di Logan Bentley Lessona (*)
Chrleston (Carolina del Sud) – Una domenica uggiosa a Charleston, dopo due settimane di sole e caldo (con più di 20° di temperatura) che hanno reso il mese di marzo talmente mite da far trionfare in ogni giardino azalee di ogni tonalità. L'appuntamento con la delegazione guidata dal sindaco Massimo Brunini è nel “parlour” vittoriano del Mills House Hotel, che da piu' di 150 anni ha ospitato (e ospita) personaggi famosi come il Presidente Theodore Rossevelt e l'eroe dei Confederati, il generale Robert E. Lee.
Trovo la delegazione intenta a sfogliare il giornale locale, “The Post and Courier”, cercando così di 'superare' al meglio le difficoltà legate al fuso orario. Arriva anche il sindaco di Spoleto e cominciamo così a parlare degli impegni, della speranza di ricucire lo 'strappo' registrato fra le città di Spoleto e Charleston dopo l'abbandono del Maestro Menotti.
E' risaputo, ma vale sempre ricordare che l'attuale sindaco di Charleston, Joseph Riley, e' lo stesso che accolse il Maestro Gian Carlo Menotti piu' di 30 anni fa, quando il 'Duca' propose di concretizzare qui l'idea di un festival dei Due Mondi, un Festival che unisse idealmente il Nuovo e il vecchio Continente.
“Ho visitato Charleston per la prima volta nel 2003 – dice Massimo Brunini – rispondendo all'invito del sindaco Riley di presenziare al festival. Abbiamo cercato così di avviare un rapporto, confermando così la volonta' del comune di Spoleto di sviluppare una nuova intesa fra le nostre città. Noi non abbiamo mai avuto obiezioni sull'uso del nome “Spoleto”, anzi penso che questo sia un bene. Un po' come quando metti ad un figlio il nome di un nonno, di un amico, è una grande soddisfazione e un gesto che è destinato a segnare il futuro. Ma è anche un segno di profonda amicizia, al quale e si deve rispondere con amicizia. Ricucire lo strappo e' importante per tutte e due citta, nel 2007 sono tornato a Charleston per l'inaugurazione del Campidoglio che era stato appena restaurato, è stata la grande occasione per ristabilire questo rapporto con Charleston. Purtroppo Francis Menotti non ha mai voluto essere coinvolto con questa città, ma io devo ringraziare la citta' di Charleston perche tutti noi abbiamo sentito un grade affetto e una grande amicizia. Abbiamo visto le persone emozionarsi nel vederci per strada, e non parlo delle autorità, ma degli stessi abitanti. Ci salutano per strada, ci invitano nelle loro case, insomma tutta questa città è coesa nel ricercare quella comunione di intenti che si era persa negli ultimi anni. Ed è un onore ritrovare lo stesso sindaco che 30 anni fa iniziò questa straordinaria esperienza con il M° Giancarlo Menotti”.
“Nelle ultime settimane è avvenuto il cambio alla direzione del Festival con la nomina del M° Ferrara fatta dallo stesso Ministro per i Beni Culturali che ha indicato, fra gli obiettivi, proprio quello di riallacciare i rapporti con Charleston. E' importante perche' questi sono i “due mondi” – continua il primo cittadino umbro -, non puo' rimanere solo un “mondo” perchè verrebbe meno all'idea dello scambio di cultura, di arte fra i popoli. Per molto tempo la piazza di Spoleto e' stata la piazza dell'incontro fra i Due mondi. Nigel Redden (il d.g. dello spoleto festival USa, n.d.r.) è “figlio” di questo progetto, di questo incontro, come tanti altri giovani artisti che sono passati per Spoleto. Da noi sono passati artisti di tutto il mondo, Zulù dell'Africa, adanzatori cinesi, sudamericani, etc., Spoleto era veramente la piazza per eccellenza dello scambio culturale a livello mondiale”.
Poi Massimo Brunini affronta la problematica relativa al ricordo della figura del Maestro Giancarlo Menotti: “la cosa piu' importante per rendere omaggio al Maestro Menotti e' ricomporre tutto il mosaico che lui aveva creato, solo ricomponendo i vari pezzi di questo mosaico multidisciplinare potremo onorare il suo pensiero. Nel mondo si parla di “Spoleto-like festival” e noi ci proponiamo di tornare ad essere la piazza del mondo, dove i popoli si incontrano, dove culture diverse dialogano, utilizzando la 'cultura' come veicolo di tolleranza e pace fra i popoli”.
