Spettro Anac (per il Festival) diventa “incubo” per appalto Palasport | L’istruttoria - Tuttoggi.info

Spettro Anac (per il Festival) diventa “incubo” per appalto Palasport | L’istruttoria

Carlo Ceraso

Spettro Anac (per il Festival) diventa “incubo” per appalto Palasport | L’istruttoria

Mar, 10/03/2026 - 08:00

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L’Anac fa il bis con Spoleto e, in attesa che l’Authority si esprima sull’esposto relativo alla gestione delle cariche nel board del Festival dei 2 Mondi – tra il ministro Giuli che attende da più di un anno le modifiche allo Statuto e il Sindaco-Presidente Sisti che, per vari motivi, ha accentrato su di sé incarichi probabilmente incompatibili come quello di direttore amministrativo e responsabile anticorruzione –, una nuova tegola, meglio, un tetto di tegole, si è abbattuto questa volta sul Palazzo Municipale per l’appalto dell’area dello stadio, interessata da qualche tempo nei lavori di demolizione del vecchio palasport per uno nuovo.

Un appalto che ha già registrato la reazione dell’opposizione (ma anche più di un timore tra i banchi della maggioranza) e l’indignazione dei cittadini per un’opera faraonica dal costo di 7,5 milioni di euro per una struttura che arriverà a contenere appena 399 posti e non di meno la riduzione del campo da calcio attiguo.

Una cifra monstre tra finanziamenti da Pnrr (5,5 milioni) e circa 2,0 milioni di euro di mutuo acceso dalla Giunta Sisti che, con il passare del tempo, ha chiesto agli uffici di modificare l’impianto con inevitabile innalzamento dei costi.

Un progetto ritenuto spropositato per costi-benefici (Foligno ha da poco appaltato una palestra da 500 posti per poco più di 3milioni di euro, solo per fare un esempio) tanto da averlo fatto ribattezzare, tra minoranza e i più sarcastici internauti dei social, il “PalaSisti”.

E si arriva al bancale di tegole pervenuto al comune, racchiuso a quanto pare in una sola comunicazione dell’ANAC, su cui la Giunta ha fin qui preferito non darne notizia, né ai cittadini, né agli organi interni.

L’alert però emerge dall’albo pretorio, pur tra ritardi di pubblicazione che ne accorciano la possibilità circa tempi di trasparenza e persino una sorta di “secretazione” dell’atto adottato dalla Giunta.

Dunque la Giunta Sisti, con delibera n. 37 del 12 febbraio, quindi un mese fa circa, ha affidato un “incarico stragiudiziale relativo all’avvio del provvedimento di Vigilanza presentato da ANAC per l’appalto integrato di progettazione definitiva ed esecutiva e l’esecuzione dei lavori relativi all’intervento di rigerenerazione urbana da Palazzo Collicola all’area dello stato nel centro storico di Spoleto. Conferimento allo Studio legale Cancrini e Partners”.

La delibera viene pubblicata solo 13 giorni dopo, il 25 febbraio, e rimarrà quindi all’albo fino a giovedì.

Ora se appare chiaro che l’istruttoria dell’Autorità nazionale anticorruzione sia legata all’appalto per l’area dello stadio (i fondi per Palazzo Collicola sono stati assegnati dal Commissario straordinario solo questa settimana), quello che non è dato sapere è quali e quanti rilievi siano finiti nel mirino dell’Authority.

Non sfugge infatti, come dimostra lo screenshot qui a fianco, che la Delibera “non è disponibile per la consultazione on line”.

Ma devono, dovrebbero, essere ipotesi di contestazione “pesanti”, se Sisti & Co. hanno bypassato letteralmente l’ufficio legale interno e persino i professionisti legali umbri cui sono soliti ricorrere, se ha deciso di rivolgersi al famoso studio del professor Arturo Cancrini, tra i massimi esperti nazionali, tra le altre materie, in  contrattualistica pubblica, assistenza nei procedimenti di competenza Anac, diritto urbanistico e responsabilità erariale.

Bisognerà attendere quindi la fine del procedimento – solitamente i tempi sono di quattro mesi – per capire se il Comune ha agito nel rispetto del codice degli appalti o meno. Nel primo caso non ci saranno problemi di sorta, se non quelli di tipo etico per una scelta alquanto discutibile. A partire da un palazzetto realizzato per il massimo indice sismico (4) che secondo le intenzioni del primo cittadino verrebbe messo a disposizione, in caso di calamità, degli stessi uffici comunali (che già possono contare sul Coc) anziché della popolazione.

Ma è la seconda ipotesi, se i rilievi sull’appalto finito nel mirino dell’Anac trovassero fondamento, che aprirebbe un baratro per la probabile perdita dei 5,5 milioni di finanziamenti da Pnrr che, ad andar bene, finirebbero sulle spalle del contribuente, spoletino ovviamente.

© Riproduzione riservata

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