Spoleto, riapertura al culto della chiesa di S. Filippo Neri

Spoleto, riapertura al culto della chiesa di S. Filippo Neri

Mercoledì 21 maggio presentazione dei lavori/Il 26 maggio solenne riapertura al culto

share

Come già annunciato, lunedì 26 maggio alle ore 18.00, con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, riaprirà al culto la chiesa di S. Filippo Neri a Spoleto. Prima, però, ci sarà un altro appuntamento importante, sempre all’interno della chiesa: mercoledì 21 maggio alle ore 18.00 la popolazione è invitata alla presentazione ufficiale dei lavori di restauro. Tra gli altri, ci saranno: l’arcivescovo Boccardo, il presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, il soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria Fabio De Chirico, i tecnici e coloro che hanno eseguito i lavori di consolidamento e restauro dell’edificio di culto.

E la data scelta non è casuale: il 26 maggio, infatti, è il giorno in cui la Chiesa universale fa memoria di S. Filippo Neri. Dopo diciassette anni una delle più belle chiese della città torna nuovamente ad accogliere i fedeli, ma soprattutto la molteplice presenza del Signore: nella Chiesa radunata in suo nome, nella sua Parola, nella preghiera di lode, nel sacerdozio ministeriale, nei Sacramenti e nel Sacrificio che si prolunga nella presenza reale per il conforto degli infermi e per l’incontro adorante, comunitario e personale con il Signore.
Breve storia della chiesa. La chiesa di S. Filippo Neri fu edificata su disegno dello spoletino Loreto Scelli, del quale è la sola opera di architettura superstite. Subito dopo la canonizzazione di S. Filippo (1622) si costituisce in città una confraternita che lo elegge a protettore e risiede presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Qualche anno dopo, il vescovo Castrucci concede ai devoti del Santo la chiesa di S. Sabinuccio presso la quale si allestisce un oratorio, ove si venera una sua immagine donata dal cantante Loreto Vittori. Ma ben presto la venerazione cresce a tal punto che si decide di acquistare, col contributo di Ugo Alberici, precettore spoletino residente a Roma, una vasta area attorno alla casa Gori per erigervi un grande tempio dedicato al Santo. Nel 1640 se ne poneva la prima pietra; nel 1653 la navata era compiuta e nel 1666 era ornata di stucchi; in quello stesso anno si abbattevano case e muri di orti per formare una piazza davanti alla chiesa; nel 1671, grazie ad un lascito del Vittori, s’incominciava ad innalzare la cupola e l’anno successivo si dava mano al convento dei Filippini, soppresso circa il 1860 e in seguito trasformato prima in Liceo Regio (1863) e poi in Tribunale (1871). La notevole facciata in travertino è ispirata, nonostante la data già avanzata, a chiese romane del primo Seicento piuttosto che a quelle pienamente barocche. Anche l’interno ripete lo schema romano delle chiese a tre navi con cappelle e transetto coperto da cupola; gli altari, di buoni marmi, furono eseguiti nei sec. XVII e XVIII. L’iscrizione sopra la porta ricorda la fondazione della chiesa e la consacrazione celebrata nel 1724 (Vescovo del tempo era Carlo Giacinto Lascaris). Dal 1988 al 1997 la chiesa ha custodito le spoglie mortali del beato Pietro Bonilli, che ora riposano nella chiesa di Cannaiola di Trevi, paese dove è stato parroco per oltre trentacinque anni e dove ha fondato le Suore della Sacra Famiglia di Spoleto.

share

Commenti

Stampa