Brunini riconosce però che i tempi sono cambiati e che i fasti e l'atmosfera degli anni cinquanta e sessanta non potranno ritornare: “quello è un mondo che non tornerà, ma esisteva veramente un'atmosfera piena di entusiasmo e di scambio di idee che era molto stimolante per tutti. Il Festival del 2008, che sara' presentato alla stampa il 18 aprile al Teatro Valle di Roma, intende ritrovare quell'entusiasmo. Quella vitalità che Gian Carlo Menotti aveva dapprima realizzato per poi disfarsene. Tocca a noi oggi ricomporre e ricostruire quel grande mosaico cui accennavo prima. Ed è importante che insieme ad un lavoro artistico, dobbiamo operare anche sul piano delle relazioni, della 'diplomazia'. Non è un caso che ho tenuto sempre informato l'ambasciatore americano Spogli che ho anche incontrato insieme al Maestro Ferrara”.
E' ora di mangiare e la delegazione raggiunge il ristorante Barbados Room dove si puo' scegliere fra un generoso buffet che offre tante specialita' locali (inclusi i muffin caldi al granturco), gamberi in tutte le salse, tante insalate comprese quelle di patate e cavolo (“cole slaw”). Fra le bibite non manca il “Sweet Tea” al sapore di pesca.
Dalla tavola mancava però una specialità, lo “She crab soup” e così, spogliati i panni dell'inviata di Tuttoggi.info e vestiti quelli della buongustaia americana, ho chiesto allo chef di farlo assaggiare ai commensali umbri.
Al termine della colazione i cuochi spoletini si sono fermati per una foto ricordo con Brunini; poi di corsa a preparare la cena di gala di lunedì sera. Le foto le scattiamo al Parco Washington dove, di mattina presto, è andato a fare jogging il dottor Stefano Cimichi, amministratore dell'APT Umbria, già sindaco di Orvieto e noto imprenditore nel settore agroalimentare. E' la sua prima volta a Charleston ma conosce bene la Carolina del Sud perche dieci anni fa Orvieto siglò il gemelaggio con la citta' di Aiken. “Durante la mia corsa mattutina ho avuto modo di apprezzare la vivacità di questa città – dice Cimicchi – ne sono rimasto davvero impressionato”
“Lo scopo della nostra visita – dice Massimo Clementii – e' poter sviluppare il turismo. Già dal nostro viaggio del maggio scorso avevamo compreso come il marchio 'Spoleto' sia molto radicato sul mercato americano. Cerchiamo ri partire da Charleston per portare il nome della nostra città in tutti gli States”.
La parola passa a Filippo Tomassoni, titolare dell'Hotel Clitunno e Presidente del Consorzio Conspoleto, che si è impegnato molto per la riuscita di questo viaggio: “l'obiettivo principale e' di promuovere la nostra regione e la nostra citta'. Gli Usa rappresentano il primo Paese per arrivi e presenze in Umbria. Venendo qui lo scorso anno ho registrato molto interesse nei confronti della nostra città ed ho avuto modo di sentire quanto l'idea di Maestro Menotti di creare un festival a Charleston abbia incredibilmente aumentato la popolarita' del nostro territorio in quest'area degli Stati Uniti. Voglio proprio da Charleston ringraziare il sindaco Massimo Brunini che ha supportato l'iniziativa ed il console onorario Sergio Fedelini per tutto il lavoro svolto. Grazie anche a te Logan – conclude il giovane imprenditore – speriamo di trovarci presto ancora per mangiare la divina “She crab soup””.
Tomassoni lascia il ristorante per raggiungere la madre Giovanna che lo attende per preparare la crescionda spoletina con crema leggera che sarà offerta fra poche ore alla Cena di Gala. Gli chef Alberto Massarini e Andrea Scotacci sono impegnati nella preparazione dei primi e dei secondi.
Scontato che la cucina spoletina trionferà stasera al Mills House di Charleston
(*) per Tuttoggi.info
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