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Sparatoria dopo furto in tabaccheria, un morto

Redazione

Sparatoria dopo furto in tabaccheria, un morto

L'auto con i tre banditi raggiunta dalle forze dell'ordine a Ponte Felcino | Parla il parrucchiere che ha trovato il corpo: "Era riverso sul sedile di dietro col passamontagna"
Gio, 04/10/2018 - 11:26

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Sparatoria dopo furto in tabaccheria, un morto

Un uomo è morto, raggiunto da un colpo di pistola alla testa, durante una sparatoria con carabinieri e vigilantes privati, mentre con i suoi complici cercava di fuggire dopo aver messo a segno un colpo nella tabaccheria di via Cairoli a Ponte Felcino.

Ancora non è chiara la dinamica di quanto avvenuto. Da una prima ricostruzione sembra che i ladri (probabilmente in tre) abbiano compiuto il colpo alle 4 di notte, tagliando, con l’ausilio di un frullino, il lucchetto ad uno degli ingressi della tabaccheria. All’interno hanno rubato denaro contante, gratta e vinci e scatoloni di sigarette.

Il locale è però dotato di un sistema di allarme, che ha allertato i carabinieri e la centrale della Vigilanza Umbra. All’arrivo dei militari e dei vigilantes, i ladri si sono dati alla fuga, a bordo di un’Audi grigia, speronando l’auto della Vigilanza Umbra. Il vigilantes, sceso dall’auto che i ladri hanno cercato di investire, avrebbe sparato alcuni colpi, così come i militari (alcuni residenti ne avrebbero sentiti distintamente almeno quattro).

I malviventi, nonostante l’auto crivellata di colpi e con una gomma bucata, sono però riusciti a fuggire, entrando in via Gioiosa – non lontano dalla Scuola di giornalismo della Rai – una strada praticamente chiusa che conduce alla stazione Fcu, ora inutilizzata per i lavori che interessano quella tratta ferroviaria.

Lasciata l’auto e la refurtiva in due si sono dati alla fuga, non si sa se a piedi o con una vettura che avevano parcheggiato nei pressi della stazione. Ma uno di loro, quello che sedeva nel sedile posteriore, raggiunto da un proiettile alla testa, è rimasto nell’auto, privo di vita.

Il racconto di chi ha trovato il cadavere

A trovare il corpo senza vita di uno dei banditi, di nazionalità albanese come si è appreso poi, è stato Fabrizio Castellani, parrucchiere che ha il suo esercizio poco distante dalla stazione di Ponte Felcino dove solitamente parcheggia la propria auto. Intorno alle 8 era con una sua conoscente in via Radiosa, una ragazza residente che stava recandosi al lavoro.

Abbiamo visto quell’auto con il lunotto posteriore sfondato – racconta Fabrizio Castellani – ed abbiamo pensato all’ennesimo furto in auto. Questa zona, di notte, è infatti luogo di ritrovo di spacciatori e tossicodipendenti. Ma poi dentro la vettura abbiamo intravisto gli scatoloni delle sigarette. Ci siamo allora avvicinati – prosegue – ed abbiamo notato fori di proiettile nell’auto, che aveva una ruota squarciata. All’interno, sul sedile posteriore, con il corpo riverso verso il lato sinistro, c’era un uomo, con il passamontagna in testa e i guanti alle mani. Era evidentemente morto“.

A quel punto il parrucchiere ha chiamato il 113. La polizia, accorsa sul posto, non ha potuto ricollegare subito il ritrovamento del cadavere e dell’auto con le sigarette all’interno al furto avvenuto nella notte nella vicina tabaccheria, sul quale stavano indagando i carabinieri.

Fabrizio Castellani ha potuto scorgere all’interno dell’abitacolo, oltre alla refurtiva, il frullino utilizzato per entrare nella tabaccheria. Sembra che nella vettura non siano state ritrovate armi, forse prese dai due malviventi in fuga. Il testimone parla di cinque fori di proiettile, tutti nella zona posteriore dell’auto, nella parte bassa. Segno che i colpi erano diretti alle ruote, nel tentativo di fermare la vettura in fuga. Uno, però, ha infranto il lunotto posteriore e colpito mortalmente alla testa il malvivente che sedeva nel sedile posteriore.

Il corpo dell’albanese (che era stato tirato fuori dall’abitacolo dai soccorritori, che hanno però solo potuto costatarne il decesso) e la vettura sono stati rimossi a metà mattinata, dopo le perizie della scientifica ed il sopralluogo del magistrato. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia e condotte dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Perugia congiuntamente ai colleghi della Squadra mobile della locale Questura.

La rabbia dei residenti

Dovrei andarmene da qui. Ma dove vado, visto che ci abito da 35 anni?“. Così la mamma di uno dei due testimoni – la ragazza – che hanno trovato l’auto con dentro il cadavere. “Ma vi rendete conto di cosa è successo a mia figlia?” continua a ripetere. E racconta che, soprattutto da quando la stazione Fcu non è in funzione, la zona, la notte, è un viavai di spacciatori e tossicodipendenti. “Ce li ritroviamo dappertutto” conferma un’altra residente. “Ci vorrebbe un posto fisso di polizia” propone un altro. Una richiesta che, ormai, viene fatta in tante zone di Perugia

Articolo aggiornato alle 13:00

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