dem affermano che il “Sindaco che, nella sua qualità di imprenditore, è tutt’ora proprietario della società sportiva Ternana Women, avente il diritto di proprietà del terreno su cui dovrebbe sorgere la clinica privata che è obiettivo imprenditoriale del sindaco medesimo. Nel marzo 2025 la Ternana Women ha sottoscritto un contratto preliminare con la società Ternana Calcio per il diritto di superficie e il permesso a costruire la clinica (per un valore di 14 milioni di euro), con effetti subordinati alla firma della convenzione con il Comune. Nel luglio 2025, prima della firma della convenzione, la Ternana Women ha anticipato – come noto e come dichiarato dai diretti interessati più volte e anche a mezzo stampa – circa 2 milioni di euro alla Ternana Calcio, consentendone l’iscrizione al campionato, pur in assenza di un contratto esecutivo. Tutti questi elementi manifestano la sussistenza di un potenziale conflitto di interessi ai sensi dell’art. 78 TUEL e dell’art. 6-bis L. 241/90, come chiarito anche dalla giurisprudenza amministrativa. A conferma di ciò il Sindaco ha rivendicato il ruolo della Ternana Women, sia nella realizzazione della clinica, interesse del sindaco quale imprenditore, sia del nuovo stadio, confermando la sovrapposizione, conflittuale, tra il suo duplice ruolo di imprenditore e di pubblico amministratore. Egli stesso ha dichiarato pubblicamente di aver svolto contemporaneamente il ruolo di decisore pubblico e di imprenditore direttamente interessato all’operazione”.
Bandecchi non si è fatto certo pregare per la replica: “Farò chiedere anche io in Parlamento quali siano gli interessi che si celano dietro questi attacchi personali. I miei interessi sono chiari e il mio tenore di vita è sotto gli occhi di tutti. Per altri, invece, servirebbero verifiche puntuali e approfondite che partano da lontano. Ascani e Verini presentino interrogazioni sui potenziali conflitti di interesse che ruotano oggi attorno alla Regione, sui rapporti tra aziende, finanziamenti regionali e iniziative imprenditoriali familiari sostenute con fondi pubblici. Facciano finalmente chiarezza sull’intreccio di interessi che la sinistra gestisce da oltre cinquant’anni nella sanità umbra. Si è passati da una stima di 230 milioni a oltre 770 milioni di euro, senza uno straccio di progetto né un cronoprogramma. Così Terni rischia di aspettare non meno di quindici anni. Verini e Ascani dovrebbero chiedere al Governo perché anche i sospetti malati oncologici non trovano posto per gli esami e vengono di fatto costretti a rivolgersi ai pronto soccorso per accelerare le cure. Una situazione al limite che blocca i servizi di emergenza-urgenza di Terni e Perugia. Noi andremo a Perugia a far sentire le nostre ragioni. Non ci faremo intimidire da parlamentari che emergono solo per fare propaganda e difendere le proprie poltrone. I veri conflitti di interesse in Umbria sono altri: mobilità sanitaria passiva esplosa, tasse aumentate a livelli record, liste d’attesa al collasso. L’attacco del PD è solo il segno del nervosismo di una sinistra incapace di governare”.