Provocazione, genialità o semplicemente “figli di buona mamma”? E’ qualche giorno che gli automobilisti di passaggio per Via Monterone, a Spoleto, qualche metro prima del passaggio della grande porta ad arco del III-II Sec. A.C., si fanno la domanda ferale non prima di aver imprecato contro tutti i santi del calendario e qualcuno anche dopo aver inchiodato l’auto con relativa sgommata, preso da infernale dubbio sulla velocità tenuta.
Fa bella posta di sè infatti, proprio dentro la deliziosa chiesetta della Madonna del Pozzo, una brillante colonnina per autovelox in acciaio con tanto di nastri catarifrangenti e logo di una non meglio specificata polizia con le orecchie a punta. Se vi si passa davanti ovviamente non c’è tempo per indagare di cosa realmente si tratti e ci si preoccupa subito invece di frenare o di cominciare a farsi mille domande sul comportamento tenuto se corretto o meno.
La colonnina “infame” dunque assolve egregiamente al suo compito di dissuasione e di totem della coscienza collettiva del grande rito tribale della conduzione di autoveicoli. Non sono state poche le persone che hanno avuto una mezza sincope e che ci hanno anche telefonato per denunciare “l’inaudita” svolta comunale per fare cassa, “Senza rispetto, anche dentro le chiese”.
In verità, vi raccontiamo che siamo dovuti andare di persona sul posto a verificare perchè il dubbio che fosse stata fatta qualche “frescaccia” ci era venuto. Il punto in cui si trova la Madonna del Pozzo, per dirla tutta, non è poi questo gran rettilineo su cui mettere alla prova i cavalli motore delle vetturette cittadine. Il rischio minimo che si può correre in quel punto sarebbe di schiantarsi contro le auto parcheggiate a sinistra e destra o di frantumarsi contro l’arco. Nel caso in cui la precisione massima consenta di infilare l’arco, il rischio successivo è quello di schiantarsi contro la fontana di San Carlo. Insomma il dubbio che si trattasse di altro c’era.
E così abbiamo scoperto che il grande colpevole è il responsabile delle installazioni artistiche che da anni sono messe in opera in quel sito sotto il titolo del progetto Opus&Light, Franco “Franchino” Troiani. Troiani anima dello Studio A’87, non è nuovo alla provocazione e da sempre dimostra una grande attenzione verso i nuovi e giovani artisti che nel piccolo scrigno spoletino della Madonna del Pozzo possono avere uno spazio per presentare le loro opere.
Non resta che conoscere l’autore della famigerata colonnina “infame”. Ma sopratutto di quale origine e città è la Polizia Municipale con le orecchie a punta.
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Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)