di Spoleto 5 Stelle
Il 18 agosto scorso il consigliere Grifoni interpellava l'amministrazione Comunale in merito al completamento della TRE VALLI lamentando che la non realizzazione di questa grande e impattante opera sarebbe causa della perdita di importanti opportunità economiche e di sviluppo per Spoleto.
Crediamo giusto, in risposta a quella lettera, avanzare un'altra argomentazione: crediamo che la priorità sia nello stabilire prima quale deve essere il futuro di questa città in rispetto alla sua identità più profonda. Conseguentemente, vorremmo fosse messa in pratica una politica che ne garantisca uno sviluppo coerente e lungimirante.
Questa classe dirigente non dimostra né lungimiranza né sensibilità nelle scelte della città.
Parliamo di eco sostenibilità, valorizzazione delle specificità storiche, artistiche, culturali e naturali del territorio, ci certifichiamo persino ISO 14001 e aspiriamo alla certificazione EMAS e poi cementifichiamo, realizziamo opere faraoniche costosissime e sovradimensionate rispetto le reali esigenze, costruiamo nuove zone industriali, inceneritori, sventriamo le colline con gallerie (compreso il nostro colle Sant'Elia) e manteniamo ingovernate, nell'indifferenza e nell'ignavia, realtà industriali pericolosissime e inquinanti all'interno o limitrofe alle aree urbane. Addirittura una di queste rappresenta, con le sue puzze inquinanti e i suoi pericoli di incidente rilevante, il biglietto da visita di Spoleto per tutti coloro che arrivano in treno.
Il primo problema è quindi stabilire non come arrivare a Spoleto, ma perché venire a Spoleto.
Spoleto per la sua posizione, le sue risorse e per le caratteristiche geomorfologiche del suo territorio non può avere un futuro industriale importante, anche perché ormai, territori a noi vicini e molto più idonei (Foligno e Bastia per esempio), hanno ormai 15/20 anni di vantaggio in questo processo.
Forse, ambiente, cultura, storia, tradizioni, qualità della vita potrebbero effettivamente essere le direttrici da seguire in maniera più coerente di quanto non si faccia ora.
Forse, realtà imprenditoriali del terziario potrebbero trovare qui una cornice adatta e condizioni favorevoli per rimanere o insediarsi e svilupparsi. Allora servono una migliore viabilità urbana, più servizi pubblici e autostrade…ma telematiche, non di asfalto.
Forse, si potrebbe realizzare le condizioni favorevoli e vantaggiose per lo sviluppo di eccellenze nella ricerca e nell'innovazione in settori strategici e/o di nicchia come ad esempio tecniche e tecnologie di protezione civile, per energie alternative o per la Green Economy in generale, studio e tutela delle opere d'arte, sviluppo delle arti come musica e/o teatro, studio e sviluppo di prodotti e peculiarità agroalimentari, ecc.
Forse, queste cose potrebbero essere realmente compatibili con le reali caratteristiche del nostro territorio e fornirci una visibilità nazionale e internazionale, incentivare un flusso di ospiti che non sia magari il turismo di massa “magni-bevi e fuggi”, ma che sia legato ad attività congressuali, di studio o al semplice piacere di soggiornare un una bellissima, tranquilla e virtuosa cittadina della provincia italiana.
A chi auspica la costruzione di altre gallerie, viadotti, distese di asfalto e addirittura aeroporti si potrebbe rispondere con una battuta: costruiamo anche un canale (tipo Suez) che ci colleghi al mare per poi costruire un porto al posto della “Buca di Poreta”.
Noi crediamo che sapere chi sei, quali sono i tuoi limiti e fare tesoro dei tuoi errori, siano i presupposti per poter aspirare allo sviluppo. Se in passato c'è stato qualcuno che ha sbagliato non è una giustificazione sufficiente per perseverare nell'errore…ricordate? “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”.