Categorie: Cronaca Spoleto

SPOLETO 5 STELLE, NASCE IL COMITATO “RIFIUTI ZERO-NO INCENERITORE”

(Fda)- E' nato ieri in una sala del comune di Spoleto insolitamente gremita di persone il comitato Rifiuti zero. Un'ottantina i presenti, divenuti soci fondatori del comitato che è stato presentato in un'assemblea pubblica sabato e che ha come fini la difesa del territorio, il contrasto alla nascita e al principio stesso degli inceneritori e la promozione del “principio delle tre R” da applicare alla gestione dei rifiuti: riduci, riusa, ricicla.

La partecipazione all'incontro è stata sopra le aspettative dei promotori, che hanno spostato l'assemblea dalla sala dello Spagna a quella attigua più capiente, e ha visto riunirsi sotto un comune obbiettivo persone di ogni età, provenienza ed estrazione politica. Dal laureato al pensionato, molti provenienti dalle zone particolarmente a rischio di Spoleto, ovvero San Martino in Trignano e limitrofe, dove la prospettiva è di vivere tra i camini dell'impianto di incenerimento rifiuti della Cementir – se andrà in porto- e quelli dell'inceneritore di pollina di Novelli -che invece è già in costruzione. Notevole anche la presenza di rappresentanti di quasi ogni colore politico tra le file dei fondatori, essendo il movimento apartitico, con i membri di Spoleto a 5 stelle, movimento promotore dell'iniziativa, ma anche alcuni consiglieri comunali di opposizione, degli esponenti di area rifondazione, qualche attivista dei circoli Pd. Il Vicesindaco Stefano Lisci, confermando l'impegno preso al convegno di Villa Redenta si è presentato alla riunione ed ha sottoscritto la tessera di adesione.

“C'è molto da fare adesso, anche perchè le notizie che arrivano dalla regione non sono affatto buone, vista la nota negativa con cui è uscito (l'assessore all'Ambiente della regione Silvano) Rometti ieri” (leggi), ha detto Marco Capoccia, dopo essere stato eletto dai presenti presidente del comitato e del suo nuovo consiglio direttivo, un organo di 13 persone che terrà le redini dell'attività del comitato.

Il lavoro del nuovo movimento sarà impostato adesso dai 13 consiglieri, alcuni dei quali esperti della materia in qualità di ingegneri, chimici, ex militanti di altri comitati o avvocati, mentre una nuova riunione dell'assemblea “plenaria” potrebbe essere indetta già per la prossima settimana.

Le finalità del neonato comitato, estratte dal suo nuovo Statuto approvato ieri:

1. Valorizzare la salvaguardia della natura e del territorio, in particolare del comprensorio spoletino;

2. Divulgare la cultura del rispetto dell'ambiente con particolare riferimento alla limitazione della produzione dei rifiuti e di ogni residuo dell'attività umana, attraverso condotte di vita e di produzione che limitino al massimo la produzione di rifiuti e qualsiasi emissione, ed ove queste siano necessarie che vengano limitate alle quantità sostenibili dall'ecosistema, promuovendo una filiera impiantistica corta e sostenibile tesa al recupero e riutilizzo.

3. Divulgare informazione sulla nocività all'uomo ed all'intero ecosistema delle emissioni prodotte dagli impianti

finalizzati alla combustione di qualsiasi rifiuto o di materiali post consumo o scarti di lavorazione, nonché degli impianti di produzione energia a combustione, o a reazione, o nucleari;

4. Impedire la realizzazione di inceneritori, anche definiti termovalorizzatori, o comunque di impianti tesi alla combustione di rifiuti o di residui industriali nel territorio del Comune di Spoleto;

5. Promuovere al massimo il sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, già praticato attivamente in 1.500 comuni italiani ove si arriva anche al 90% di raccolta differenziata (ed ove le bollette per i cittadini diminuiscono, gli enti risparmiano, e si creano posti di lavoro con i centri di riciclo).

6. Promuovere l'adesione alla strategia internazionale Rifiuti Zero (in inglese Zero Waste) che si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantità di rifiuti da conferire in discarica allo zero. Il processo assomiglia al riutilizzo delle risorse fatto dalla natura, ed è basata sulle tre R: Riduci, Ricicla, Riusa.

7. Tutto ciò anche nel rispetto della nuova Direttiva Comunitaria 98/2008/CE in materia di rifiuti (recepita con D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205), in vigore in Italia dal giorno di Natale 2010. La Direttiva si propone di trasformare la Unione Europea in una “società del riciclo”, basata sulle tre “R”, Riduci, Ricicla, Riusa. Ed un elemento molto importante è quello della partecipazione dei cittadini nei piani di gestione e nei programmi di prevenzione dei rifiuti. L'art. 31 della Direttiva prevede per la Pubblica Amministrazione un obbligo di co-decisione con i cittadini, per queste materie.

(modificato h 16,06)