Maestro, dica qualcosa di… “Di sinistra?”, fa lui sorridendo. No, di Spoleto. “E’ bellissima, sarà il mio buen ritiro. Ho accettato questa sfida perché da un po’ ho deciso di non guardare più il mondo dalla finestra”. Il veloce scambio di battute con Vincenzo Cerami, il noto sceneggiatore che ha accettato, in caso di vittoria di Daniele Benedetti (Pd), di svolgere l’incarico di assessore alla cultura, termina qui. Anche perché molto aveva già avuto modo di dire durante la conferenza stampa tenutasi al Tric Trac.
Un discorso a braccio che, sin dalle prime battute, ha spazzato via i pensieri dei critici di un ‘incarico a mezzo servizio’. “Meglio fare l’assessore vero, che il Ministro ombra” scherza in apertura. “La decisione l’ho presa l’altro ieri dopo aver visto e rivisto la mia agenda di lavoro. E’ un impegno che porterò avanti con la massima serietà. Non mi interessano i soldi, a Dante e Daniele (Rossi e Benedetti, n.d.r.) ho chiesto di trovarmi un alloggio in centro. Mi basta anche una camera e un bagno dove vivrò tutta la settimana” dice lo sceneggiatore de La vita è bella di Benigni. “La nostra azione sarà improntata al rilancio dell’intero territorio, una operazione fatta non solo di eventi ma che valorizzi anche gli spazi, i palazzi di questa città dove recitare, creare, scambiarsi idee. Una operazione che deve, deve portarci a scoprire nuovi talenti. Abbiamo il dovere di valorizzare la cultura, rendendola una vera e propria risorsa per la comunità di Spoleto e dei territori intorno. In tutta Europa si investe sulla scuola, sull’arte…solo qui in Italia chiudiamo teatri e scuole. Sono dell’opinione che un ragazzo che vede una commedia di Shakespeare sicuramente non sarà, né diventerà un coatto!”. Spoleto dunque sarà il ‘salotto buono della cultura italiana. Deve tornare ad esserlo e faremo in modo di portare molti sponsor” continua Cerami. Una cultura non solo d’elite. “Si partirà dal basso per spaziare in ogni meandro della cultura. Anche l’enogastronomia è cultura, penso a Vini nel Mondo. Ma anche il ‘gioco’ lo è. La cultura non deve esser mai ‘pesante’, non deve mai essere noiosa, deve invece saper divertire ed emozionare”.
“Subito dopo l’esito del voto, se sarà favorevole al nostro candidato Benedetti, farò un punto di situazione con l’assessore Flamini che so quanto ha lavorato in questi anni. La settimana successiva invece sarà la volta “delle associazioni di categoria e culturali del comprensorio che dovranno essere le vere protagoniste della nostra sfida. Insieme alle scuole, ai laboratori di Spoleto ma non solo”. Di progetti preferisce non parlare. “E’ ancora troppo presto. Mi piacerebbe fare anche un evento legato all’enigmistica, una vera e propria arte che appassiona me come tanti miei amici. Penso a Umberto Eco, Paolo Conte, Roberto Benigni, Stefano Bartezzaghi”. Sulla possibilità di sfruttare le bellezze di Spoleto come set cinematografico, per il momento non dice molto: “a volte ciò che è bello per la vista e il cuore non è bello per le esigenze di una cinepresa. Però ci penseremo, qui vedrei bene l’ambientazione di un film… giallo. Sì un film giallo, vedremo se c’è una sceneggiatura da adattare a Spoleto”. E se lo dice lui, che di film ne ha scritti tanti e di idee nel cassetto ne ha da vendere, c’è da credergli. La conferenza stampa è terminata. Con Benedetti e Rossi vuol subito fare il giro del centro e dei teatri. Si comincia dal Caio Melisso. Flamini resta invece al Tric Trac dove è arrivato l’assistente di Vittorio Sgarbi per definire alcuni aspetti delle Mostre per il Festival. Arriva trafelata una ragazza, quasi certamente del piddì, che sta cercando di rintracciare lo sceneggiatore. Lo trova al Teatrino delle 6: “C’è un appartamento in centro storico, vicino a Corso Mazzini, forse può fare al suo caso”. Cerami non ci pensa due volte: “andiamo a vederlo subito”.
(Il video è di Massimo Menghini)
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