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SPOLETO HA RICORDATO IL M° MENOTTI. ASSESSORE FLAMINI “A LUI IL TEATRO NUOVO”. BRUNINI SALUTA FRANCIS. (Foto)

Gian Carlo Menotti, ora, può davvero riposare in pace. Perchè Spoleto, la sua Spoleto, gli ha finalmente riconosciuto quanto si deve a colui che ha contribuito, in modo straordinario, a renderla famosa in tutto il mondo. Si dirà che un po’ tardi, ma forse è valsa la pena aspettare. Attendere che il tempo attenuasse certi dissapori. Che il ‘vuoto’ lasciato dal celebre compositore andasse a riempire ogni spazio della città. Gli spoletini, ad onor del vero, anche oggi hanno dimostrato di portarlo nel loro cuore. Le istituzioni invece hanno dovuto prender atto che di Gian Carlo Menotti non si può far a meno. Anche ora che non c’è più. Anzi, proprio ora che non c’è più. Ne sa qualcosa l’assessore Giorgio Flamini che più di ogni altro, fra gli amministratori, ha saputo interpretare il ‘sentir comune’. E battersi affinchè la richiesta degli spoletini venisse accolta. Era visibilmente emozionato quando ha dato l’annuncio che il Teatro Nuovo sarà intitolato al Duca di Spoleto. Quasi fosse un anuncio liberatorio: “Questo è il Teatro del Maestro” ha detto rivolto al pubblico che riempiva il Teatro “ci piacerebbe sapere da Voi se preferite intitolarlo ‘Teatro Nuovo – Gian Carlo Menotti’ o ‘Teatro Gian Carlo Menotti’”. All’apparenza può sembrare una piccola differenza, ma va considerato che la struttura è ormai nota in tutto il mondo (e grazie proprio a Menotti) come “Teatro Nuovo”. La parola è quindi passata al sindaco Brunini che si è rivolto a Francis ricordando che la città nutre ancora sentimenti di stima nei suoi confronti. Poche parole che bastano però a far capire che da oggi si apre una nuova pagina. E’ ancora troppo presto per dire se si potrà arrivare ad un dialogo più costruttivo con il figlio del compositore, ma qualcosa si è mosso.

Grande assente il presidente e direttore artistico Giorgio Ferrara: ha inviato una lettera che però nè Brunini, nè Flamini si sono sentiti di leggere. “Vi porto il saluto del Maestro Ferrara” ha detto velocemente Brunini poco prima di lasciare il palco.

Un piccolo sforzo per esser presente, Ferrara avrebbe potuto anche farlo, non fosse che per rispetto alla figura del suo predecessore, per onorare un compositore fra i più grandi del secolo scorso. Ma tant’è. Era comunque in buona compagnia. Perchè, ad eccezione del primo cittadino, non c’era nessuno dei membri del Comitato di gestione della nuova Fondazione. Nessuno comunque se n’è accorto più di tanto. In teatro c’era rappresentata l’intera città che ha più volte salutato il suo maestro con lunghi applausi. Come pure, quando lo ha ricordato Flamini, l’indimenticato sindaco Gianni Toscano che, 52 anni orsono, comprese la geniale idea di Gian Carlo Menotti.

“Sono felice ed emozionato per questa accoglienza – ha detto Francis al termine dello spettacolo – gli artisti sono stati tutti bravissimi. Il mio ringraziamento va a loro, a chi ha organizzato questo momento e a tutti gli spoletini, nessuno escluso. Grazie di cuore”.

Ieri sera – arrivato sabato, Francis è stato subito raggiunto dagli amici più cari. Si sono ritrovati al Pentagramma per parlare di tante cose, anche di qualche progetto futuro. Con lui c’era Mario Arcangeli e gli avvocati Salvatore Finocchi e Carmelo Parente.

La messa in Duomo – è stato l’arcivescovo Monsignor Fontana a celebrare la messa domenicale durante la quale ha ricordato la figura di Menotti. “L’ispirazione del M° Menotti ci ha regalato delle musiche meravigliose. Se un uomo non ha l’ispirazione può comporre solo suoni, non la musica” ha detto il Vescovo che al termine della celebrazione è andato ad abbracciare Francis. Un momento che non hanno voluto mancare gli amici di sempre della famiglia Menotti, come il senatore Learco Saporito e Bernardino Campello.

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