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SS. BENEDETTO E FRANCESCO, NESSUN RIFERIMENTO NELLO STATUTO PROVINCIALE

(Car.Van.) – Come volevasi dimostrare! Tuttoggi.info lo aveva scritto in tempi non sospetti (clicca qui). E la dinamica con cui si sono svolti i fatti sembra proprio quella del film “Il Padrino”. Il primo che parla è colui che la fa grossa.

Dunque La Commissione statuto della Provincia di Perugia -come chiarisce la nota stampa provinciale- dopo due sedute, non ha trovato l'unanimità sulla modifica dello statuto provinciale per l'immissione di un richiamo al patrimonio spirituale della chiesa attraverso le figure più rappresentative nel mondo dei santi umbri: ovvero Francesco e Benedetto. La discussione si è resa possibile grazie ad una proposta del presidente della Giunta provinciale Marco Vinicio Guasticchi che per l'occasione si era spogliato dei panni di vertice dell'ente riprendendo quelli di consigliere provinciale eletto nell'assemblea. La maggioranza di centrosinistra – in maniera compatta – ha appoggiato l'idea di un chiaro riferimento religioso nello statuto provinciale che era assente. Il testo proposto e votato a maggioranza dalla commissione porta la firma del capogruppo del Pd Giampiero Rasimelli, Laura Zampa, Valter Carloia, Daniele Pinaglia, Luca Secondi, Maurizio Manini, Giacomo Leonelli e del Presidente Marco Vinicio Guasticchi. I capigruppo dei Socialisti (Bastioli), di Rifondazione Comunista (Baldelli) e dei Comunisti Italiani (Fugnanesi) e dell'Idv (Granocchia) hanno votato a favore il testo riconoscendo “l'impegno storico dei movimenti religiosi in Umbria che hanno anche loro ispirato valori fondanti come il dialogo, la pace e l'impegno per i bisognosi”. Apprezzata dalle forze laiche la decisione di “non inserire nomi dei santi” come non ci sono di alcuni padri fondatori laici come “lo stesso Capitini”. Questo il testo che verrà proposto dalla Commissione in consiglio provinciale: “La provincia è un luogo storico e di testimonianze democratiche, di ispirazioni religiose e laiche che hanno radici secolari. Nella nostra terrà hanno agito movimenti profondi e grandi personalità che ne hanno delineato il profilo di centro internazionale della spiritualità cristiana e di centro propulsore del pensiero e dell'azione rivolta alla solidarietà, all'emancipazione sociale, alla pace, ai diritti umani, al dialogo interreligioso, al comune impegno civile di laici e religiosi. La Provincia riconosce il valore delle differenze culturali religiose tra gli individui e tra i popoli come elemento fondamentale per l'umanità”. Bocciati ma saranno presentati lo stesso in consiglio provinciale le proposte dell'opposizione: il Pdl (Sorcini, Biagiotti, Panfili e De Bonis) ha proposto di inserire nel testo “dei movimenti francescani e benedettini”. L'Udc del capogruppo Ronconi: i movimenti religiosi di Francesco e Benedetto. Passata invece la proposta laica di inserire nei valori dello statuto – il merito e l'impegno – del capogruppo di Futuro e Libertà Valerio Bazzoffia.

“L'atteggiamento della maggioranza – hanno spiegato Sorcini e Biagiotti – è totalmente inspiegabile: esaltano a parole l'impegno dei movimenti francescani e benedettini però poi non hanno il coraggio politico di scriverlo sullo statuto. Persino chi nel Pd si ispira all'area cattolica”. Ronconi: “Il dato politico è che la maggioranza è andata contro lo stesso volere del proprio presidente che si era speso con le autorità religiose in vista della visita del Papa ad Assisi di inserire i nomi di Benedetto e Francesco”. Il capogruppo del Pd Giampiero Rasimelli: “Non si è consumato nessuno strappo con quanto proposto dal Presidente Guasticchi che ha visionato e firmato la proposta del Pd. Non è detto che maggioranza e opposizione debbano trovare una quadra su tutto. Soprattutto in fatto di valori. La modifica rende giustizia all'impegno religioso nelle nostre terre”.

Insomma, semplificando, dato che si litigava se era più importante inserire nel nuovo testo statutario il riferimento ai santi Francesco e Benedetto piuttosto che a Capitini o all'acqua pubblica (come aveva proposto per la regione Stefano Vinti di Rifondazione) e viceversa, eccoti la soluzione che, con sprezzo del ridicolo, sembrerebbe fare giustizia della proposta provocatoria di Mons Paglia. La Regione ha radici laiche e religiose!

Qualcosa di molto simile ad un vecchio adagio spoletino, “Non è ne cucco ne noce”.

Senza contare la figura barbina di aver tirato in ballo i due santi per una battaglia tutta politichese che non fa che acuire le distanze della società civile da una verbosita senza costrutto. Basta andare a rileggere (leggi in fondo all'articolo) cosa avevano detto tutti gli attori -si badi bene senza distinzioni di schieramento- al momento in cui “l'esca” era stata lanciata.

Per questo genere di cose nemmeno un esorcismo del Milingo dei tempi migliori, sarebbe stato in grado di riportare tutti sulla retta via.

Mai detto fu più azzeccato di “Scherza con i Fanti, ma lascia stare i Santi…”. Solo che qui si tratta con tutta evidenza di un plotone di fanti alla “Esercito di Franceschiello”.

Le puntate precedenti:

SANTI E STATUTI, RONCONI (UDC) ACCELERA PER IL PROVINCIALE. DISTINGUO DI BUCONI (PSI) IN REGIONE

DAL PD DI ASSISI UNA MOZIONE PER INSERIRE I SANTI FRANCESCO E BENEDETTO NELLO STATUTO COMUNALE

SANTI NELLO STATUTO, ON. GIRLANDA (PDL): “NO A STRUMENTALIZZAZIONE, PD E' SPACCATO”

MODIFICHE STATUTO REGIONALE, VINTI (PRC) “INSERIAMO IL PRINCIPIO CHE L'ACQUA E' PUBBLICA”

PAPA AD ASSISI, REGIONE UMBRIA IN FIBRILLAZIONE DOPO PROPOSTA DI MONSIGNOR PAGLIA